27 novembre 2022, ultimo aggiornamento alle 03:20
Insieme siamo imbattibili.

Contact center INPS, tutti i 3000 lavoratori in appalto passano la selezione e saranno assunti entro il 1° dicembre: la forza dell’unione è l’arma vincente di USB

Nazionale, 20/09/2022 14:03

Dopo oltre due anni di attesa, tutti i lavoratori e le lavoratrici dei contact center di Inps hanno superato la selezione pubblica che finalmente gli consentirà di essere stabilizzati nell’azienda in house di Inps, la neocostituita Inps Servizi, che accoglierà gli oltre 3.000 operatori esternalizzati.

Quando intraprendemmo questo percorso di lotta, come USB ci siamo spesso ritrovati soli, costretti a combattere contro un sistema clientelare che troppo spesso vede anche tra le fila di alcune organizzazioni sindacali una vera e propria complicità con gli interessi economici delle aziende che lucrano su appalti milionari, condannando ad eterna precarietà e povertà i dipendenti.

Sapevamo che sarebbe stato un cammino tortuoso ma nonostante i continui attacchi USB non ha mai perso la determinazione di restare al fianco dei lavoratori che con caparbietà non si sono lasciati intimidire dai continui allarmismi e depistaggi strumentali e hanno continuato a lottare per uscire dalla gabbia degli appalti.

Questo importante risultato, che si concluderà con l’assunzione degli operatori e delle operatrici del contact center INPS entro il 1° dicembre, rappresenta una vera svolta non solo nel settore delle telecomunicazioni, ma in tutto il mondo del lavoro pubblico, dove a suon di riforme e decreti si tenta continuamente di minare proprio la funzione sociale dei servizi pubblici e dei lavoratori, considerati ormai un mero strumento di guadagno alle imprese private.

Oggi è un giorno di festa per i lavoratori e per tutta USB, ma già da domani si ritorna alla lotta, per vigilare che si proceda celermente all’assunzione di tutti e tutte ma anche pronti a riprendere la lotta per quelle problematiche ancora non risolte, a partire dal superamento dei part time involontari e per un reale aumento salariale; per il riconoscimento delle professionalità con un adeguato inquadramento contrattuale; per il consolidamento dello smart working che consenta di conciliare i tempi di vita e di lavoro, a partire dagli operatori che operano in sedi disagiate.

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