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«Mettete la polizia sugli autobus»

Bologna, 17/08/2007 19:49
15 agosto 2007 - Corriere di Bologna Dopo l'ultima aggressione gli assessori Zamboni e Venturi scrivono a prefetto e questore: subito un vertice «Mettete la polizia sugli autobus» I sindacati rilanciano lo sciopero. E le Rdb: blocchiamo il turno di notte

Bologna - Poliziotti a bordo degli autobus. È la soluzione proposta dagli assessori alla Mobilità di Comune e Provincia che ieri hanno spedito una lettera a prefetto e questore a poche ore dall'ennesima aggressione ai danni di un autista Atc. La Questura è fredda sull'ipotesi. Chiesta la convocazione di un supervertice. Insoddisfatti anche i sindacati che rilanciano lo sciopero previsto per il 4 settembre mentre le Rdb non escludono di bloccare il turno di notte se non verranno blindate le cabine dei bus.

E le Rdb: blocchiamo il turno di notte

Bologna - Raccontano di aver ricevuto molte telefonate, non solo da autisti ma anche da passeggeri, preoccupati dall'idea di non potersi sentire a proprio agio nemmeno sul mezzo che usano quotidianamente: l'autobus.

Ma i sindacati hanno anche accolto con diffidenza la lettera spedita da Comune e Provincia. «Un brutto documento — dice Gianluca Neri della Uil trasporti — che si potevano risparmiare, molto strumentale, la solita manfrina dove si scarica il barile alla Questura». Rincara la dose Daniele Galletti della Faisa-Cisal: «È un'niziativa al limite del censurabile, non accoglie le nostre richieste e non centra il problema». Ormai pronte a proclamare uno sciopero (forse per il 4 settembre) «se dall'incontro con Atc non emergeranno soluzioni concrete», le sette sigle chiedono con forza che le cabine degli autisti vengano chiuse e che su tutti i mezzi ci sia un modo di segnalare le emergenze direttamente alla polizia. «È fondamentale partire almeno partire dai mezzi notturni: senza risposte convincenti, è sciopero», avverte Maurizio Lunghi della Filt-Cgil.

Ma le Rdb vanno anche oltre: «Non escludiamo di bloccare il turno di notte — preannuncia Italo Quartu — se l'azienda non si mette in testa di chiudere le cabine. Non si può andare avanti così. Non possiamo continuare a lavorare in una situazione di rischio così elevata». Attacca invece i vertici della stessa Atc Gianfranco Sandri, il delegato della Fit-Cisl aggredito a inizio luglio in via Marconi. «Stiamo toccando il fondo — avverte — e la cosa inquietante è che Atc minimizzi le cose: per loro 5 aggressioni all'anno sono niente, ma non ci si può nascondere dietro i dati ufficiali».(Si. Sa.)

 

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