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Industria // Carovita

Qui non si arriva a fine mese! Stato di agitazione nazionale dell'industria

Roma,

La Direzione Nazionale Industria di USB Lavoro Privato proclama lo stato di agitazione immediato dell’intera categoria.

Prezzi carburanti, bollette, beni alimentari e beni essenziali aumentano ogni giorno ed hanno già eroso quei pochi euro di aumenti salariali che sono stati erogati dai Ccnl. I salari quindi restano fermi e il loro potere d’acquisto continua a diminuire. Sempre più lavoratrici e lavoratori arrivano a fine mese con difficoltà, costretti a rinunciare a beni e servizi per sostenere il costo della vita.

Il Governo risponde con sconti temporanei e insufficienti, senza intervenire sulle cause reali dell’aumento dei prezzi. Nel frattempo, le grandi aziende energetiche continuano ad accumulare miliardi di profitti. Il conto della crisi viene scaricato ancora una volta sui lavoratori, sulle loro famiglie e sui servizi pubblici.

E mentre per salari, occupazione, servizi e industria ci dicono che non ci sono risorse, per il riarmo i soldi si trovano. Le priorità sono chiare: prima i profitti e le armi, poi i lavoratori. Non accettiamo che si chiedano sacrifici a chi vive del proprio salario mentre si continuano a finanziare spese militari e interessi economici che nulla hanno a che vedere con il benessere della maggioranza.

Nelle fabbriche la situazione non è diversa. Crisi, ristrutturazioni, cassa integrazione, esuberi e chiusure colpiscono la siderurgia, l’automotive, l’elettrodomestico e l’elettronica. Interi territori rischiano di perdere lavoro e prospettive, mentre manca una politica industriale capace di difendere l’occupazione, garantire investimenti e tutelare le produzioni strategiche. Si continua invece a pagare la crisi con il nostro lavoro, il nostro salario e il nostro futuro.

Non accettiamo più salari da fame, perdita del potere d’acquisto, bollette e carburanti fuori controllo. Non accettiamo cassa integrazione, esuberi e chiusure utilizzati come strumenti ordinari per scaricare sui lavoratori le scelte sbagliate delle aziende. Non accettiamo che si trovino risorse per il riarmo mentre vengono tagliati servizi, diritti e tutele. Non accettiamo, infine, che i profitti privati continuino a essere garantiti sulla pelle di chi lavora.

Per queste ragioni USB Lavoro Privato – Industria proclama lo STATO DI AGITAZIONE IMMEDIATO su tutto il territorio nazionale. È necessario costruire una risposta collettiva, dentro e fuori le fabbriche, per rimettere al centro salari, occupazione, diritti e una vera politica industriale.

Il Coordinamento Nazionale Industria, convocato per il 2 ottobre, definirà il percorso di mobilitazione. La lotta partirà dalle fabbriche e uscirà dai cancelli, coinvolgendo tutti i lavoratori e i territori colpiti dalla crisi.

IL COSTO DELLA CRISI NON PUÒ CONTINUARE A ESSERE PRESENTATO AI LAVORATORI.

 

USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale