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Trasporto aereo

Intervento della Commissione di Garanzia e del Ministro dei Trasporti Salvini sugli scioperi del Trasporto Aereo. In Italia il diritto di sciopero è come quello internazionale: vale fino a un certo punto

Nazionale,

Non è certo una sorpresa la delibera della Commissione diretta al Ministro Salvini, il quale ha colto anche quest’occasione per schierarsi dalla parte delle aziende dimenticando le rivendicazioni dei lavoratori e non si è certo fatto pregare nell'invitare tutte le Organizzazioni Sindacali a revocare e posticipare gli scioperi regolarmente indetti nel trasporto aereo per il prossimo 16 febbraio, così come pare quasi scontato che l'invito si possa trasformare a breve in un'ordinanza da parte del Ministro dei Trasporti.

Tutto questo grazie alle grida di dolore provenienti dalle aziende, in particolare da Sea, Ita Aiways e Easyjet. Quindi tutto si fa, compreso il disegnare scenari catastrofici che si abbatterebbero sullo svolgimento dei giochi olimpici invernali.

In Italia il diritto costituzionale di sciopero è diventato da tempo come il diritto internazionale: “vale fino a un certo punto”, com'ebbe a dire infelicemente il nostro Ministro degli Esteri Tajani di fronte all'abbordaggio della flotilla in acque internazionali da parte dell'IDF.

Dietro a queste indizioni promosse da tante organizzazioni sindacali con settimane se non mesi di preavviso, ci sono proteste più che legittime basti l’esempio dello sciopero dichiarato per la compagnia Vueling che sta procedendo al licenziamento di 84 lavoratrici e lavoratori sullo scalo di Fiumicino. Sono rivendicati diritti negati, relazioni industriali andate alla malora, contratti non rispettati, la negazione ai lavoratori di scegliersi legittimamente il sindacato.

Tutte questioni che vengono messe in atto dalle aziende alle quali ovviamente non interessa minimamente la tregua olimpica tanto sanno che basta rivolgere i propri appelli alla Commissione di Garanzia o al Ministro dei Trasporti per trovare ascolto e fermare le iniziative regolarmente indette.

Noi non ci rassegniamo a tutto questo e non possiamo che respingere l'invito del Ministro, fatto salvo forti segnali industriali di accoglimento, da parte delle aziende, delle richieste dei lavoratori e che al momento sono solo concentrate alla limitazione di questo diritto. Queste sono le vere questioni che Salvini dovrebbe avere il coraggio di porre.  USB pertanto conferma al momento le proprie ragioni e le sue iniziative programmate.

USB Lavoro Privato Trasporto Aereo