12 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 07:50
Insieme siamo imbattibili.

RdB/CUB P.I ADERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA DAI PRECARI DELLA RICERCA Roma, venerdì 11 maggio, ore 10.00

Roma, 09/05/2007 09:11

RdB/CUB P.I ADERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA DAI PRECARI DELLA RICERCA
Roma, venerdì 11 maggio, ore 10.00
Davanti al Ministero dell’Economia – Via XX Settembre 97

PRECARI DI RICERCA ED UNIVERSITÀ

ASSUNTI TUTTI ASSUNTI SUBITO

ASSUNTI DAVVERO

La pubblicazione della circolare della Funzione Pubblica sull’applicazione dei commi 519 e 520 non esaurisce il problema del precariato. Anzi, proprio la discussione che si è aperta su quella circolare ha messo in evidenza tutti i limiti e le contraddizioni contenuti nella norma.

Il limite delle attuali piante organiche sottostimate rispetto alle reali esigenze delle Amministrazioni, l’esclusione dal processo di stabilizzazione di tutte le forme di precariato più estreme, le risorse risibili messe a disposizione dal Governo sono le questioni macroscopiche che sono emerse nell’analisi della norma e nell’elaborazione della circolare per la sua applicazione. Il Governo con questa operazione sicuramente è molto lontano dal mantenere quanto promesso in campagna elettorale sul precariato

Nel mondo della ricerca e dell’università tutto questo è ancora più sentito perché alle promesse non mantenute sul precariato si è aggiunta quella degli investimenti sulla ricerca che si annunciavano copiosi e che a tuttoggi risultano irreperibili. Inoltre nei parziali processi di stabilizzazione registriamo l’incomprensibile esclusione dei ricercatori dell’Università, per i quali Mussi ha voluto un piano straordinario di assunzioni attraverso concorsi “meritocratici”, come se chi fa il precario da dieci anni non si sia già “meritato” il diritto ad un lavoro garantito.

Riteniamo quindi che oggi si debba aprire una nuova fase nella vicenda precariato per impedire che tutto si risolva con un’operazione di facciata che porta a stabilizzazione solo poche centinaia di precari. Qualcuno continua a contrabbandare il memorandum, che peraltro non riguarda i settori della conoscenza, come soluzione del precariato, omettendo che in realtà disegna una P.A. del futuro sempre più ridotta negli organici e quindi inadeguata ad accogliere le assunzioni dei precari. Noi pensiamo che quell’accordo faccia parte dell’opera di smantellamento di quel settore pubblico che garantisce lo stato sociale patrimonio di tutti i cittadini. La ricerca e l’Università sono un bene al servizio della collettività che deve essere difeso dalla strisciante privatizzazione e la stabilizzazione dei lavoratori precari deve essere parte di un investimento reale del Governo sul settore pubblico ed in particolare sull’Università e la Ricerca pubblica.

Il diritto alla stabilizzazione i lavoratori devono conquistarselo con le lotte.

Intendiamo rilanciare l’iniziativa per far capire al Governo che la questione è tuttaltro che archiviata. A termine della discussione sulla circolare della Funzione Pubblica RdB/CUB ha

chiesto con molta determinazione l’urgente apertura del tavolo sul comma 417 e seguenti pretendendo da parte del Governo una quantificazione delle risorse che intende mettere a disposizione per l’applicazione di questa norma. Quel comma è ad oggi lo strumento normativo che può dare una risposta più ampia ai lavoratori precari comprendendo tutti le figure contrattuali escluse (Co.Co.Co., Assegni di Ricerca, etc.) e stanziando risorse adeguate ai numeri del precariato del pubblico impiego.

Non è più tempo di chiacchiere, è ora che il Governo tenga fede alle promesse e investa seriamente sulla ricerca pubblica a partire dalla stabilizzazione dei precari

Per questo RdB/CUB P.I. e USI/RdB Ricerca aderiscono alla manifestazione nazionale dell’11 maggio al Ministero dell’Economia

RdB/CUB P.I.                                                                                                          USI/RdB RICERCA


PRECARIATO PI: DALL’ISFOL IL RILANCIO DELLA LOTTA ALLA PRECARIETÀ NEGLI ENTI DI RICERCA

Fra gli Enti di Ricerca l’ISFOL rappresenta un caso emblematico. Infatti l’Ente, che si occupa di formazione, ha una pianta organica complessiva di 107 posti, con 76 lavoratori a tempo indeterminato e 31 posti vacanti a fronte di 297 lavoratori a tempo determinato e oltre 200 Co.Co.Co. con anzianità di precariato che spesso superano i dieci anni. Ancora più paradossale è constatare come proprio l’ente che effettua il monitoraggio sull’applicazione della legge 30 lo faccia utilizzando i lavoratori precari.

Nell’incontro svoltosi ieri tra rappresentanti del Ministero del Lavoro e le organizzazioni sindacali con all’ordine del giorno i problemi precariato nell’ISFOL e il futuro dell’Ente, il sottosegretario Montagnino ha riscontrato che gli strumenti previsti dall’attuale Finanziaria sono insufficienti ad affrontare la situazione del precariato all’ISFOL.

In questo senso il Sottosegretario Montagnino si è impegnato, per il Ministero del Lavoro,  ad operare affinché tra i Ministeri vigilanti degli Enti di Ricerca si crei una comunione di intenti per porre all’interno del Governo la necessità di maggiori strumenti per affrontare e risolvere il problema del precariato.

 

Per le RdB-CUB PI la soluzione del precariato nell’ISFOL, come negli altri Enti di Ricerca, può passare solamente attraverso il superamento dell’attuale pianta organica, fotografando la nuova in base alla reale situazione lavorativa consolidatasi negli anni e con lo stanziamento di risorse tali da consentire l’assorbimento di tutto il precariato, indipendentemente dalla forma contrattuale.

 

Le RdB-CUB manterranno comunque lo stato di agitazione tra il personale precario dell’ISFOL, estendendolo nei prossimi giorni a tutti gli Enti di Ricerca, per rilanciare la lotta contro la precarietà attraverso la mobilitazione del personale precario e di ruolo.

Il primo appuntamento sarà il prossimo 2 marzo con l’assemblea nazionale dei precari del pubblico impiego alla quale parteciperanno in massa i lavoratori precari della ricerca.

 

Roma 15 febbraio 2007

 

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