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FUGA DAL CPT DI BARI

Nazionale, 02/08/2007 10:18

SULLA FUGA DAL CPT DI BARI:

DEVONO ESSERE ALTRE LE PRIORITA’ DEL GOVERNO

 

Un centinaio di immigrati detenuti nel Centro di Permanenza Temporanea di Bari Palese ha tentato la fuga la sera del 29 luglio scorso: quattro immigrati sono rimasti feriti, 36 sono riusciti a scappare nonostante l’intervento della polizia, 4 gli arrestati per il tentativo di “evasione”.

 

Il CPT di Bari che è diventato un punto di rimpatrio per gli immigrati che sbarcano sull’isola di Lampedusa, già nei giorni scorsi si erano avute altre evasioni.

 

Gran parte degli immigrati coinvolti erano stati destinati al rimpatrio forzato verso l’Egitto, questo particolare riapre anche la questione degli accordi di “riammissione”: tra l’Italia e l’Egitto è di quest’anno l’accordo per rafforzare, semplificare e accelerare le espulsioni verso l’africa tramite gli scali egiziani. Questo accordo di snellimento delle pratiche di accertamento della identità e condizione dell’immigrato pone ulteriori e gravi problemi sulla limitazione dei diritti basilari.

 

Riguardo l’accoglienza degli emigranti in Egitto, la memoria va al sanguinoso intervento della polizia egiziana nel 2006 contro l’accampamento dei rifugiati e richiedenti asilo davanti alla sede del Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, conclusosi con centinaia i feriti e 25 morti. Ma questo non è bastato a non ratificare il trattato tra il Governo Prodi e l’attuale Governo della Repubblica egiziana.

 

A seguito di questo episodio il Governo e il Ministro Amato calzano il guanto di ferro sui temi delle espulsioni, delle identificazioni e degli immigrati in carcere.

 

La prudenza e la lentezza che si stanno utilizzando anche per le minime proposte di riforma della Bossi-Fini in tema di diritti, non le troviamo, quando si tratta di rafforzare gli elementi repressivi e le espulsioni: il Ministro Amato e il Ministro della Giustizia Mastella in neppure 48 ore firmano una nuova direttiva.

 

Tanta efficienza meriterebbe obiettivi prioritari ben diversi, considerando che anche a normativa Bossi-Fini invariata vi sarebbero molti provvedimenti da prendere a favore degli immigrati: dall’abolizione della convenzione con le Poste Italiane, alla procedura del Contratto di Soggiorno, fino ad un decreto di sanatoria.

 

La RdB/CUB prendendo atto da tempo delle politiche dilatorie e deludenti del Governo Prodi, del Disegno di Legge Amato-Ferrero, che non risponde alle necessità imposte dalla situazione degli immigrati e risponde alle richieste avanzate nelle iniziative di lotta promosse in questi anni, conferma l’urgenza del rilancio di una forte mobilitazione per i diritti e le libertà degli immigrati.

 

RdB/CUB Immigrati

 

Roma 31 Luglio 2007

 

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