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Logistica

Stradella: blindati contro facchini che difendono il proprio lavoro. A 48 ore dallo sciopero generale il governo Meloni sceglie la forza

Piacenza,

La deriva autoritaria di questo governo non si ferma più davanti a nulla.

A 48 ore dallo sciopero generale del 30 ottobre, dopo aver precettato i lavoratori dei trasporti nel tentativo di svuotare una mobilitazione che si annuncia molto partecipata — un'ordinanza che USB ha definito sbagliata e illegittima e che ha scelto di non rispettare —, oggi il governo manda i blindati a sgomberare con la forza i facchini della GLS di Stradella.

Sono lavoratori che da giorni occupano il magazzino in cui lavorano, l'unico atto possibile di fronte a una chiusura annunciata: il sito chiuderà tra due giorni per volontà del committente GLS, senza alcuna soluzione occupazionale alternativa per i 41 addetti, una quarantina dei quali destinati a essere trasferiti altrove. Persone che non stanno difendendo un privilegio, ma il proprio salario, la propria dignità e il diritto a non essere cancellate da un giorno all'altro da una decisione aziendale.

E non è un caso che l'azienda che oggi chiude il sito di Stradella sia la stessa GLS nuovamente indagata, questa volta dalla Procura di Torino, nell'ambito della maxi-inchiesta su frode e false fatturazioni che coinvolge il gruppo Postalcoop e una rete di società della logistica, con 21 indagati e contestazioni per oltre 100 milioni di euro.

Due pesi e due misure, ma sempre dalla stessa parte: quella di chi specula sul lavoro.

Da una parte le forze dell'ordine mandano i blindati contro lavoratori che protestano per non perdere il posto. Dall'altra si precettano gli scioperanti per garantire la continuità dei servizi a chi vuole che tutto resti come è. La libertà di sciopero, garantita dalla Costituzione, viene trattata come un fastidio da reprimere: prima con le ordinanze, poi con i mezzi blindati. È il segno evidente di un governo che non sa e non vuole rispondere ai problemi reali di chi lavora — salari divorati dal carovita, condizioni di lavoro sempre più pesanti, un diritto di sciopero progressivamente compresso — e che sceglie la repressione come unica risposta al conflitto sociale.

USB Logistica è e resterà al fianco dei facchini di Stradella e di tutti i lavoratori in lotta. Nessuno sgombero potrà cancellare una vertenza: la chiusura del sito di Stradella, il futuro dei 41 addetti e la ricollocazione senza perdite di salario e diritti restano una nostra responsabilità e una nostra battaglia, dentro e fuori quel magazzino.

Chiediamo a tutte le forze politiche democratiche una presa di posizione netta e pubblica. Non bastano le dichiarazioni di circostanza: serve dire con chiarezza da che parte si sta — se con i lavoratori che difendono il proprio posto di lavoro e il diritto di sciopero, o con un governo che risponde alle vertenze con la precettazione e con i blindati. Il silenzio, oggi, è una scelta. E non è la nostra.

USB Logistica — Unione Sindacale di Base