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Rassegna Stampa DNA News

Lamezia Terme, 05/04/2007 17:57

Rdb: risposte confuse dal Asl n. 6

05/04/2007 - 10.30 Lamezia Terme

 

Abbiamo letto con attenzione le risposte della Direttrice Generale dell’ASL n. 6 ad alcune delle questioni che abbiamo sollevato come sindacato RdB/CUB.

Le abbiamo lette, ci ha fatto piacere che gli argomenti posti abbiano avuto l’attenzione che meritano, ma non ci hanno per nulla soddisfatto.

Innanzi tutto, la giustificazione principale che la Direttrice Generale fa sulle esternalizzazioni in atto, ci è apparsa davvero banale e demagogica.

E’ vero che le privatizzazioni si facevano anche prima con le amministrazioni di centro-destra, ma questo per una organizzazione sindacale come la nostra, che è stata sempre estranea alla logica dei partiti e che della sua autonomia fa un punto qualificante, non è affatto una consolazione: le RdB non ragionano con l’idea che se la privatizzazione la fa il centro-destra è clientelismo, mentre invece quando la fa il centro-sinistra è per offrire migliori servizi ai cittadini.

Il fatto, poi, che il nostro sindacato non avrebbe iscritti nella sanità lamettina (ci chiediamo chi le abbia fornito questi dati), non costituisce certo un limite, visto che le cose da noi dette hanno avuto validi riscontri e noi su questo vorremmo essere valutati, non sul peso della nostra attuale rappresentanza; quelli che dovrebbero preoccuparsi sul serio sono, invece, i lavoratori, per il mutismo degli altri sindacati, appiattiti su pozioni di comodo.

Bene, andiamo nel dettaglio delle cose dette: crediamo che anche la Direttrice si renda conto che nelle nostre strutture le cose non è che funzionino proprio come nelle cliniche svizzere.

I disagi dei malati e degli operatori chiamati ad assisterli sono sotto gli occhi di tutti, eppure a Lamezia, con l’incredibile indifferenza degli altri sindacati, dei partiti politici e persino del Tribunale dei Diritti del Malato, si privilegia la scelta si privilegia la scelta di nuove opere strutturali, molto care a progettisti e costruttori, anziché quella della qualità nei servizi.
Sui tanti problemi da noi posti circa le privatizzazioni, la Direttrice Generale, ha risposto solo a due e, a nostro avviso, con argomentazioni davvero troppo deboli.

Ad esempio, l’affidamento diretto del servizio dell’assistenza domiciliare, non trova assolutamente giustificazioni, anche in considerazione del fatto che il servizio esisteva e lavorava a regime già da più di due anni.

Il nostro sindacato, avrà al momento pochi iscritti, o non ne avrà affatto, come sostiene la Direttrice, ma è così bene informato da sapere che negli ultimi 2 anni non c’è stata nessuna lamentela da parte di alcun malato, né alcuna segnalazione all’URP, ma che anzi ci risultano riscontri positivi, da parte degli utenti, sulla professionalità di chi era chiamato a svolgere il servizio; quindi è demagogico affermare che con la privatizzazione si allevieranno le sofferenze dei pazienti.
Infatti, dopo tre mesi di gestione della cooperativa Privat Assistenza, riteniamo che oggettivamente non ci sia stato alcun miglioramento del servizio: i contatti con i medici di base continuano a non esserci; le famiglie che, come detto dalla Direttrice, prendevano le provette per il prelievo per poi portarle in laboratorio, continuano a farlo.

Dove è il cambiamento prospettato dalla Direttrice, in cosa si è migliorato?

Nella sua risposta dà anche il benservito agli infermieri professionali che svolgevano, con lavoro straordinario, le prestazioni presso il domicilio dei pazienti.

La Direttrice afferma che l’AS6 ha previsto l’assunzione di molti infermieri a tempo pieno? Bene, la cosa ci fa ovviamente piacere (nella speranza che sia vera), ma perché denigrare il lavoro svolto in tutti questi anni dagli infermieri (facendo, tra l’altro, risparmiare all’ASL migliaia di euro, in quanto le loro prestazioni venivano sottopagate con circa 7 euro), sostenendo che il servizio che questi lavoratori erogavano era “assolutamente insufficiente”? E’ questa l’idea che si ha della valorizzazione delle risorse umane? E gli altri sindacati che questi lavoratori, magari loro iscritti, dovrebbero difendere, non trovano vergognosi questi attacchi?

Sull’altra questione, quella della gestione delle buste paga, che noi delle RdB abbiamo sollevato e per la quale la Direttrice ha provato a fornire una risposta, da quanto letto, abbiamo purtroppo avuto la conferma di ciò che noi avevamo affermato: la privatizzazione delle buste paghe è una decisione già presa.

Anche qui con il silenzio assordante di tutti gli altri sindacati.

La direttrice dice che il servizio sarà gestito dai privati solo per un anno, ma non siamo così ingenui da non capire che, una volta che la struttura organizzativa e di elaborazione dei dati è fuori dall’ASL, sarà difficile reinternalizzarla.

Se al momento non ci sono le capacità professionali o, più verosimilmente, si utilizzano procedure informatiche obsolete (es. programmi di contabilità del lavoro), cosa potrà succedere in seguito quando la gestione passerà tutta all’esterno, con nuovi software, con elaborazioni effettuate fuori dall’ASL, e senza che il personale interno sia coinvolto: quando e come si formeranno mai queste professionalità?
E’ facilmente intuibile che, invece, la gestione verrà prorogata di anno in anno fino a data da destinarsi.

Ecco perché le risposte date ci sono parse davvero deboli, e su molte altre questioni da noi poste, circa la crescente voglia di privatizzare servizi da parte dell’AS6, queste risposte non sono proprio arrivate.
Noi le attendiamo ancora, così come ci attendiamo, ora che a Lamezia, grazie noi si sta finalmente parlando di sanità, che si apra vero un confronto tra la Direzione Generale e le RdB/CUB, non con lo spirito salottiero, the e pasticcini annessi, ma con la voglia di tirar fuori i problemi reali e con la volontà di provare a risolverli. Noi ci siamo.

In quest’ultimo anno abbiamo assistito a vari monologhi televisivi della Direttrice Generale senza contradditorio e senza che vi fosse alcun tipo di confronto, dove con i toni ed i modi accattivanti che indubbiamente possiede, ha dato una immagine dell’Azienda Sanitaria di Lamezia migliore di quella che è la realtà, segno evidente che, almeno sull’aspetto delle relazioni pubbliche, la gestione della sanità è efficiente.

Non sappiamo cosa ne pensi la Direttrice, ma noi siamo convinti che ai malati ed ai cittadini di Lamezia più in generale, tutto questo però non basti.



(DNA)

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