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Cooperative Sociali

Servizi per l’accoglienza migranti e rifugiati Bologna: proclamato stato di agitazione alla cooperativa sociale CIDAS

Bologna,

In seguito a due assemblee molto partecipate di lavoratrici e lavoratori del settore “accoglienza migranti e rifugiati”, gestiti dalla cooperativa CIDAS, è stato deciso di proclamare lo stato di agitazione per segnalare le forte criticità in corso nei servizi e la mancanza di volontà di confronto della cooperativa.

Nonostante le ripetute richieste di aprire un tavolo sindacale la cooperativa Cidas si è rifiutata di calendarizzare un incontro comunicando al sindacato che non vi sono criticità nei servizi da loro gestiti. Tale scelta disconosce il percorso democratico di lavoratrici e lavoratori e le loro legittime scelte sindacali.

Il sistema di bandi e di esternalizzazioni provoca inevitabilmente un peggioramento dei servizi. La gestione di servizi importanti come quelli afferenti all'accoglienza migranti si trova in forte difficoltà: in un combinato disposto tra necessità della committenza e necessità aziendali si scaricano i problemi sul personale in servizio.

Gli organici sottodimensionati, in particolare nelle strutture degli MSNA (minori stranieri non accompagnati), provocano un carico di lavoro già di per sé complesso e sottopagato, non più sostenibile.

La flessibilità richiesta incide pesantemente sulle condizione di lavoro senza restituire una retribuzione dignitosa. Nelle strutture, inoltre, si pone il tema della sicurezza a causa del poco personale presente.

Permane nelle strutture l'istituto delle “notti passive” che non riconosce a lavoratrici e lavoratori notturni una retribuzione che permetta di arrivare a fine mese. La mancanza di un piano di sostituzione per malattie e ferie, combinata con la turnistica in essere, lascia chi lavora sempre più in sofferenza.

All'interno di queste criticità permane l'elemento della precarietà contrattuale di diversi lavoratori e lavoratrici a cui va data una stabilizzazione.

Recentemente vi sono state riorganizzazioni sulle modalità di lavoro, imposte unilateralmente, senza confronto sindacale; tra queste ci sono le modifiche al sistema della “reperibilità” e le sanzioni sulle timbrature in ritardo: la flessibilità, come spesso succede nel mondo cooperativo, è solo appannaggio dei datori, mai a beneficio di chi lavora.

Su diversi altri temi, inoltre, si necessita un confronto al fine di una corretta applicazione del contratto passando dai rimborsi kilometrici fino all'apertura di un tavolo sullo smart working.

Non è più ammissibile accettare tali decisioni senza un reale e democratico confronto con le parti.

Da sempre USB sostiene che la tanto pubblicizzata qualità del welfare bolognese non esiste laddove non c'è rispetto del lavoro. Denunciamo i profitti fatti sullo smantellamento del welfare e pretendiamo dignità del lavoro.

Per questo richiediamo un confronto immediato con la cooperativa Cidas e i committenti dei servizi in questione, Asp e Comune: la democrazia va praticata non raccontata, riteniamo che per avere una qualità del servizio sia necessaria una qualità del lavoro. È tempo dei diritti e di restituire un salario dignitoso a chi sulle proprie spalle porta avanti il tanto acclamato welfare bolognese.

USB Cooperative Sociali Bologna