22 gennaio 2020, ultimo aggiornamento alle 12:28
Insieme siamo imbattibili.

Quale futuro per la Continental?

Pisa, 05/12/2019 13:38

Come ormai tutti sapranno, la dirigenza Continental ha recentemente annunciato la volontà di scorporare e “ridimensionare” gli stabilimenti di Fauglia e San Piero (ora parte di Vitesco Technologies) con 750 esuberi a partire dal 2023. Un fulmine a ciel sereno? Purtroppo no. Ormai da circa un anno le intenzioni dell’azienda erano abbastanza chiare. Se la casa madre avesse voluto lavorare ad una riconversione verso l’elettrico, se ne sarebbero accorti per primi proprio i lavoratori. Già quest’estate la dirigenza aveva parlato di 500 esuberi ma in quel caso la reazione dei lavoratori e dei sindacati era stata blanda.

La scorsa settimana la RSU ha dichiarato due giorni di sciopero con presidi di fronte ai cancelli. Una risposta importante alla quale USB ha deciso di dare il proprio sostegno. La nostra organizzazione è purtroppo impegnata in numerosi tavoli di crisi a livello nazionale e fin da subito, nonostante l’assenza di delegati nella RSU, abbiamo deciso di “chiudere” le polemiche sindacali interne all’azienda e dare un segnale di unità. Un segnale che è stato apprezzato dai lavoratori e dalle lavoratrici presenti.

Dopo gli scioperi la RSU si è incontrata con il responsabile operativo Hans Jürgen Braun. Nei comunicati e negli articoli di giornale si parla di un congelamento degli esuberi fino al 2023 e di un possibile nuovo progetto di riconversione all’elettrico degli stabilimenti Pisani. Rispetto ai licenziamenti non riusciamo a capire dove sia la novità. L’azienda aveva già parlato del 2023 come anno in cui la ristrutturazione sarebbe stata avviata. Mentre per quanto riguarda i nuovi progetti attendiamo di vedere qualcosa di concreto piuttosto che semplici promesse.

Ma la vera domanda da porsi è un’altra. Come mai una multinazionale decide di annunciare degli esuberi a partire dal 2023 e cioè tra 4 anni? Difficile non pensare che dietro a questa operazione non ci sia una strategia. Vendita degli stabilimenti? Richiesta di sostegno economico nei confronti delle istituzioni in vista di una riconversione? Volontà di tastare il terreno rispetto alle reazioni di sindacati e Regione? A nostro avviso la vertenza Continental non deve rimanere slegata dal contesto generale italiano che vede un progressivo ridimensionamento degli investimenti nel settore industriale da parte delle multinazionali straniere. Multinazionali che hanno ricevuto numerosi sostegni economici - e non solo - da parte delle istituzioni statali e locali e che adesso chiudono stabilimenti come se nulla fosse.

A breve, USB proporrà una propria piattaforma sindacale rispetto alla “crisi” Continental. Nient’altro che una sintesi delle proposte che abbiamo prodotto nell’ultimo anno. Una cosa però la vogliamo dire subito: non abbiamo alcuna intenzione di abbassare la guardia. Dopo la recente dimostrazione di forza da parte degli operai è il momento di pretendere risposte concrete e impegni da parte della dirigenza. Non intendiamo riaprire il percorso di lotta troppo tardi, quando la multinazionale ha già fatto le sue scelte. Un sindacato coerente lavora per la difesa intransigente di ogni posto di lavoro, contro le solite politiche che caratterizzano da troppi anni lo scenario industriale nazionale: subalternità dei governi nazionali e locali ai diktat dei grandi imprenditori, contributi a pioggia a loro favore presi dalle tasche dei contribuenti (che siamo noi), subalternità ai diktat dell’Unione Europea che impedisce una politica industriale nazionale, infine accordi sindacali al ribasso che prendono atto di scelte politiche che sacrificano sempre i lavoratori a favore delle multinazionali.

A USB interessa unire le forze di tutti i lavoratori e lavoratrici, delegati e delegate, impegnati alla Continental come in tante altre vertenze aperte sul territorio nazionale, affinché di fronte ai ricatti si possa finalmente reagire, su un terreno di chiarezza e coerenza. Un’altra politica industriale e' possibile, se si mettono in primo piano gli interessi degli operai contro chi svende il paese e riempie le tasche dei consigli di amministrazione.

Unione Sindacale di Base Federazioni di Livorno e Pisa

Manifestazione Taranto

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