03 dicembre 2021, ultimo aggiornamento alle 07:40
Insieme siamo imbattibili.

Regione Lazio, USB incontra l’assessore al personale: valorizzazione, corrette relazioni sindacali e rispetto degli accordi

Nazionale, 30/04/2021 17:32

Durante l'incontro con USB di martedì 13 aprile abbiamo accolto favorevolmente l’istituzione della nuova delega al personale all'assessore Claudio Di Berardino che ci auguriamo possa rappresentare l’inizio di una nuova stagione delle politiche del personale. Di tutto il personale: della Regione Lazio, delle innumerevole aziende partecipate (LazioCrea ad esempio) ma anche delle ditte appaltatrice (il CUP in primis) o in ambito sanitario dove la Regione ha specifiche competenze. Non chiediamo all’assessore di sostituirsi agli organi di gestione del personale ma di aprire un sano confronto sugli indirizzi delle scelte che li riguardano.

Crediamo in una valorizzazione del personale che si esplica attraverso il giusto riconoscimento salariale, ma anche attraverso adeguate possibilità di carriera, corretto riconoscimento delle mansioni svolte e luoghi di lavoro sani e sicuri. Chiediamo adeguate relazioni sindacali, soprattutto nelle società partecipate, che rappresentino la reale situazione dei lavoratori e non si esauriscano in sterili formalismi volti a mantenere il monopolio dei sindacati amici. Esigiamo che gli accordi sindacali vengano rispettati e non siano più alla mercé di interpretazioni o rimodulazioni da parte di una dirigenza non sempre adeguata a rispondere ai diritti e alle esigenze dei lavoratori.

Le questioni da affrontare sono tante, alcune complesse. Riassumiamo cosi le richieste che abbiamo sottoposto all’attenzione dell’assessore; alcune esigono risposte immediate, altre richiedono almeno l’avvio di un percorso. Ma nessuna è eludibile.

  • Adeguamento alle previsioni di legge e alla normativa contrattuale delle prassi utilizzate per la realizzazione dei “progetti speciali”, per le comunicazioni circa l’effettuazione parziale dell’orario di lavoro e l’applicazione delle relative eventuali ritenute, nonché per le azioni di recupero inerenti la partecipazione a “gruppi di lavoro” contestate durante la citata ispezione del M.E.F;
  • recupero dei livelli salariali precedenti all’ispezione del M.E.F del 2012 da cui è scaturita una contrazione concordata, tra la Regione Lazio e lo stesso M.E.F., del fondo per il salario accessorio del personale del comparto pari a circa € 2.000.000,00 (ruolo giunta) per il quinquennio 2015/2019 che ha comportato una forte riduzione del salario accessorio per tutto il personale regionale e in particolar modo una riduzione del 25 % del salario accessorio del personale appartenente alle categorie A, B e C ad oggi ancora non completamente recuperata;
  • riduzione del numero delle sedi regionali periferiche e individuazione di una sede istituzionale unica per la città di Roma;
  • valorizzazione di tutte le professionalità interne attraverso un diritto concreto alla carriera, ovvero incarichi dirigenziali al personale di categoria D, scorrimenti verticali e riserva di posti nei concorsi banditi, eventualmente anche attraverso la valutazione delle attività lavorative svolte presso la Regione Lazio, nei limiti previsti dall’ordinamento;
  • riorganizzazione dell’Ente e avvio di un processo che porti alla fine della separazione dei ruoli tra giunta regionale e consiglio regionale e re-internalizzazione delle funzioni conferite alle società in house con potenziamento delle AA.NN.PP. e dei C.P.I. a partire proprio dalle situazioni in cui si rischia l’”interposizione di manodopera”;
  • immediata attivazione delle procedure per le progressioni verticali previste dall’art. 22 della cosiddetta riforma Madia;
  • riconoscimento nei concorsi pubblici delle professionalità maturate nelle società partecipate;
  • abbandono da parte dell’Amministrazione dei contenziosi in corso in merito al diritto dei lavoratori regionali a “percepire l’integrazione regionale del TFS secondo il regime di cui alla L.R. 67/79 come autenticamente interpretata dall’articolo 20 L.R. 12/00” nei quali la Regione Lazio è stata soccombente con condanna alle spese;
  • accordo sindacale per la elezione dei Rappresentanti dei Lavoratori (giunta 20 RLS, consiglio 3 RLS, società in house RLS in numero minimo ai sensi dell’articolo 47, comma 7 del decreto legislativo 81/2008) in concomitanza delle prossime elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie così come avviene in altre amministrazioni;
  • ridiscussione del sistema di valutazione della performance da tarare su criteri coerenti con la nuova realtà lavorativa tra cui una misurazione dei carichi di lavoro individuali e di gruppo (meglio nota come “pesatura delle aree”) realizzata sulla base di criteri premianti anziché penalizzanti e/o discriminatori;
  • nuovi concorsi pubblici per la copertura delle carenze di organico sia per la dirigenza che per il comparto.

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