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Logistica

Noi non restiamo calmi: stato di agitazione di USB Logistica contro il caro benzina e il caro vita

Nazionale,

Stando ai dati Censis-Michelin la media di km che un lavoratore percorre da casa al posto di lavoro supera i 30 km quotidiani a/r, mentre un milione e mezzo di pendolari supera i 50 km al giorno.

Stiamo parlando di migliaia di euro che annualmente vengono sottratti ai salari per pagare i trasferimenti da casa al magazzino, alla fabbrica, all’ufficio.

I prezzi dei generi alimentari e di prima necessità, come quelli energetici, aumentano a due cifre percentuali esattamente come i profitti dei petrolieri e dell'Eni (ad esempio) che nel 2024 ha registrato un utile netto di 6.4 miliardi di euro.

Quello che non cresce è il valore dei salari anche per responsabilità della moderazione dei sindacati concertativi.

A fronte di questa situazione drammatica e paradossale USB denuncia con forza lo scandalo di un governo che spende per le armi, regala esenzioni fiscali agli imprenditori, ai banchieri, ai petrolieri e non destina un centesimo a lavoratori e pensionati.

Per tali ragioni USB Logistica proclama lo stato di agitazione immediato e chiede che si adottino misure serie, non ridicole, per calmierare il prezzo dei carburanti e del costo della vita, per un salario minimo che consenta di arrivare a fine mese, per un meccanismo di agganciamento automatico dei salari al costo della vita e lancia la campagna perché a livello aziendale si dia subito un "buono benzina" del valore di 250€ mensili come integrazione dei prossimi PdR natalizi.

Per fermare l'aumento dei prezzi e l'impoverimento dei lavoratori siamo pronti a fermare tutto.

Coordinamento Nazionale delegati Logistica Usb