26 gennaio 2021, ultimo aggiornamento alle 17:26
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Un fiume di fango contro i lavoratori pubblici: 3 dicembre USB Inps in piazza a Roma

Nazionale, 24/11/2020 09:36

 (150/20) Pietro Ichino ieri è tornato ad alimentare l’odio sociale contro i lavoratori pubblici con due interviste pubblicate su “Libero” e “LaVerità”. Giuslavorista, ex dirigente sindacale della Fiom-Cgil ed ex parlamentare del PD, Ichino ha iniziato la sua crociata contro i lavoratori della pubblica amministrazione ancor prima che Brunetta diventasse ministro della pubblica amministrazione e varasse la riforma che ha previsto tagli alle retribuzioni nei primi dieci giorni di malattia, fasce di reperibilità penalizzanti rispetto al lavoro privato, fasce di merito a cui legare licenziamento, incentivi e crescita professionale, drastica riduzione del ruolo dei sindacati.

Ichino ieri ha rilanciato la proposta di mettere in cassa integrazione i lavoratori del pubblico impiego che lavorano da casa, sostenendo che molti di loro di fatto hanno sospeso l’attività in assenza di controlli da parte delle amministrazioni. Con i soldi che si risparmierebbero tagliando le retribuzioni di chi è ufficialmente in smart working secondo Ichino si potrebbero premiare medici, infermieri e forze dell’ordine che operano in prima linea. Ormai il fiume di fango del più becero populismo ha rotto gli argini della decenza e avanza in nome di un’uguaglianza al ribasso, fatta di minori tutele sia per i lavoratori pubblici che per quelli del privato.

USB INPS contro questa deriva il 3 dicembre sarà in piazza a Roma, davanti la sede del Ministero per la Pubblica Amministrazione, per chiedere il rinnovo del contratto collettivo scaduto a dicembre del 2018, un ampliamento dell’organico e maggiori risorse per garantire servizi sempre più efficienti ai cittadini utenti.

USB manifesterà a difesa della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INPS e di tutto il pubblico impiego, oggetto di un’incessante campagna diffamatoria che continua ad avere come obiettivo lo smantellamento dello Stato sociale e la privatizzazione dei servizi pubblici.

L’emergenza epidemiologica ha evidenziato in modo drammatico i risultati delle politiche di austerity imposte dall’Unione Europea nella Sanità pubblica, con la chiusura di presidi sanitari territoriali, la perdita di decine di migliaia di posti letto e la progressiva riduzione del personale sanitario. Analoga situazione si è registrata in altri importati settori pubblici come Scuola e Previdenza. E’ necessario, quindi, rilanciare il ruolo dello Stato e tornare ad investire nel lavoro pubblico.

Nel corso della manifestazione del 3 dicembre saranno consegnate al Ministro Dadone le petizioni sulle quali si stanno raccogliendo le adesioni all’INPS. Continuate ad inviare le mail di sostegno alle tre iniziative su: tassa sulla malattia e fasce di reperibilità; democrazia sindacale; comparti di contrattazione. La raccolta di adesioni terminerà il prossimo 30 novembre.  

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