16 giugno 2021, ultimo aggiornamento alle 03:23
Insieme siamo imbattibili.

Sette morti in quattro giorni: fermiamo la strage nell’agricoltura

Nazionale, 07/06/2021 16:33

Sette morti in agricoltura negli ultimi quattro giorni: cinque persone hanno perso la vita mentre lavoravano nei campi, travolti o schiacciati dal ribaltamento di trattori cui non era stato montato il roll-bar di protezione, mentre altri due lavoratori sono morti mentre pulivano una cisterna per il vino.

Come USB Lavoro Agricolo, già in precedenza abbiamo più volte denunciato il numero elevato di morti sul lavoro durante lo svolgimento delle attività agricole: contadini e braccianti muoiono ogni giorno, troppo spesso in assenza di adeguate misure di sicurezza sul lavoro!

Non possiamo considerare queste continue tragedie come fatalità o distrazioni, sono il frutto della obbligata pressione costantemente operata sui lavoratori agricoli, chiamati ad autosfruttarsi per reggere l'impatto delle sempre più esigenti richieste del mercato. Agroindustria e grande distribuzione organizzata: questi sono i soggetti che, con estrema disinvoltura, oggi spingono per la compressione dei salari e dell'aumento dei ritmi di lavoro.

Da tempo l'Unione Sindacale di Base chiede che i controlli sui posti di lavoro siano intensificati e gli ispettori del lavoro riportati ad un numero adeguato; chiediamo, inoltre, che i sussidi della PAC siano condizionati al rispetto dei contratti di lavoro e delle condizioni di sicurezza sul lavoro.

Abbiamo lanciato, insieme a Rete Iside Onlus, una campagna nazionale sulla sicurezza chiedendo l'istituzione del reato di omicidio sul lavoro: solo in questo modo sarà possibile costringere la parte padronale a prendere misure realmente efficaci per la sicurezza sui posti di lavoro mentre, ad oggi, queste vengono viste come un mero costo da ridurre in favore dei profitti.

Dall'inizio dell'anno, secondo i nostri calcoli, sono almeno 369 i morti sul lavoro: una strage silenziosa ed ignorata da governo e sindacati complici, pronti ad ascoltare ed attuare solo le richieste di Confindustria in nome del profitto.

È ora di contrastare questo drammatico e criminale piano inclinato, per questi motivi è urgente rimettere al centro la sicurezza: basta morti e feriti mentre si lavora!

USB sarà sempre al fianco dei lavoratori che rompono il silenzio denunciando, anche anonimamente, i datori di lavoro che non rispettano contratti e sicurezza sul lavoro!

 

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