Icona Facebook Icona Twitter Icona Instagram Icona Telegram Icona Youtube Icona Rss

Industria

Ex Ilva, Usb: la mobilitazione prosegue. Il governo non può più limitarsi a gestire l’emergenza

Roma,

La giornata di sciopero e mobilitazione in tutti gli stabilimenti dell’ex Ilva rappresenta un passaggio importante di una vertenza arrivata ormai a un punto di rottura. La partecipazione dei lavoratori e i blocchi organizzati a Taranto e Genova confermano che non esistono più le condizioni per accettare ulteriori rinvii.

La mobilitazione prosegue e, in assenza di risposte concrete, è destinata a intensificarsi. Non siamo disposti ad assistere passivamente allo spegnimento degli impianti e al progressivo smantellamento della siderurgia nazionale.

USB chiede l’immediata riapertura del confronto a Palazzo Chigi sugli strumenti straordinari di tutela occupazionale. La cassa integrazione e le integrazioni salariali non sono sufficienti. Servono un reddito di transizione che garantisca piena tutela salariale e contributiva, il riconoscimento del lavoro usurante e dell’esposizione all’amianto, strumenti di pensionamento anticipato e incentivi all’esodo volontario. Misure che devono riguardare tutti i lavoratori, compresi quelli dell’appalto e dell’indotto.

Ma nessuna tutela sociale può sostituire una prospettiva industriale. Dopo quattordici anni di errori, il Governo deve assumersi direttamente la responsabilità del futuro della siderurgia attraverso un piano industriale pubblico, la nazionalizzazione dell’intero complesso, investimenti per la decarbonizzazione, le bonifiche e la salvaguardia della capacità produttiva e occupazionale.

Non possiamo continuare a subordinare il futuro di un settore strategico agli interessi di un eventuale investitore privato, mentre lo Stato si fa carico dei costi della crisi e delle sue conseguenze sociali.

La vertenza ex Ilva pone una questione più generale sulle priorità economiche e sulla destinazione delle risorse pubbliche, che è anche al centro dello sciopero generale USB del 30 ottobre: investire nel lavoro, nella produzione industriale e nei salari anziché continuare ad aumentare gli impegni per il riarmo.

La mobilitazione permanente continuerà fino a quando non arriveranno risposte concrete. Il Governo deve decidere se l’Italia vuole ancora produrre acciaio e assumersi finalmente tutte le responsabilità di questa scelta.

 

USB Industria