Icona Facebook Icona Twitter Icona Instagram Icona Telegram Icona Youtube Icona Rss

Editoriale

Non lavori perché Geofor ti fa lavorare senza DPI? Per la Commissione di garanzia devi essere punito. USB: pura repressione, no pasaran

Pisa,

La Commissione di Garanzia sull’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali – CGSSE - colpisce ancora. Con la seduta del 23 aprile, infatti, ha prescritto all’azienda per l’igiene ambientale Geofor di Pisa di procedere contro i lavoratori che si sono astenuti dal lavoro nei giorni 19, 20 e 21 marzo. 
I lavoratori e i delegati USB in quei giorni, ricorrendo all’articolo 1460 del codice civile e all’articolo 44 della legge 81 del 2008, si erano rifiutati di esporsi al rischio del contagio di fronte alle inadempienze dell’azienda in materia di fornitura dei DPI e di adozione delle precauzioni minime essenziali. La quasi totalità dei dipendenti non prestò servizio per tutelare se stessi e le proprie famiglie, ricorrendo agli strumenti di autotutela che la normativa mette a disposizione dei lavoratori.
Ora la Commissione li vuole punire ed invita perentoriamente l’azienda a procedere contro di loro. In verità, nel farlo, la Commissione sembra a corto di argomenti e soprattutto si muove su un terreno manifestamente al di fuori della sua sfera di intervento. È la stessa Commissione infatti a prendere atto che non di sciopero si è trattato e che i lavoratori hanno agito “in autotela” con azioni individuali plurime. Ma se è così, cosa c’entra la CGSSE? Non siamo in presenza di un caso di applicazione, più o meno legittima, della legge 146, quella che regola il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. E la Commissione, istituita proprio per vigilare sulla sua corretta applicazione, ora avrebbe deciso di intervenire su un terreno che è abbondantemente fuori dalla sua giurisdizione.
Ma tant’è. Questa è l’Italia nell’era del coronavirus, sotto la pressione di Confindustria e della sua martellante campagna del “riapriamo tutto ad ogni costo”. Le aziende devono essere messe sempre e comunque al riparo da ogni responsabilità e i lavoratori continuamente sottoposti all’intimidazione, anche quando a rischio c’è la propria incolumità.  
Non conta che proprio tra i lavoratori dell’igiene ambientale si contino diversi morti proprio per il contagio contratto lavorando. La protesta, individuale o collettiva, non è tollerabile, neanche quando manifestamente a rispetto delle leggi in vigore. 
Il colpo sparato dalla Commissione, ancora una volta contro i lavoratori, non può passare inosservato. I responsabili della strage che si sta compiendo in questo paese non sono solo i dirigenti aziendali ed i vertici confindustriali. Non sono soltanto le organizzazioni sindacali che hanno firmato il protocollo del “via libera – tutti a lavorare” del 14 marzo. Ci sono anche i componenti di una Commissione sempre al lavoro per garantire che nessuno si metta di traverso. 
La USB contrasterà questa ennesima azione repressiva contro i lavoratori e la libertà sindacale con tutti i mezzi a sua disposizione, sul piano legale, dell’iniziativa sindacale e della lotta sociale e democratica. No Pasaran.

 

Unione Sindacale di Base