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Porti // Scioperi

I portuali scioperano per il lavoro usurante e contro l’introduzione delle agenzie interinali nei porti

Nazionale,

Alta adesione in tutta Italia, manifestazioni e presidi nei principali scali: Lunedì 28 si è svolto lo sciopero nazionale di tutti i lavoratori portuali italiani, proclamato per chiedere il riconoscimento del lavoro portuale come lavoro usurante e per respingere l’introduzione delle agenzie interinali nei porti.

Al centro della protesta c’è innanzitutto la richiesta di convocare immediatamente, presso il Ministero del Lavoro, il tavolo tecnico promesso nel maggio 2025. Quel tavolo rappresenta il primo passaggio necessario per arrivare finalmente al riconoscimento della particolare gravosità e usura del lavoro portuale e alla conseguente tutela previdenziale dei lavoratori.

Ma sul tavolo c’è anche un'altra questione fondamentale. Le forze di maggioranza, mentre arriva la richiesta forte e inequivocabile che arriva da migliaia di lavoratori portuali sul tema pensionistico, hanno deciso di presentare un emendamento alla riforma portuale che sdoganerebbe l'utilizzo delle agenzie interinali nei porti, mettendo di fatto in discussione il ruolo delle società ex articolo 17 della Legge 84/94 e delle compagnie portuali.

Si tratta di un attacco pesantissimo all’attuale organizzazione del lavoro portuale e a un sistema costruito nel corso di decenni attraverso le lotte dei lavoratori. Oggi i portuali hanno dato una prima risposta. Ed è stata una risposta imponente.

A Genova, il terminal più importante d'Italia, PSA, è rimasto completamente fermo, mentre negli altri terminal si sono registrate adesioni superiori al 70%.

A Livorno, nei terminal container TDT e Lorenzini, l'adesione ha superato il 60-70%.

Adesioni significative si sono registrate anche a Trieste, Ancona e Civitavecchia, con percentuali superiori al 50% della forza lavoro.

Mentre invece a Gioia Tauro con l'intervento del sindacato Orsa porti, con il quale collaboriamo, si sono raggiunte adesioni oltre al 70% e grande partecipazione al presidio davanti al varco portuale

Numeri che dimostrano una cosa semplice: i lavoratori portuali hanno compreso perfettamente la posta in gioco e non intendono accettare passi indietro.

Durante la giornata si sono svolti anche incontri e presidi presso le Prefetture e le Autorità di Sistema Portuale.

A Genova, una delegazione USB ha incontrato il Prefetto, portando sul tavolo la richiesta di convocazione urgente del tavolo tecnico presso il Ministero del Lavoro, insieme alle questioni della sicurezza nei porti e dell'introduzione delle agenzie interinali. A Trieste si è svolto un incontro con il Prefetto. A Livorno, i lavoratori hanno manifestato davanti all'Autorità di Sistema Portuale, chiedendo un incontro urgente per affrontare tutte le questioni aperte.

Quella di oggi è stata anche una risposta forte e determinata ai tentativi della Commissione di Garanzia di mettere in discussione l'esercizio del diritto di sciopero, un diritto costituzionalmente garantito e fondamentale per la difesa delle condizioni di lavoro. Mentre si restringono sempre di più gli spazi per i lavoratori di astenersi dal lavoro e protestare attraverso piattaforme rivendicative legittime, noi continueremo a difendere il diritto dei lavoratori a mobilitarsi.

Dai porti arriva oggi un segnale chiaro: su questi temi non faremo un passo indietro. L’Unione Sindacale di Base non resterà in silenzio mentre si tenta di smantellare, pezzo dopo pezzo, uno dei settori strategici del Paese.

E la mobilitazione non finisce oggi.

Con lo sciopero nazionale i lavoratori portuali aprono anche lo stato di agitazione sul tema del carovita e del salario, perché il problema delle condizioni di lavoro non può essere separato dalla perdita di potere d'acquisto e dalla necessità di salari adeguati.

Il 3 ottobre saremo a Genova per l'assemblea nazionale dei lavoratori portuali.

Il 30 ottobre torneremo nuovamente allo sciopero, contro la guerra, il riarmo, la militarizzazione dei porti e l'automazione.

La risposta dei portuali è appena iniziata.

Lavoro usurante, salari, sicurezza, difesa delle compagnie portuali e diritto di sciopero: su tutto questo continueremo a mobilitarci.

 

USB – Unione Sindacale di Base

Lavoratori Portuali