Abbiamo ribadito la nostra solidarietà e il nostro sostegno contro le politiche repressive generali e contro il comune di Torino e le sue ambiguità (ambiguità di tutto il centro Sinistra)inaccettabili sulla Palestina e sull'uso degli spazi sociali.
I nuovi decreti sicurezza, i diversi DDL che proveranno a criminalizzare l'antisionismo e le critiche ad Israele con una assurda equiparazione all'antisemitismo, la cosiddetta riforma della Giustizia che si situa in un processo di verticalizzazione del potere e di subordinazione dell'azione penale alle spinte politiche, tutto contribuisce a collegare le politiche di guerra a un fronte interno di repressione.
Abbiamo rilanciato la nostra assemblea di Genova del 23 Gennaio e lo sciopero internazionale dei Porti del 6 febbraio, per allargare ed estendere il messaggio di rifiuto della guerra che i portuali lanciano a tutto il mondo del lavoro, ai giovani, alla società.
Un nuovo ciclo di mobilitazioni di massa e una prospettiva di organizzazione generale, confederale, indipendente, alternativa.
Blocchiamo tutto per cambiare tutto