20 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 07:10
Insieme siamo imbattibili.

Le "surroghe" non valgono soltanto per i Lavoratori del Territorio

Roma, 08/06/2007 10:32
Roma, L.go Leopardi - Resoconto della riunione del 6 giugno scorso

Nella riunione tenutasi il 6 giugno u.s. l’agenzia del Territorio ci ha illustrato la possibile ripartizione definitiva e completa del FPSRUP 2006 inserendovi alcune voci di risparmio anche se non ci sono ancora risposte relativamente ai risparmi della parte di salario accessorio stabilizzata in busta paga. Abbiamo, pertanto chiesto di conoscere il numero dei pensionamenti  sulla base dei quali possiamo risalire alla quantificazione approssimativa delle cifre potenziali che dovrebbero essere rientrate nel Fondo.

Abbiamo anche iniziato a discutere con l’Agenzia relativamente ai criteri da individuare per l’erogazione della produttività degli uffici anno 2006.

La nostra proposta va nella direzione di un ulteriore miglioramento dell’accordo del 2005, da noi sottoscritto in quanto pioniere di un percorso in favore del lavoratore, percorso che dovrà essere ulteriormente rafforzato dal superamento  del criterio di indennità di amm.ne applicato all’erogazione del premio stesso.

Ci riferiamo cioè  ad una produttività d’ufficio che premi i lavoratori in ugual misura senza differenziazioni di fascia retributiva anche per aprire la strada alla indennità di area, nostro recente  cavallo di battaglia .

L’Amministrazione ci è parsa disponibile a ragionare sulle tematiche trattate anche relativamente al discorso “indennità” per il quale abbiamo già da tempo chiesto un superamento concreto delle stesse.

Ci siamo aggiornati alla prossima settimana quando l’Agenzia ci dirà se e che cosa ha recepito delle nostre proposte.

Ma l’aspetto più inquietante della riunione è quello relativo all’informativa sulle attività in surroga ai sensi del comma 336 della finanziaria 2006: infatti nel delirante gioco al massacro delle attività decentrate ai Comuni, il  comma 336 della Finanziaria 2006 rappresenta una delle ancore di salvezza per la sopravvivenza dell’Agenzia stessa perché fa parte delle attività di “Accertamenti delle situazioni incoerenti” che rimarranno di competenza dell’Agenzia del Territorio anche se i comuni optassero per l’opzione massima di decentramento.

Siamo pertanto rimasti a dir poco costernati quando l’agenzia ci ha informato che laddove non riuscisse a svolgere queste attività per mancanza di personale tecnico appalterà le attività stesse all’esterno magari all’ordine dei Geometri.

Intanto ci chiediamo se  pensare di potenziare la macchina pubblica sia davvero così folle!!!

La surroga, peraltro, in italiano corrente non significa altro che subentro quindi subentro dell’Agenzia del Territorio per quelle attività che i proprietari non hanno espletato nei tempi previsti e se svolta da personale esterno comporterà forti ammanchi nelle casse dello Stato.

Insomma di fronte alla possibilità di assumere un’attività che ci darebbe linfa vitale per più di qualche anno  la nostra Agenzia, forte delle numerose competenze che quel capolavoro di DPCM appena approvato (stiamo uscendo con un comunicato ad hoc) le ha conferito ha pensato bene di liberarsi da questo ulteriore onere.

Ci stiamo dunque attrezzando per bloccare questo ulteriore tentativo di smantellamento del nostro posto di lavoro, non solo perché come cittadini ci sembra a dir poco delirante immaginare che un controllo di tipo catastale e quindi erariale possa essere affidato a qualcun’altro che non sia lo Stato ma anche perché come lavoratori in procinto di essere sostituiti ci sembra aberrante tentare di toglierci a tutti i costi il pane dalla bocca.

Siamo in attesa di sentire anche la voce dell’altro tavolo circa questo argomento perché se sarà il silenzio la risposta alla mancata surroga significherà che c’è già chi ha deposto le armi

Certo è che se la nostra voce sarà una delle poche del coro, sarà comunque talmente forte da stordire anche chi non vuol sentire: neanche l’infame destino può riuscire a tapparci la bocca:

provare per credere.

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