04 agosto 2021, ultimo aggiornamento alle 07:39
Insieme siamo imbattibili.

La morte di Adil, le nostre lotte, l’ipocrisia dei sindacati complici

Novara, 21/06/2021 10:12

Per lo sciopero unitario della logistica indetto da USB, Si Cobas e ADL Cobas venerdì 18 giugno l'intero settore si è mobilitato e ha incrociato le braccia: lavoratrici e lavoratori di porti, magazzini e aereoporti hanno deciso di lottare contro un mondo del lavoro fatto di ricatti e sfruttamento. 

Durante lo sciopero, nel Novarese, è morto Adil Belakhdim, sindacalista del SiCobas che come Abd El Salam cinque anni fa è stato ucciso dalla violenza padronale: una guerra che colpisce migliaia di lavoratrici e lavoratori nel silenzio assordante di istituzioni e governi di ogni colore e con la complicità dei sindacati concertativi che sostengono leggi sulla rappresentanza che mirano all'esclusione del mondo sindacale conflittuale, che firmano contratti peggiorativi e che appoggiano famigerate leggi antisciopero.

Per questo anche i sindacati complici, insieme ai padroni, sono gli artefici delle attuali condizioni di vita dei lavoratori. Sono proprio queste condizioni che hanno portato a indire uno sciopero di grandi dimensioni come quello di venerdì, durante il quale è stato compiuto l'efferato omicidio di un lavoratore sindacalizzato, ucciso solo perché insieme a tantissimi altri ha deciso di alzare la testa e rivendicare diritti e dignità: motivi che bastano alla controparte padronale per rispondere con arroganza e barbarie come sempre. 

Cgil, Cisl e Uil, davanti all'uccisione di Adil, che si aggiunge alle morti quotidiane causate dalla mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro dei quali loro sono complici, si sono mossi per opportunismo, cercando di cavalcare l'onda mediatica per fare le passerelle con i giornalisti e cercare di mantenere una parvenza di rappresentanza delle istanze del mondo che si sgretola ogni giorno di più. 

Sabato e domenica davanti ai cancelli della LIDL di Biandrate c'erano anche loro, per farsi belli davanti alle telecamere. Noi abbiamo deciso di non starci e di continuare con il nostro percorso conflittuale e di classe quotidiano: come venerdì abbiamo risposto immediatamente con scioperi e blocchi spontanei, sabato e domenica non abbiamo appoggiato l'ipocrisia e la farsa di questi soggetti.

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