Icona Facebook Icona Twitter Icona Instagram Icona Telegram Icona Youtube Icona Rss

Scuola Docenti ATA Studenti Normativa Sicurezza sul lavoro

Per una scuola sicura servono investimenti, non metal detector!

Nazionale,

Apprendiamo con sgomento quanto avvenuto oggi a Trescore, in provincia di Bergamo, dove una docente è stata vittima di un grave episodio di violenza da parte di uno studente. A lei va la nostra piena solidarietà, insieme alla vicinanza a tutta la comunità scolastica coinvolta.

Ancora una volta ci troviamo di fronte a un fatto che interroga profondamente il ruolo della scuola nella società e le condizioni in cui lavoratori e lavoratrici dell’istruzione sono chiamati a operare ogni giorno. La sicurezza di chi vive la scuola - docenti, personale ATA, studenti e studentesse - non può essere ridotta a una questione di ordine pubblico né affrontata con misure esclusivamente securitarie.

Respingiamo con forza la retorica del “metal detector” come soluzione. Si tratta di uno specchietto per le allodole, utile forse a costruire consenso immediato, ma del tutto inefficace nel prevenire le cause profonde del disagio e della violenza che sempre più spesso emergono anche nei contesti scolastici.

Quella violenza è il riflesso di una società che abbandona i giovani e le periferie, che lascia sole le scuole, soprattutto quelle più fragili, e che svuota progressivamente il ruolo educativo dell’istruzione pubblica. I docenti sono sempre più delegittimati, privati di autorevolezza sociale, spesso bersaglio di attacchi e dileggio, anche da parte delle famiglie.

Questo governo, in continuità con quelli precedenti, continua a investire sulla repressione e su misure securitarie, mentre parallelamente taglia risorse fondamentali: personale docente e ATA di ruolo insufficiente, riduzione del tempo scuola e del monte ore di discipline trasversali e specializzanti, carenza cronica di psicologi scolastici, azzeramento o drastico ridimensionamento dei progetti di educazione all’affettività e alle emozioni, abbandono delle scuole di periferia.

Non si costruisce sicurezza senza investimenti reali nella scuola e nel sociale. Non si previene la violenza senza restituire centralità all’educazione, senza sostenere i territori più difficili, senza rafforzare le comunità educanti.

USB Scuola ribadisce con forza che la sicurezza non si garantisce con strumenti di controllo, ma con politiche strutturali: più risorse, più personale, più supporto psicologico, più tempo scuola, più attenzione alle relazioni e al benessere.
Senza un’inversione radicale di rotta, episodi come quello di oggi non saranno eccezioni, ma rischiano di diventare tragica normalità.

Continueremo a batterci per una scuola pubblica che sia luogo di crescita, sicurezza reale e dignità per tutte e tutti.