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Dai Luoghi di Lavoro LP

TIM, l'inizio della nuova solidarietà è l'inizio della fine?

Nazionale,

Il 10 agosto inizia la solidarietà per circa 23.000 dipendenti del gruppo TIM. 
Una solidarietà che durerà fino a febbraio 2024 e che nei sogni produrrà per l’Amministratore Delegato cospicui risparmi e per i Sindacati firmatari “la messa in sicurezza dei lavoratori per 18 mesi”.

Ciò che sta già accadendo in questi giorni conferma le nostre più fosche previsioni.

La fuga di Siragusa, Deputy del Direttore Generale e Chief Network Operations & Wholesale Officer di TIM e la fuga di molti dirigenti di Open Fiber, lasciano intendere l’impossibilità di gestire la situazione attuale e a medio termine: lo scorporo TIM, indigesto al mercato fin dall’inizio, la gestione di progetti di cablatura elefantiaci, le gare vinte ma con tutta evidenza non gestibili.

Le incertezze del mercato e la pavidità dell’attuale management fanno da contraltare all’unica certezza per noi lavoratori: l’ulteriore ciclo di solidarietà.

Una solidarietà la cui razionalità sfugge ai più: 25% a lavoratori che, nei processi aziendali, collaborano a stretto contatto con lavoratori al 10%, al 15% o addirittura esenti da solidarietà, dando evidenza plastica della discriminazione attuata tra i lavoratori, mettendoli l’uno contro l’altro e a palese danno dell’attività lavorativa.

USB ha ribadito più volte in tutte le sedi la contrarietà a questa solidarietà che è dannosa per i lavoratori e inutile per il gruppo, che non otterrà assolutamente i risultati promessi al mercato.

Il ricatto della cassa integrazione utilizzato dall’azienda in fase di trattativa e poi dai sindacati nelle assemblee per fare accettare questo accordo capestro non è credibile, dato che si parla di aziende che gestiscono traffico nazionale e internazionale e garantiscono un servizio considerato essenziale dalle leggi vigenti.

USB farà di tutto per far ritirare questa solidarietà, dimostrando in ogni sede la sua inutilità, per i lavoratori e per le casse dello Stato, e lotterà fino alla fine contro lo scellerato progetto di divisione aziendale.

RSU TIM/Sparkle