07 agosto 2022, ultimo aggiornamento alle 14:18
Insieme siamo imbattibili.

Stati generali del Patrimonio: le cariche della polizia sono l'emblema di come si vuole affrontare l'emergenza casa a Roma

Roma, 30/05/2022 16:37

Dopo la manifestazione svoltasi oggi in via Ostiense, ai cancelli di Centrale Mortemartini, che ha avuto luogo mentre all’interno si svolgeva la conferenza sul patrimonio abitativo di Roma Capitale, ci sentiamo di esprimere alcune considerazioni su quanto avvenuto, partendo dai motivi che ci hanno portato in piazza:

-  Innanzitutto lo scopo della manifestazione era rimettere al centro del dibattito le reali sofferenze della città e di chi la abita, contrapponendole al racconto ovattato dell’Amministrazione. Decine e decine di migliaia di famiglie ogni giorno vivono la precarietà abitativa in tutte le sue forme, senza che gli uffici preposti alla tutela del Diritto alla Casa muovano un dito, se non per creare ancor più ostacoli a chi è in difficoltà. Crediamo infatti che l’auto-rappresentazione che la nuova Giunta si sta cucendo addosso sia troppo distante dai drammi vissuti da chi un tetto non ce l’ha o rischia di perderlo a breve. E questo è insopportabile. Ecco perché un gruppo di sfrattati ha optato per prendere la parola durante la conferenza (https://bit.ly/3wZpaFR): per ricordare all’Assessore che la sua priorità è portare nuovi alloggi al Patrimonio e non tenere conferenze.

- Secondo punto: la piazza è stata combattiva, rumorosa e determinata, ma mai violenta. Per questo il comportamento della polizia appare del tutto ingiustificato. Sono stati manganellati molti manifestanti, fra i quali diverse donne, e alcune di loro hanno riportato ferite e contusioni. In questa città, dalle esecuzioni degli sfratti alla gestione delle piazze, le forze dell’ordine stanno dando prova di un alto livello di volontà repressiva.

-  Dopo la conferenza i delegati del Movimento per il Diritto all’Abitare e di Asia USB hanno incontrato sia il Prefetto, dal quale hanno ottenuto un incontro per affrontare i temi più “caldi” e immediati (sgomberi di Torrevecchia e Casal de Merode, ma anche un confronto sul tema degli sfratti). In seguito la delegazione è stata ricevuta dall’assessore Zevi, dal presidente della Commissione Patrimonio e Politiche Abitative Yuri Trombetti e dai direttori dipartimentali Ancilotti e Antonucci. In quella sede si è potuto parlare dei problemi strutturali e cronici di Roma: paralisi degli uffici, malafede e incompetenza dei dirigenti, carenza di alloggi per garantire il Diritto alla Casa. Su questi punti non possiamo registrare nessun progresso e nessun impegno concreto, ma solo la procrastinazione a incontri e tavoli “specifici” successivi. Una formula che ormai non ci convince più e che ci lascia legittimamente insoddisfatti.

È fondamentale dunque proseguire il percorso di lotta e di rivendicazione fin qui intrapreso, consapevoli che questa è l’unica via percorribile per mettere di fronte alle proprie mancanze e responsabilità il Comune di Roma.

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