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Teatri

TEATRO ROSSETTI: LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE. DIETRO IL PALCOSCENICO, LE CONDIZIONI DI LAVORO SONO CRITICHE. A RISCHIO L’INTEGRITÀ PSICOFISICA DI CHI LAVORA.

Trieste,

USB ha proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. È una decisione alla quale arriviamo dopo aver tentato per mesi di aprire un confronto con la dirigenza del Teatro. Il 29 giugno abbiamo inviato una prima richiesta di incontro, illustrando il percorso di ascolto realizzato tra il personale e l’indagine condotta sulle condizioni di lavoro. Non avendo ricevuto alcuna risposta, abbiamo successivamente sollecitato formalmente l’apertura del confronto. Anche quel sollecito è rimasto senza risposta. È un atteggiamento che consideriamo difficilmente comprensibile da parte di un’istituzione che rappresenta uno dei principali presidi culturali della città. Tanto più perché USB non aveva posto sul tavolo una contrapposizione pregiudiziale: avevamo chiesto di discutere seriamente di ciò che sta accadendo dietro le quinte del Rossetti e delle condizioni nelle quali viene quotidianamente resa possibile una parte essenziale della sua attività.

Il confronto diretto con il personale restituisce una situazione che, per USB, ha ormai superato il piano della semplice criticità organizzativa. Ci troviamo di fronte a condizioni di lavoro che rischiano concretamente di compromettere la salute psicofisica delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci vengono descritte persone sottoposte da tempo a carichi di lavoro e livelli di stress non più sostenibili, costrette a garantire, praticamente in autogestione, la continuità e il funzionamento delle attività attraverso una disponibilità che va ben oltre la normale prestazione lavorativa. In diversi casi vengono segnalati orari e ricorso allo straordinario che appaiono eccedere ampiamente i normali margini di flessibilità previsti dalla disciplina contrattuale e normativa. Il punto, però, non è soltanto quantitativo. Quello che emerge è un personale sempre più affaticato, privo di adeguati tempi di recupero e sottoposto a una pressione organizzativa continua, con ripercussioni che cominciano a manifestarsi concretamente sul benessere e sulla salute delle persone. Quando i lavoratori arrivano a riferire di non riuscire più a reggere i ritmi imposti, quando la fatica diventa una condizione permanente e quando il disagio si traduce in conseguenze sulla salute, non siamo più di fronte a un problema di semplice organizzazione interna. Siamo di fronte a una questione di tutela della salute nei luoghi di lavoro. Per questa ragione, dopo mesi di silenzio, abbiamo deciso di trasmettere formalmente la situazione anche alla SC Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’ASUGI, affinché sia a conoscenza delle problematiche che ci sono state rappresentate. 

Abbiamo contemporaneamente proclamato, su mandato delle lavoratrici e dei lavoratori, lo stato di agitazione del personale del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Continuiamo a pensare che esistano tutte le condizioni per affrontare questa situazione attraverso un confronto serio. Il Rossetti è un patrimonio culturale della città e chi vi lavora è parte essenziale di quel patrimonio. La qualità che il pubblico vede sul palcoscenico ogni sera non nasce dal nulla: è il risultato del lavoro di tecnici, maestranze, personale amministrativo, organizzativo e di tutte le professionalità che rendono possibile l’attività del Teatro. Ed è proprio alla città e al pubblico del Rossetti che, se continuerà a mancare un confronto con la dirigenza, intendiamo rivolgerci. Nelle prossime settimane le spettatrici e gli spettatori potranno quindi essere direttamente informati, anche in occasione degli appuntamenti della stagione teatrale, sulle condizioni nelle quali lavorano le persone che rendono possibili gli spettacoli. Non è nostra intenzione danneggiare il Teatro. Al contrario, vogliamo difenderlo anche attraverso la tutela di chi quotidianamente lo fa funzionare. La nuova stagione, con la sua “Prima” è alle porte. Ci auguriamo che possa aprirsi con un confronto finalmente avviato e con risposte concrete ai problemi posti dai lavoratori.

Lo stato di agitazione, nel frattempo, resta aperto. E ciò che accadrà dentro e fuori dal Teatro nelle prossime settimane dipenderà anche dalla disponibilità della dirigenza a rompere un silenzio che dura ormai da mesi.