Il nuovo anno è iniziato sulla stessa linea di come è finito quello scorso e cioè con l’ennesima morte sul lavoro: nel pomeriggio di venerdì 9, un nostro collega Halili Xhevdet (di 59 anni) ha perso la vita, schiacciato da un compattatore, nello stabilimento di Sesa - Società Estense Servizi Ambientali.
Esprimiamo cordoglio e solidarietà alla famiglia, ma allo stesso tempo evidenziamo come questa morte sia l’ennesima che si aggiunge ad una lunga, drammatica lista di lavoratori uccisi nei luoghi di lavoro, soprattutto nei settori più duri e meno tutelati.
In settori come l’igiene ambientale, il sistema degli appalti e subappalti tende sempre di più alla massimizzazione del profitto da parte dei padroni a discapito della sicurezza: assistiamo regolarmente a lavoratori che sono costretti a condizioni di lavoro sempre più precarie ed estreme, nonché a bassi salari visto che, spesso, vengono applicati contratti che prevedono stipendi “da fame” per far sì che le aziende possano formulare offerte con un forte ribasso e potersi aggiudicare l’appalto con facilità.
Il lavoro deve essere una sicurezza e non subordinato al solo profitto, non possiamo assistere ogni giorno a queste tragedie, non chiamatele incidenti o fatalità: questi sono veri e propri omicidi!
Per questi motivi, USB da tempo ha presentato una proposta di legge con la quale pretende l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, per porre uno strumento di deterrenza nei confronti dei padroni che, con l’obiettivo di ridurre i costi e aumentare il profitto, deliberatamente violano gli obblighi di legge e provocano infortuni mortali o lesioni gravi per lavoratori e lavoratrici.
Basta lavori in appalto e subappalto!
Basta morti sul lavoro!
Che i padroni paghino una volta per tutte per la loro criminale politica aziendale!
USB Coordinamento Nazionale Igiene Ambientale