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Casa

Le forze dell'ordine, incalzate dalla proprietà, sfrattano Anna a Torre Gaia. Nessuna soluzione alternativa.

Roma,

Il Picchetto si è fermamente opposto al sistema messo a punto negli utimi mesi: sfrattare il più velocemente possibile, azzerando i rinvii, ignorando le fragilità e silenziando il dissenso. Ma noi denunceremo sempre la barbarie degli sfratti e la mancanza di Politiche Abitative che riducano lo strapotere della Proprietà.

Sfratto eseguito a Torre Gaia. Senza alcuna soluzione abitativa valida. Ovviamente e come da copione. Dopo una lunga prova di forza e alcuni momenti di tensione con le Forze dell’ordine accorse in massa per eseguire lo sfratto, il Picchetto è stato spostato e la signora è stata cacciata via da casa. Determinante si è rivelata la ferrea volontà della proprietaria, già ristorata dal Comune per una parte di canoni non pagati, attraverso l’erogazione della morosità incolpevole. Evidentemente i soldi incamerati non si sono rivelati sufficienti e siccome in Italia la “proprietà privata è sacra” la dignità delle persone è invece un bene opzionale, lo sfratto si è fatto. Nonostante l’età, le patologie, la violenza subita e l’azzeramento del reddito della sfrattata, i diritti proprietari hanno prevalso. Ora si apre un altro confronto, quello con le istituzioni e le amministrazioni, che hanno garantito un costante rifornimento di agevolazioni a chi vive di rendita da affitto, mentre hanno storicamente abbandonato al loro destino coloro che non ce la fanno a soddisfare le richieste sempre più folli del dio mercato.

Può cominciare ad esempio Roma Capitale, applicando rapidamente il Piano Strategico Per l’Abitare, acquisendo Patrimonio, bloccando qualsiasi dismissione, assegnando le case anche attraverso le delibere di cui si è dotato, come ad esempio la n. 104 del 2022. Potrebbe azzerare qualsiasi esenzione o sconto Imu, ad esempio, per chi esegue uno sfratto nonstante ristori economici ottenuti.

Potrebbe dare anche un segnale la Regione Lazio, attuando uno stracio di politica abitativa attiva, ma sembra troppo occupata a far sprofondare l’Ater su sé stessa, orientandola su politiche di sgombero e bilancio, che nonostante la continua erosione di patrimonio a beneficio di vendite, aste e cessioni, vede il buco farsi sempre più largo. A questo punto si consiglierebbe lo smatellamento dell'Ente se non gestisse (male) circa 40 mila alloggi pubblici, ossia di tutta la collettività.

Potrebbe perfino intervenire il Governo, se ciò non comportasse la rottura di quel patto col potere economico che tanto ha giovato alla coalizione uscita vincente dalle ultime elezioni.

Crediamo che infine non se ne occuperà quasi nessuno, a parte noi e qualche altro soggetto attivo nel paese, su cui infatti sempre più si stringe la stretta repressiva dello Stato, attraverso leggi ad Hoc atte a criminalizzare anche quei processi di più basilare resistenza che fino a qualche anno fa potevano essere messi in campo senza dover temere per la propria incolumità.  Non per niente la forza pubblica oggi è garantita fin da terzo accesso. Non per niente non è stato permesso ai nostri attivisti di filmare o fotografe lo sfratto, con tanto di perquisizioni sui cellulari.

A questo punto la presenza in piazza del Campidoglio venerdì nove febbraio, dalle ore 14:00, diventa obbligatoria per quella classe di persone oppresse dagli sfratti e/o strozzate da affitti e mutui.

Asia-Usb Roma