14 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 19:59
Insieme siamo imbattibili.

Il Ministro/VERITA'

Roma, 24/08/2007 07:30

Nell'editoriale apparso su Repubblica del 19 agosto 2007, "I meriti del ministro ultimo in classifica", Eugenio Scalfari, elogiando il Ministro Tommaso Padoa Schioppa, lo esortava a percorrere una politica di investimenti per reagire alla crisi dei mutui Americani che stanno facendo tremare le borse di tutto il pianeta.

Il giorno successivo, il Ministro Tommaso Padoa Schioppa, ha risposto al fondatore di Repubblica con una lettera dal titolo "Agli italiani bisogna dire la verità".

Ma, qual'è la verità da dire agli italiani, secondo TPS?

Questa: "la condizione della nostra economia è come quella di una impresa che sia nello stesso tempo pesantemente indebitata e gravemente sotto-capitalizzata. Al pari di Scalfari, sono convinto che l'Italia abbia bisogno di investire di più: occorrono treni, posti di ricercatori nelle università, laboratori, strade (soprattutto al Nord), acqua (soprattutto al Sud), discariche, metropolitane, opere di bonifica e consolidamento ambientale. La malavita si estende anche a causa di questo.

Un punto deve essere chiaro: le risorse per investire non possiamo reperirle indebitandoci. Ci siamo già indebitati e abbiamo usato il credito per consumare e per sprecare. Ora, le risorse le possiamo reperire solo spendendo meglio, smagrendo strutture pubbliche ridondanti, spendendo meno in consumi correnti, con una politica di austerità delle retribuzioni pubbliche. E' una correzione difficile, che richiederà anni, non mesi o trimestri; che in un primo tempo potrà anche dispiacere, non entusiasmare; che in larga misura si dovrà distendere indipendentemente dagli andamenti del ciclo economico. Richiedo uno sforzo, uno sguardo lungo, una ambizione nazionale.

Resto fermamente convinto che gli italiani abbiano voglia di verità, anche scomode, e che non manchi in loro la voglia di partecipare a un serio sforzo di miglioramento delle condizioni del paese".

La lettera/verità del Ministro Padoa Schioppa non ci ha stupiti né, certamente, entusiasmato.

Le posizioni espresse dal Ministro/VERITA', stimato dai padroni, sono note.

Appare chiaro, infatti, che la ricetta di politica economica del Ministro/VERITA', per i prossimi anni di governo di centrosinistra, preveda una sostanziale opera di ridimensionamento del welfare, delle garanzie, dei diritti e delle protezioni sociali, ed un'azione di ulteriore riduzione delle retribuzioni dei lavoratori pubblici, cui seguirebbe immediatamente un'identica opera di ulteriore riduzione di quelle dei lavoratori privati.

In poche parole, l'idea di una redistribuzione equa della ricchezza prodotta presente, in favore delle classi meno abbienti, per quel ceto sociale più debole, equivale, per il Ministro/VERITA' TPS, ad una vera e propria eresia.

I proventi della lotta all'evasione fiscale sarebbero utilizzati solo per ulteriori "regali" ai padroni (dopo quello del cuneo fiscale ricevuto con la legge finanziaria 2007) e per la riduzione del debito mentre, i lavoratori dipendenti e i pensionati, resterebbero ancora una volta al palo, grazie anche "all'aiutino" di CGIL, CISL e UIL per il tramite della rinnovata concertazione e pace sociale.

Appare chiaro che la ripresa della centralità del lavoro produttivo, quello operaio e pubblico, quello intellettuale e dei servizi, sia un miraggio sacrificato alla centralità delle rendite e della speculazione finanziaria.

Contro tali settori, le farsesche "liberalizzazioni" di Bersani, sono solo uno specchietto per le allodole.

Agli inviti devastanti all'evasione fiscale, a chi si arricchisce mediante le speculazioni finanziarie, si risponde con l'annuncio di nuove richieste di lacrime e sangue al blocco sociale che costituisce la spina dorsale del sistema produttivo e che regge, da sempre, il paese.

La disuguaglianza sociale sta raggiungendo livelli sudamericani, la forbice nella distribuzione del reddito è, nel nostro paese, la più ampia d'Europa, la condizione del lavoro salariato e di quello precario è allarmante, l'ingiustizia determinata dal lassismo nella tassazione delle rendite derivanti dalle speculazioni finanziarie, delle locuste e degli speculatori, è vergognosa.

Si dovrebbe partire, proprio, da qui.

Ma questo, sarebbe un atto di equità, di giustizia e di risarcimento sociale.

Certamente, non per Confindustria, né, tantomeno, per il suo Ministro/VERITA'.

 

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