Nella giornata odierna si è tenuta l'assemblea del turno mattutino in LPR, azienda metalmeccanica che si trova in una cassa integrazione dai contorni opachi.
La cosa desueta è che un gruppo di lavoratori abbia abbandonato il proprio lavoro e armati di cartelli con lettere precedentemente stampate ha inteso contestare l'iniziativa sindacale componendo la frase: "noi stiamo bene, voi no? Andatevene".
Si tratta di una protesta singolare verso NON uno sciopero (come erroneamente scritto dalla stampa locale) rispetto il quale è lecita l'adesione o il dissenso, ma contro un istituto di discussione, democrazia e partecipazione quale è una assemblea.
USB denuncia il fatto che si tratta di un'azione preordinata e intimidatoria e per nulla spontanea.
USB denuncia le condotte antisindacali agite dentro la fabbrica tese a colpire gli oltre 100 iscritti che dopo decenni di accordicchi e moderazione salariale si sono organizzati per ottenere buono pasto, premi di risultato dignitosi e rispetto delle persone.
Evidentemente all'azienda disturba la richiesta di chiarimenti circa una dichiarata crisi quando persistono gli straordinari e si trasferiscono i lavoratori in altri impianti della medesima proprietà dove evidentemente il lavoro c'è e magari aumenta pure.
USB ci tiene a chiarire che i nemici non sono i lavoratori che sono stati palesemente usati per dichiarare la loro vicinanza ad una società già coinvolta in indagini per l'esistenza di lavoro nero, ma padroni che si agitano un po' troppo e non rispondono alla richiesta di trasparenza sull'uso di ammortizzatori sociali che impattano molto negativamente sui salari (la copertura è del 66% dello stipendio) e sulla fiscalità collettiva.
Non ci lasceremo intimidire da LPR.