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BORSE AGLI STUDENTI PALESTINESI: CIO’ CHE UNIGE NON DICE

Genova,

BORSE AGLI STUDENTI PALESTINESI: CIO’ CHE UNIGE NON DICE

 

Abbiamo letto su alcuni quotidiani l’annuncio, in particolare attraverso le parole della Prorettrice all’internalizzazione (Prof.ssa Dameri) del pagamento da parte dell’Università di Genova del viaggio agli studenti Palestinesi che beneficeranno di quattro Borse di Studio finanziate dalla Fondazione Carige.

La governance dell’Ateneo non ha tuttavia risposto ad alcuni quesiti posti dal nostro sindacato e, in Senato Accademico, da una rappresentante degli studenti: in particolare, in merito alla scelta di non aderire, diversamente da quanto fatto da molte altre Università italiane, alla prima edizione del Progetto IUPALS (che avrebbe garantito già a diversi studenti palestinesi di beneficiare di Borse) e di non finanziare con fondi propri altre Borse, come fatto da altri Atenei.

Considerando il fatto che l’Ateneo genovese ha sempre respinto l’adozione di provvedimenti significativi volti a interrompere (o riconsiderare) le collaborazioni scientifiche con Israele e con industrieil cui coinvolgimento in attività direttamente riconducibili al genocidio in corso è ritenuto ampiamente documentato, sostenendo (almeno nelle dichiarazioni di alcuni Senatori) che l’operato dell’Ateneo non debba essere guidato da motivazioni ideologiche, abbiamo anche chiesto, senza ricevere risposta, se questo sostentamento minimale agli studenti palestinesi non sia, in realtà, una scelta ideologica opposta.

Ci uniamo a chi ha chiesto che vengano fornite indicazioni operative e adottato soluzioni efficienti perché gli studenti possano effettivamente usufruire delle Borse; auspichiamo infine che vi sia un’azione politica forte affinché gli auspicati finanziamenti da parte di privati arrivino il più rapidamente possibile.

 

USB P.I. UNIGE 20-7-2026