La Commissione di Garanzia ha chiesto al Governo di procedere con la precettazione dello sciopero dei trasporti dentro lo sciopero generale con la scusa della franchigia per la ricorrenza del 2 novembre.
Puntuale, il Ministero dei Trasporti ha convocato USB nella giornata di ieri all’interno della procedura che potrebbe portare a far emettere da Salvini un’ordinanza di precettazione per i settori dei trasporti.
A salari divorati dal carovita, condizioni di lavoro sempre più pesanti e servizi pubblici sempre più inaccessibili e privatizzati, questo governo risponde imponendo a Lavoratori e Lavoratrici di mettere a tacere la propria esasperazione. Lo fa proprio nel giorno in cui i portuali di più di 100 porti in 4 continenti lottano insieme, per respingere la militarizzazione delle banchine e porre un freno all'economia di guerra.
Proprio per questo motivo, USB ritiene che se il Governo dovesse procedere con la precettazione, come probabile, sarebbe un gravissimo errore di valutazione della situazione.
Da oltre trentacinque anni la legge 146/90 ingabbia il conflitto con franchigie, vincoli e sanzioni, fino a rendere sempre più difficile organizzare uno sciopero capace di incidere davvero. Nei trasporti questa stretta colpisce chi ogni giorno garantisce la mobilità del Paese e rivendica salario, sicurezza e dignità.
La battaglia condotta da USB presso il Consiglio d’Europa ha portato alla seguente decisione del CEDS (Comitato Europeo dei Diritti Sociali): sono stati evidenziate 3 limitazioni al diritto di sciopero in Italia che violano la Carta Sociale Europea, tra queste c'è l’estensione eccessiva dei "periodi di franchigia", proprio la motivazione che nel caso del 30 ottobre viene richiesta come condizione dalla commissione per l’ordinanza di precettazione.
A fronte di una situazione esasperante, per rimettere in discussione restrizioni che comprimono il conflitto da decenni e considerato che in questo caso anche l’Europa certifica questa necessità, USB ha già provveduto a confermare lo sciopero nonostante e contro le minacce l’eventuale ordinanza del Ministro dei Trasporti, accollandosi l’onere delle sanzioni per il sindacato che sarebbero elevatissime.
Stiamo provvedendo a informare tutti i lavoratori e lavoratrici del comparto delle sanzioni individuali previste in questo caso, che sono molto pesanti, coscienti delle difficoltà che questo comporterebbe alle categorie ma permettendo che ogni Lavoratrice e ogni Lavoratore deve poter scegliere con piena consapevolezza e trasparenza.
La minaccia delle sanzioni non può, però chiudere la battaglia politica e sindacale per riconquistare il diritto di sciopero: USB la porterà avanti già con la scelta di non accettare la delibera della commissione prima e del l’ordinanza del ministro dopo.
Il 30 ottobre unisce la lotta contro il carovita e lo sfruttamento all’opposizione alla guerra e al riarmo, alla mobilitazione internazionale dei portuali e alla solidarietà con il popolo palestinese. Rafforzare questa convergenza significa costruire la forza necessaria per difendere i nostri interessi contro le scelte del Governo e delle imprese.
SPEZZIAMO LE CATENE DELLA LEGGE 146/90.
RIAPPROPRIAMOCI DEL DIRITTO DI SCIOPERO!
USB - Comparto Trasporti