Tutti insieme ad inaugurare un grande addio al Governo più inutile e servile, a conti fatti, della storia della Repubblica. Inutili i decreti sicurezza, inutile la repressione, inutile il sovranismo di facciata se si è asserviti alla Nato, all’UE, ai mercati; inutili le misure adottate contro il caro carburante se non si è in grado di opporsi a Trump e alle politiche scellerate di Israele in Meedio Oriente.
Non solo un addio a questo Governo però. L’opposizione sociale scesa nelle piazze non farà nessuno sconto anche a chi all’opposizione parlamentare o nel mondo del sindacalismo confederale continuerà a portare avanti le stesse politiche che per trent’anni hanno reso l’Italia un paese più povero, col peggiore arretramento dello Stato sociale e dei salari nell’area EURO.
A Catania, lungo il percorso che andava dal porto a Piazza Stesicoro, si è visto un corteo lento, lunghissimo e colorato come poche volte nella storia di questa città. Bandiere del sindacalismo di base, dei partiti di opposizione e dei movimenti sociali che hanno aderito, della Palestina, striscioni e cartelloni di student3 che, con una rabbia più che legittima contro un futuro segnato da guerra e povertà, non arretrano di un passo davanti a repressione e paura.
Un corteo, per volontà dei dirigenti della USB, il più comunicativo possibile. Diversi i momenti di arte-attivismo, presi a prestito dai cortei dell’America Latina. Dalla denuncia del ruolo delle Dogane sulla vigilanza del transito delle armi nei porti italiani, alla pompa di benzina che versa solo extraprofitti ai padroni del petrolio, al bancomatto che non fa prelevare più nulla, al funerale di una Repubblica che non garantisce più quei servizi sociali scritti col sangue nella nostra Costituzione antifascista. Alle parole delle donne contro la violenza: non quella delle vetrine rotte, ma contro e persone, contro chi viene ucciso dallo stato per un TSO, contro chi non riesce ad arrivare a fine mese, contro chi non viene salvato in mare o viene rinchiuso in un CPR, contro chi esce di casa per lavorare e non fa più ritorno perchè il padrone e lo stato ritenevano la sicurezza un costo troppo alto, contro le donne uccise da un patriarcato impaurito dal loro avanzare decise verso la più totale emancipazione, contro i giovani che si oppongono a politiche liberticide. Per finire sotto la sede di Fratelli d'Italia a srotolare uno striscione a forma di mutande.
Tutto questo è il nuovo soggetto che avanza. Un sindacato di classe che riporta al centro la solidarietà, la dignità, il futuro di tutte e tutti. Se voi ci rubate il futuro, noi vi blocchiamo il presente!"