Grazie anche alla straordinaria partecipazione allo sciopero del 13 gennaio, si è bloccato il tentativo da parte di alcune rappresentanze, di modificare la normativa vigente, con un ulteriore vantaggio per le multinazionali. Nell’incontro di oggi 14/01/2026 il Ministro Salvini ha preso atto che la stragrande volontà dei tassisti è quella di concludere l’iter e lasciare inalterato l’impianto normativo vigente.
Non era un risultato scontato.
Anche in quell’occasione la posizione di USB-TAXI è stata chiara: nessuna manovra per prender tempo ma interventi rapidi e precisi per contrastare l’azione “abusiva” portata avanti da NCC e multinazionali; soprattutto perché queste manovre sono risultate un elemento concreto, e lo abbiamo sentito con le nostre orecchie dagli interventi di chi sostanzialmente ne rappresenta gli interessi.
Nell’incontro la maggior parte delle sigle presenti, soprattutto chi ha promosso lo sciopero del 13 gennaio, ha soverchiato quella posizione, spazzando via ogni ambiguità. La questione non è conclusa, ma siamo ad un punto di svolta.
Il Vicepremier si è impegnato in tre passaggi per concludere l’iter:
- Registro elettronico nazionale: l’impegno è stato che sarà pienamente operativo entro la fine di aprile 2026. Questo significa anche per la consultazione che dovrà essere accessibile a tutti i soggetti previsti (Comuni e forze dell’ordine) per verificare la posizione regolare dei vettori.
- Il foglio di servizio elettronico: dovrà essere riscritto il decreto attuativo tenendo conto delle osservazioni emerse dai procedimenti della Corte Costituzionale e da quelle del Tar Lazio, ma anche in funzione dell’impianto normativo previsto dalla 21/92 (art.11 comma 4).
- Piattaforme tecnologiche: sarà prodotto un documento riguardo una riformulazione del DPCM di regolamentazione, per concludere anche questo aspetto con un testo conforme.
L’impegno rispetto ai tempi del Ministro Salvini è stato d’incontrare nuovamente le rappresentanze del settore nell’arco di 15 giorni per un confronto sui due decreti (Foglio di servizio e DPCM).
USB-TAXI ha confermato anche in quella sede la necessità di una procedura concreta e urgente che contrasti l’azione delle multinazionali; procrastinare ulteriormente significherebbe avallare un danno insopportabile per i lavoratori, per l’utenza e per la collettività intera (vedi danno erariale).