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Editoriali // Disoccupati

La bufala dell’aumento dell’occupazione: il governo gioca con i numeri

Nazionale,

Lo sbandierato record dell’occupazione in Italia è costruito ad arte per convincere che le cose vanno bene e che la disoccupazione sia una colpa individuale, anziché il frutto di scelte politiche ed economiche. Il trucco sta tutto nel modo in cui si contano occupati e disoccupati.

Per l’ISTAT sono occupate le persone dai 15 anni in su che hanno lavorato almeno un’ora durante la settimana di riferimento, quella in cui si rilevano i dati. Ma che significa che hanno lavorato almeno un’ora? L’ISTAT precisa che la condizione di occupato non dipende né dalla sottoscrizione di un contratto né dal compenso. Quindi sono conteggiati tra gli occupati anche gli irregolari e quelli che contribuiscono al compenso familiare pur non risultando in alcun modo in attività. I 23milioni754mila occupati, declamati oggi dal governo Meloni come uno storico record che sarebbe da attribuire alla politica economica di questo governo, nascondono un mare di lavoro nero, precario e quindi sottopagato, a basse o nulle tutele: la vera piaga, sempre più ampia, che stiamo soffrendo.

Un altro dato che aiuta a capire dove sta il trucco è la percentuale degli inattivi. Gli inattivi, sempre per l’ISTAT, sono coloro che non hanno cercato lavoro nelle quattro settimane che precedono la settimana di riferimento, o non sono disponibili a lavorare entro le due settimane successive. Tenendo presente che la somma di forza lavoro (occupati + disoccupati) e inattivi corrisponde al totale della popolazione, il fatto che il tasso di inattività sia in crescita comporta automaticamente la riduzione della percentuale di forza lavoro.

A Palazzo Chigi dovrebbero smetterla di dare i numeri e cominciare a fare i conti con la realtà.