12 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 21:38
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RdB : L'assemblea nazionale di Firenze

Roma, 26/04/1999 00:00
Resoconto dell'assemblea nazionale tenutasi a Firenze il 22 aprile scorso

Assemblea Nazionale della RdB

per il rilancio del sindacato alternativo

dopo le elezioni delle RSU

Il 22 aprile 1999, si è tenuta a Firenze l’assemblea nazionale della RdB Protezione Civile alla quale hanno partecipato i delegati RdB del Corpo nazionale vigili del fuoco in rappresentanza dei lavoratori iscritti alla RdB.

All’assemblea il Coordinamento nazionale ha presentato una proposta di lavoro, sintetizzata in un documento di 140 pagine, che raccoglie una considerevole quantità di materie: dalla riforma della protezione civile agli incendi boschivi; dai passaggi di qualifica ai lavori usuranti; dalla situazione del personale STAC alle pensioni e liquidazioni; dal contratto e l’ordinamento professionale all’amianto ecc..., tutte questioni che sono attuale oggetto dell’attività sindacale.

Nel documento è contenuto anche un programma di lavoro e di riorganizzazione delle strutture RdB con l’obiettivo di rilanciare l’identità della RdB in categoria di sindacato alternativo che individua, analizza e discute i problemi del lavoro per poi elaborare proposte rivendicative e organizzare le iniziative di lotta necessarie ad ottenerne la realizzazione. Il documento quindi non è definitivo, ma è appunto una proposta di lavoro e di dibattito che deve coinvolgere tutte le strutture RdB e il maggior numero possibile di lavoratori per esaminare e correggere il contenuto, integrare le parti mancanti, togliere quelle di troppo.

L’obiettivo è di ribadire ai lavoratori che la difesa dei propri diritti passa attraverso l’iniziativa sindacale indipendente, che elabora le proposte e le sostiene con le iniziative di lotta. Se si ferma questo meccanismo e i lavoratori si accontentano delle concessioni della controparte, oppure si sottomettono ai paternalismi dei vari dirigenti, perdono prima i diritti economici e normativi e poi anche quelli democratici. Con l’attacco alle retribuzioni, alle pensioni, alle liquidazioni sta avvenendo proprio questo; di pari passo, infatti, viene attaccato il diritto di sciopero, si negano sempre più spesso (anche se arbitrariamente) i diritti sindacali, si accentua il ricorso ai provvedimenti disciplinari che diventano sempre più forcaioli.

Nell’obiettivo c’è anche l?intenzione di far capire ai lavoratori che il sostegno alle proposte e alle lotte passa attraverso l’aumento delle adesioni alla RdB. Gli stessi risultati elettorali delle RSU, che hanno riconosciuto alla RdB una forte rappresentatività, hanno anche confermato che i sindacati concertativi rappresentano la maggioranza dei lavoratori. Quindi, specialmente con la nuova legislazione che assoggetta tutti agli accordi firmati dalle organizzazioni che rappresentano la maggioranza dei voti e delle deleghe, le scelte concertative saranno imposte a tutta la categoria fino a quando non si rafforzerà considerevolmente il sindacato alternativo, cioè la RdB.

I numerosi interventi dei delegati hanno evidenziato numerose difficoltà rispetto ad altrettante questioni inerenti il rapporto di lavoro. Più di tutti sono state oggetto di analisi la questione dei passaggi di qualifica diventata ormai insopportabile; la preoccupazione per la riforma della protezione civile che non è ancora stata presentata ufficialmente alle organizzazioni sindacali mentre si avvicina la scadenza per la sua definizione; il disagio per il prolungarsi delle trattative del rinnovo contrattuale e la definizione del nuovo ordinamento professionale che modificherà anche il sistema dei passaggi di qualifica; l’accentuarsi delle esigenza di specifici settori come lo STAC per i quali non sono stati mai rimossi gli ostacoli ai passaggi di qualifica, gli operai delle officine regionali, i radiometristi, gli specialisti navali ecc...

Nel complesso il dibattito è stato molto interessante anche per le valutazioni relative alla proposta di lavoro e ai risvolti organizzativi delle strutture. L’elemento che ha segnato un pò tutti gli interventi è la tragica e persistente situazione di guerra. Anche se gli interventi sono stati altalenanti rispetto alle responsabilità della guerra e delle nefaste conseguenze, tutti si sono espressi contro la guerra auspicando che cessi prima possibile. Tutti hanno concordato sulle conseguenze della guerra anche tra le popolazioni non direttamente coinvolte e sui lavoratori in generale. La guerra porta di fatto alla limitazione delle libertà democratiche e all’incrudirsi dei provvedimenti economici che tagliano i servizi sociali e le retribuzioni per pagare le spese di guerra.

Le conseguenze della guerra le pagano comunque i lavoratori, quindi è stata valutata in assemblea la possibilità di aderire allo sciopero generale contro la guerra se il sindacalismo di base avrà la forza e la possibilità di proclamarlo.

In conclusione dell’assemblea nazionale sono state lette le modifiche allo Statuto rese necessarie dalla legge per classificare la RdB associazione non commerciale e quindi non soggetta alla contabilità ordinaria. Di seguito sono state illustrate le relazioni di bilancio consuntivo e preventivo dove, tra l’altro, si sottolinea la necessità di realizzare un forte incremento degli iscritti alla RdB anche per rafforzare la disponibilità economica da investire nell’iniziativa sindacale.

Seppure con diverse sfumature, tutti gli interventi hanno espresso il consenso rispetto al programma di lavoro e di organizzazione da sottoporre alla valutazione critica di tutti i lavoratori. Per quanto riguarda le modifiche allo statuto e le relazioni di bilancio non ci sono state posizioni contrarie o di astensione.

Nei prossimi giorni il Coordinamento nazionale predisporrà l’avvio del programma di lavoro sul territorio compatibilmente con il procedere delle trattative contrattuali e di definizione del TFR (trattamento di fine rapporto di lavoro), con gli sviluppo della riforma della protezione civile e della legge sul potenziamento del Corpo nazionale vigili del fuoco approvata al Senato il 21 aprile.

 

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