22 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 07:16
Insieme siamo imbattibili.

Incontro Ispettorato del Lavoro e delegati sindacali LazioCrea: USB da sola a tutelare le lavoratrici

Roma, 10/07/2019 16:35

Il Giorno 04 luglio 2019, su richiesta dell’Ispettorato del Lavoro, si è tenuto un incontro tra l’Ispettorato del Lavoro e i delegati e le delegate sindacali presenti all’interno di LazioCrea avente come oggetto l’Armonizzazione contrattuale di cui all’Ipotesi di Accordo del 18/12/2017.

 

Tuttavia, inaspettatamente, in sede di riunione, un delegato della UIL FPL ha chiesto l’allontanamento delle due delegate USB presenti, nonostante l’Ispettorato si fosse reso disponibile ad ascoltare contestualmente tutti i delegati di tutte le OO.SS presenti in azienda.

 

L’azione del delegato della UIL FPL e delle sigle che l’hanno assecondato, a nostro avviso, è stata pretestuosa e non giustificata visto che l’argomento era relativo alla discriminazione subita da alcune lavoratrici che, in sede di armonizzazione, non hanno firmato il verbale di conciliazione.

Le lavoratrici interessate infatti, inspiegabilmente, non hanno mantenuto gli stessi diritti della platea di lavoratrici e lavoratori provenienti dal CCNL Metalmeccanico, subendo immotivate ritorsioni da parte dell’Azienda e non avendo avuto ad oggi spiegazione alcuna sui motivi per cui siano state discriminate.

Nonostante questo, per evitare problemi ed imbarazzi la funzionaria dell’Ispettorato del Lavoro ha fatto allontanare le delegate USB e le ha incontrate successivamente all’incontro, in una riunione separata.

 

USB condanna l’atteggiamento e la prepotenza di alcuni sindacati, che in nome di una falsa rappresentanza a livello nazionale, si arrogano il diritto di decidere chi far sedere al tavolo.

A questi sindacati USB vuole ricordare che i delegati aziendali sono innanzi tutto lavoratori a cui è stato negato il più basilare diritto della parola su una problematica che va avanti ormai da anni all’interno di LazioCrea sotto gli occhi di tutti e soprattutto con la complicità degli stessi sindacati che, con la firma di un accordo capestro, avallarono il comportamento discriminatorio da parte dell’azienda nei confronti di chi aveva detto no ad un sistema di sudditanza e di perdita di quanto acquisito nel corso della vita lavorativa.

 

 

La dignità dei lavoratori e delle lavoratrici è un principio intoccabile.

 

 

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