È notizia di queste settimane che il Governo, per il tramite del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, voglia ampliare la rete dei CPR, leggasi lager per stranieri, su tutto il territorio nazionale.
In Campania è prevista l’apertura di un Centro a Castel Volturno, in provincia di Caserta, in un territorio già martoriato da elevati tassi di disoccupazione, dalla crisi ambientale e da quella abitativa. Lì dove servirebbero politiche di carattere sociale, vedrà invece la luce un carcere, dove verranno rinchiuse persone migranti non perché hanno commesso un reato, ma per l’illecito amministrativo della mancanza di documenti.
Per questo motivo, USB aderisce convintamente alla mobilitazione dell’11 ottobre alle ore 18:00 a piazza San Domenico Maggiore a Napoli e alla grande manifestazione nazionale del prossimo 24 ottobre, alle ore 13:00, a Castel Volturno, per fermare la costruzione di un Centro di permanenza per i rimpatri.
Come Organizzazione Sindacale, ci uniamo agli appelli di solidarietà rivolti a quegli operatori sanitari, 22 medici, che nelle settimane scorse hanno subito perquisizioni nell’ambito di un’indagine della Procura di Ravenna, per il solo fatto di aver firmato certificati medici che hanno evitato alcuni trasferimenti di stranieri irregolari nei CPR. Uno di loro, Nicola Cocco, infettivologo della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, risulta addirittura indagato per associazione a delinquere. La difesa legale dei sanitari ha dichiarato che sono stati trattati come “criminali mafiosi”.
E’ previsto attualmente che l’ingresso in un CPR debba essere preceduto da una visita medica effettuata da un medico del SSN, al quale viene chiesto in pochi minuti di rilasciare l’idoneità affinché la persona, in assenza di patologie infettive e psichiatriche, possa essere rinchiusa. Ma gli operatori sanitari non sono e non voglono prestarsi ad essere meri esecutori delle politiche securitarie di questo governo lgittimando i CPR come luoghi considerati patogeni dalla stessa OMS per i rischi alla salute, soprattutto mentale, di chi viene sottoposto a detenzione amministrativa. I numeri dei suicidi e degli atti quotidiani di autolesionismo sono lì a dimostrarcelo.
È evidente come l’azione della Procura rischi di esercitare una pressione sui lavoratori e di farsi portatrice della più becera propaganda governativa in materia di repressione e remigrazione.
USB si fa garante della difesa del diritto universale alla salute come previsto dall’art. 32 della nostra Costituzione. Certificare l’incompatibilità con la detenzione amministrativa in un CPR – luoghi di totale sospensione dei diritti umani – è un atto di responsabilità e di cura, nella piena e più alta applicazione del giuramento di Ippocrate.
Facciamo appello agli operatori sanitari affinché si oppongano a qualsiasi strumento di pressione nei loro confronti ed esercitino il legittimo diritto all'obiezione di coscienza, mettendo a disposizione le nostre strutture di tutela sindacale e legale per supportare tali azioni e contrastarne ogni tentativo di repressione.
USB Federazione Regionale Campania
Aderente
alla FSM