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Editoriale

La protesta vittoriosa dei braccianti alla Regione Puglia: Torretta Antonacci non diventerà centro di accoglienza, i lavoratori presenteranno un progetto di autogestione

Nazionale,

Trecento braccianti provenienti da Torretta Antonacci e Borgo Mezzanone, nel Foggiano, hanno manifestato questa mattina a Bari davanti alla sede della Regione Puglia contro l’atto dirigenziale del 22 giugno scorso che affidava Torretta Antonacci alle associazioni di volontariato e metteva così fine all'autogestione del campo, trasformandolo in un centro d'accoglienza vigilato e controllato per ingressi e uscite.

 

I lavoratori, organizzati sotto le bandiere di USB, hanno portato con sé cesti di frutta e verdura da recapitare al presidente Michele Emiliano per simboleggiare la fatica, il sudore e le difficoltà di chi oltre a essere quotidianamente sfruttato nei campi porta avanti un’esistenza di negazione dei diritti fondamentali. Come quello alla libertà, messo in pericolo proprio dall’atto dirigenziale della Regione, che punta a trasformare in centri di accoglienza gli agglomerati autogestiti.

 

«Da quattro anni i braccianti di Torretta Antonacci, Borgo Mezzanone e di altri insediamenti agricoli hanno intrapreso un percorso di auto-emancipazione – ha detto davanti alla Regione Aboubakar Soumahoro, del Coordinamento Lavoro agricolo USB - Oggi siamo sotto attacco da parte dell'amministrazione regionale, attraverso la politica dell'assistenzialismo che ostacola l’emancipazione sindacale. Da anni lavoriamo nel fango, con la pioggia e con il sole, costretti a vivere nella miseria e fra le lamiere, ma anziché accompagnare il percorso di emancipazione oggi la Regione Puglia mette in piedi progetti che erigono muri fra i lavoratori e la loro emancipazione. Siamo qui per dire a Emiliano di sedersi al tavolo con noi, perché la lotta al caporalato si fa con gli stivali ai piedi e non al chiuso in stanze lussuose».

 

Una delegazione dei braccianti USB è stata infine ricevuta da Paolo Campo, delegato da Emiliano, al quale ha esposto le ragioni della protesta. È così emerso che alla Regione Puglia non sono pervenute manifestazioni d’interesse per la gestione di Torretta Antonacci: in buona sostanza la determina del 22 giugno si intende “revocata”. Un successo straordinario per la mobilitazione dei braccianti, scattata due settimane fa.

 

L’accordo è ora che i braccianti presenteranno entro 10-15 giorni un proprio progetto di gestione di Torretta Antonacci, dopodiché saranno convocati nuovamente per riprendere i discorsi interrotti due anni fa e portare a completamento l’accordo stipulato nel 2017 tra USB e Regione Puglia.

 

Coordinamento Lavoro agricolo USB

USB Federazione Puglia

USB Federazione Foggia