12 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 06:43
Insieme siamo imbattibili.

Il sindacato che ho in mente

Ravenna, 23/05/2002 00:00
Commento ad alcuni articoli apparsi sul sole 24 ore del 18 maggio

Quello che trovate allegato, è un articolo tratto dal SOLE24ORE, il quotidiano di Confindustria (come dire, il giornale dei padroni). E’ un articolo che ci deve fare riflettere in categoria, su quanto danno hanno prodotto 10 anni di “concertazione” e di “tregua sociale” sul potere di acquisto dei nostri salari, ma soprattutto sul progressivo smantellamento dei diritti dei Lavoratori.

Si legge che il Seg. Gen. Aggiunto della FIT-Cisl propone lo “sciopero virtuale” (pompieri: vi ricorda qualcosa?) con lo scopo di arrecare meno disagi possibili all’utenza del Trasporto Pubblico.

La Confindustria ringrazia e si frega le mani…, dato che, da quanto si evince dall’altro trafiletto, era stata proprio sua, qualche settimana fa, la proposta di introdurre lo sciopero virtuale nei Servizi Pubblici.

Non è bastata la Legge sulla regolamentazione (!) dello sciopero nei Servizi Pubblici essenziali, passata col beneplacito di CGIL-CISL e UIL. Ora si vuole discutere di “non sciopero”!

Ecco la logica di subalternità alle politiche padronali, che si vuole perpetuare anche attraverso i “patti territoriali” sul Lavoro (vedi Lombardia), sottoscritti dalla triplice, basati sui contenuti del famigerato Libro Bianco di Bobo Maroni.

Noi Vigili del Fuoco sappiamo bene cosa significa e quanto è frustrante lo sciopero fittizio che, se istituzionalizzato per tutto i Servizi Pubblici, servirebbe a mettere la sordina alle rivendicazione dei Lavoratori del Settore.

La RdB-P.I. è in prima linea nel tentativo di riaffermare per tutti i Lavoratori il pieno diritto allo sciopero. Sostieni la RdB-CUB per un sindacato di classe.

 

Tratto dall’articolo del sole24ore del 18/05/2002 a firma di Giorgio Pogliotti

Trasporti, rischio di caos

 

…….in vista dell’incontro col ministro del Welfare il Segretario generale aggiunto della FIT-CISL, Francesco Seghi lancia una proposta per coinvolgere le associazioni dei consumatori e degli utenti in nuove forme di agitazione: “ L’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica(afferma Seghi) può produrre effetti maggiori rispetto ad una protesta tradizionale, anche quando essa riscuote un alto livello di adesione tra la categoria. Bisogna studiare soluzioni che non colpiscano gli utenti”.

Tra le ipotesi “il ricorso all’autobus lumaca che viaggia a velocità ridotta, a volantinaggi co e per i consumatori”. Seghi rilancia lo sciopero virtuale, “purché venga definito un quadro di regole certe che impegnino0 le aziende a fare la propria parte devolvendo l’equivalente ad un fondo di solidarietà, come viene chiesto ai lavoratori”.

 

lo sciopero virtuale, un vantaggio anche per i lavoratori da il sole24ore di Stefano Sepe 18/05/2002

Nel mezzo dell'ennesima tornata di scioperi nei trasporti c'è da chiedersi come mai non si riesca a trovare il bandolo della matassa in un settore afflitto da una conflittualità endemica. Come mai non si adotti, nei servizi pubblici che, per definizione, apportano pesanti disagi agli utenti, la modalità dello sciopero virtuale. La proposta è stata rilanciata, ancora la settimana scorsa, da Confindustria: Si tratta di una soluzione sperimentata con successo ,altrove, di una modalità di protesta che non fa ricadère le conseguenze dello sciopero sugli utenti, che sono il vero anello debole della catena.

Ma, si sa, in Italia le proposte più sensate sono normalmente quelle che fanno fatica a trovare spazio. Non è una novità. E intanto gli sciopèri proseguono con puntualità estenuante. Senza che si riesca a porvi riparo. Le norme per regolare gli scioperi ci sono. Niente affatto disprezzabili,oltretutto. La Commissione di Garanzia vigila,ammonisce,lavora per raffreddare e diradare i conflitti. Ma i risultati sono quelli sotto gli occhi di ciascuno. Il fatto è che le regole (normative), a dispetto dell0opinione di molti giuristi, non possono tutto. A fare la differenza tra il nostro paese ed altri sono le regole di comportamento. Quei “codici” non scritti che servono ad evitare forzature e storture nell’applicazione delle norme scritte. Eppure lo scIopero virtuale non sarebbe solo un modo per alleviare i disagi agli utenti. Aspetto,naturalmente di fondamentale importanza, ma che può essere ritenuto non primario da una categoria in lotta per ottenere il rinnovo di un contratto o per altre, ben fondate, ragioni. Proclamare ed attuare un’agitazione, continuando a svolgere il servizio per i cittadini, avrebbe un indubbio “ritorno” per i lavoratori. Servirebbe, innanzi tutto, a creare un clima particolarmente favorevole. Basta immaginare: una grande piazza di (una qualsiasi città) nella quale gli autoferro-tranvieri, mentre il servizio di trasporto procede regolarmente, chiariscono agli utenti le ragioni della loro protesta. Oppure una stazione ferroviaria nella quale si svolga una scena analoga. Situazioni che, se paragonate alla crescente irritazione che gli scioperi nei trasporti producono agli utenti ed alle proteste che motivano nei confronti dei lavoratori, servirebbero a dare forza alla protesta sindacale molto più di quanto non facciano i blocchi abituali nel servizio. Che indignano gli utenti e sembrano non produrre molti vantaggi nelle trattative con le controparti. Scegliere una forma di lotta che invece di contrapporre gli interessi dei lavoratori a quelle degli utenti diventi un momento di saldatura sarebbe una formidabile arma di pressione. Certo, è una soluzione che ha dei “costi” (per le tasche dei lavoratori). Ma, in termini salariali, lo hanno anche gli scioperi “veri”. E non è detto che, alla lunga, fare uno sciopero virtuale non convenga di più, ai lavoratori, che interrompere un servizio utile ai cittadini.

 

 

 

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