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Dai Luoghi di Lavoro LP

TIM, più di un buon motivo per partecipare allo sciopero generale del 2 dicembre e alla manifestazione nazionale del 3

Nazionale,

La sottoscrizione del nuovo modello di Lavoro Agile, come ormai è prassi in occasione dei tavoli negoziali, favorisce decisamente l’azienda, aprendo ad una "chiara delega discrezionale" sulla prestazione lavorativa da Lavoro Agile. Aiuta inoltre l’azienda a raggiungere gli obiettivi di incrementi delle prestazioni, della produttività e un ulteriore risparmio a seguito delle chiusure delle sedi di venerdì.

Naturalmente senza ottenere nulla in cambio per i lavoratori, neppure un legittimo recupero delle spese per le bollette, che avrebbe dovuto essere reso strutturale, quindi non sotto forma di bonus, per il recupero salariale delle spese dei consumi domestici.

C’era da aspettarselo, conoscendo chi fossero i principali interlocutori!

Gli stessi che hanno firmato rinnovi contrattuali con aumenti salariali calcolati con l’indice IPCA, oggi stimato al 4,7%, che non considera l’aumento dei prezzi dei beni energetici, la cui indicizzazione non garantisce un reale recupero salariale alla luce di una inflazione galoppante già oltre il 10%.

L’attacco al salario è aggravato dalla proposta del Governo Meloni di riduzione del cuneo fiscale e dall’aumento della soglia "defiscalizzata" dei Fringe benefit a 3000 euro, veri favori alle aziende private, spacciati come toccasana per fare fronte a quell’emergenza salariale.

Praticamente pura propaganda edulcorata per non raccontare che si tratta unicamente di una partita di giro; ti metto pochi soldi in più in busta paga a fine mese e riduco le tasse a carico dell’azienda in quanto interamente deducibili ai fini delle imposte, ma al contempo riduco i finanziamenti pubblici a quegli istituti di welfare sociale quali la sanità e altri istituti che servono a supportare il lavoratore in caso di malattia o di crisi aziendale.

In altre parole, uno specchietto per le allodole, perché questi soldi sono già implicitamente nella disponibilità del lavoratore, avvantaggiando solo le aziende a discapito dei lavoratori, i quali dovranno farsi carico dei costi di copertura a seguito dello scadimento dei servizi sociali (Scuola, Sanità e ecc.) che costeranno di più, o saranno di meno.

L’unico strumento oggi necessario per fronteggiare il carovita è alzare i salari e restituire gli extraprofitti realizzati con la speculazione sui prezzi da parte delle aziende energetiche, strumentalizzando la guerra in corso, che la maggioranza dei lavoratori non vuole.

Occorre rompere questo sistema contrattuale che tiene bassi i salari.

La ricchezza è prodotta dai lavoratori e deve tornare a loro come salario e pieni diritti.

Anche per questo come USB insieme ai Sindacati di Base abbiamo indetto uno SCIOPERO GENERALE per il prossimo 2 dicembre e una MANIFESTAZIONE NAZIONALE a Roma il 3 dicembre, rimettendo al centro la questione salariale e la necessità di veri investimenti per erogare i veri servizi e potenziare quel welfare mortificato da decenni di politiche orientate alla logica dei tagli.

LE NOSTRE PROPOSTE

  1. rinnovo dei CCNL ormai già scaduto con aumenti salariali adeguati all'inflazione reale
  2. la nazionalizzazione delle telecomunicazioni per garantire investimenti e innovazione certa per un forte rilancio dell’economia pubblica.
  3. copertura delle spese per le utenze di chi lavora in Lavoro Agile
  4. riduzione dell’orario a parità di salario

ABBASSATE LE ARMI, ALZATE I SALARI!

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