Ci siamo mobilitati nel mese di ottobre con le immagini provenienti da Madrid e abbiamo costruito lo sciopero generale del 30 ottobre e le imponenti manifestazioni che hanno attraversato le strade e le piazze italiane. Abbiamo scelto le tende come simbolo di una rivolta potente contro il costo della vita, il caro affitti e le svolte securitarie, capaci solo di affrontare le questioni sociali con più controllo e con l’uso della forza, come accaduto in Spagna dove è arrivato uno sgombero violento dopo 35 giorni di presidio con centinaia di persone senza casa allontanate dalla piazza con un’irruzione notturna con più di quattrocento agenti, che hanno smantellato tutto e fatto uso di spray urticanti. Diversi i feriti tra chi ha provato a resistere a questo inaccettabile intervento.
Questo concetto di legalità ripristinata con la forza non cancella le ragioni di una mobilitazione sacrosanta, una mobilitazione che sta attraversando l’Europa e che anche nel nostro paese da tempo cova i germi di una più ampia mobilitazione contro affitti insostenibili che provocano continuamenti sfratti e mutui che producono ogni giorno nuovi pignoramenti. Il mercato immobiliare è oramai fuori controllo e l’intervento pubblico sempre più debole se non inesistente. Anche il Piano Casa varato dal governo Meloni ci sembra davvero distante dalle necessità del momento così come la Legge Finanziaria che proprio non si occupa del disagio abitativo crescente. In questo contesto può solo crescere la speculazione e la rendita fondiaria.
Per questo non possiamo fermarci. Il diritto all’abitare deve irrompere con forza sulla scena proseguendo con l’iniziativa moltiplicando le piazze dedicate a Maricarmen, uccisa dalla rendita immobiliare, sostenendo lo sciopero generale spagnolo dell’11 novembre e manifestando nelle giornate che vanno dal 9 all’11 novembre in ogni città e territorio dove sarà possibile, scegliendo obiettivi chiari capaci di dare visibilità ai percorsi di lotta.
Le città non sono merce e la casa non può essere un bene finanziario di scambio, ma rimanere un bene d’uso e deve essere garantito a tutte e tutti con costi tra affitto e tariffe non superiori al 20% del proprio reddito. Prosegue per questo la raccolta di firme a sostegno della proposta di legge sul controllo degli affitti con l’obiettivo di arrivare a centomila firme entro il 31 dicembre.
Questa mobilitazione deve attraversare i posti di lavoro, le scuole, le università e i territori e deve individuare con forza i sostenitori della finanziarizzazione e del libero mercato, combatterli con ogni mezzo necessario e sottraendo metro dopo metro il suolo alla speculazione fondiaria e al consumo indiscriminato delle risorse ambientali. Dobbiamo farlo ora anche per dare una prospettiva alle giovani generazioni impossibilitate ad accedere ad affitti e mutui insostenibili. Dobbiamo farlo mantenendo autonomia ed indipendenza da tutte quelle forze politiche che ci hanno condotto al disastro attuale.
Appariremo dal 9 all’11 novembre in varie città, da Roma a Napoli, da Milano a Torino, da Livorno a Pisa, da Bologna ad Ancona e in altre città dal nord al sud d’Italia.
Asia-Usb
Movimento per il Diritto all'Abitare
Cambiare Rotta