12 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 06:24
Insieme siamo imbattibili.

Il Prefetto Morcone nel paese delle meraviglie

Torino, 03/09/2002 00:00
Quante balle per vendere un prodotto inesistente

Cari colleghi,

chi ha avuto l’opportunità di deliziarsi della copertina di “SPECCHIO”, inserto della stampa di Torino del 31/08/2002, e del servizio sui vigili del fuoco, magistralmente descritti dal “PREFETTO DELLE FAVOLE”, avrà avuto la sensazione di avere a che fare con un’organizzazione perfetta, composta da super uomini dotati di attrezzature da fare invidia anche agli “Israeliani”, che in fatto di prevenzione agli attentati sono maestri. Invece non è proprio così! E la cosa grave è che vendiamo; essendo ormai un paese d’imprenditori, un prodotto inesistente, giocando sulla pelle della cittadinanza e dei lavoratori, creando una falsa sicurezza, che si può verificare in ogni momento nel corso del nostro lavoro, persino nelle scarse dotazioni o la dotazione di capi vestiario non troppo sicuri in caso d’incendio.

MA ANDIAMO CON ORDINE.

Nella sua “FAVOLA”, il Capo Dipartimento, parla di squadre N.B.C. addestrati ad intervenire su eventuali allarmi Biologici e Chimici e capaci di gestire emergenze complesse ecc., tutte BALLE!

Perché già solo di fronte ad un incidente ferroviario o ad un’esplosione in uno stabilimento chimico ad alto rischio, con il coinvolgimento di sostanze pericolose, per avere l’assoluta certezza sulla natura dei prodotti coinvolti e i pericoli da essi derivanti sono passate non meno di 12 ore!!, Tempo nel quale il personale delle prime squadre intervenute è smontato dal turno di servizio senza neanche essere sottoposto ad un check up sanitario, per escludere qualsiasi intossicazione, anche perché non esiste nessun protocollo sanitario a tutela del personale operativo.

Per non parlare poi degli, ultra elogiati, 1700 interventi effettuati, in tutta Italia, sul rischio antrace, perché, almeno a TORINO, e non solo a Torino, gli operatori N.B.C. NON ERANO, E NON SONO IN GRADO DI ATTUARE LE PROCEDURE DI DECONTAMINAZIONE, essendo sprovvisti di idonee attrezzature, anzi, sicuramente in caso di reale rischio sarebbero risultati essi stessi altamente contaminati e contaminanti! Non potendo contare, se non dopo diverse ore o addirittura giorni, dei risultati delle analisi effettuate sulle sostanze recuperate.

Belle fotografie quelle delle unità di decontaminazione nella Scuola antincendi, sarebbe interessante vedere le foto di quelle dei comandi provinciali, magari con un numero congruo di tute protettive, salvo Roma dove evidentemente il numero di interventi per l’antrace ha portato il numero di CS nel prossimo concorso a 132 su 353.

Poi ci sono i S.A.F., descritti come uomini ragno, l’elite del corpo nazionale… la verità è un’altra e gli addetti ai lavori lo sanno benissimo, essi non sono altro che un gruppo di colleghi che con ammirevole devozione, si sono dilettati nell’uso di corde e moschettoni e si sono specializzati nel soccorso aereo.

Specialisti? Non percepiscono un solo EURO, anzi vanno in missione in altri Comandi a costo ZERO deliziando magari alcuni personaggi con smania di protagonismo che stanno al Ministero, e qualche sindacalista locale grande opportunista e fiutatore di bussines, altro che organizzazione, si tratta di scelte estemporanee che già domani potrebbero essere abbandonate perché qualcuno preferisce altro.

Ed inoltre è stato loro paventato che rifiutando la missione rischiano di essere esclusi dal settore.

E che dire dei sommozzatori? Se non costatare che hanno bisogno di una svecchiata al loro interno, colpa di un disinteresse totale da parte dell’amministrazione centrale che ha impedito il cambio generazionale.

E nel caso da noi già denunciato, dopo i due ragazzi morti nel Po, nel caso di un intervento che non capita nel turno giusto, che non è più soccorso tecnico urgente, ma diventa soccorso tecnico con calma perché ad esempio come avviene per Torino e Milano, la presenza dei SUB è garantita solo a turni alternati.

Sia i S.A.F., che gli addetti N.B.C., poi, oltre ad essere considerati “specialisti”, svolgono anche i normali interventi di soccorso, quindi viene da pensare: “CHE LIVELLO DI PROFESSIONALITA’ PUO’ AVERE PERSONALE CHE SI’ OCCUPA DI PIU’ COSE CONTEMPORANEAMENTE?”

Basti pensare alle varie specializzazioni degli altri corpi dello Stato dove, oltre ad essere remunerati, sicuramente si occupano solo di quello, elevando il loro livello di preparazione a beneficio della sicurezza propria e dei cittadini.

Cari colleghi se vogliamo ancora assistere ad altri episodi di questa “assurda commedia”, interpretata da pochi eletti, naturalmente da C.I.S.L., C.G.I.L. e U.I.L., e diretta magistralmente dal prefetto “MORCONE”, che ovviamente parlano dalle loro torri di avorio, ignorando completamente le realtà dei comandi dove tutti i giorni si combatte duramente per formare le squadre d’intervento, con personale che arriva dalle scuole centrali di Roma, dove agli allievi vigili viene data in molti casi una cosa sola, l’adesione sindacale.

Se vogliamo che le cose rimangano come sono, continuiamo cosi, se invece vogliamo operare una svolta diamo la possibilità a chi la pensa in modo diverso di fare qualcosa,

ADERIAMO ALLA R.D.B.

 

 

 

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