L’Unione Sindacale di Base aderisce al presidio indetto dal “Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna”, che si terrà giovedì 8 ottobre alle ore 18.00 in Piazza del Popolo, al fianco di Linda Maggiori e delle attiviste e degli attivisti impegnati nella battaglia per la trasparenza e contro la militarizzazione dei porti.
La mobilitazione si svolge in concomitanza con l’udienza di merito presso il Consiglio di Stato sull’appello dell’Agenzia delle Dogane contro la sentenza del TAR Emilia‑Romagna, che ha riconosciuto a Linda Maggiori il diritto di accedere ai dati relativi ai materiali d’armamento partiti o transitati dal porto di Ravenna nel 2025.
USB si è costituita “ad adiuvandum” nel procedimento perché questa vicenda riguarda direttamente chi in porto lavora: sono le lavoratrici e i lavoratori portuali a movimentare quei carichi, ed è loro diritto sapere cosa passa per le loro mani e dove è diretto. È una battaglia che riguarda anche la cittadinanza, che non può essere coinvolta – neppure indirettamente – in operazioni legate a guerre, escalation belliche e violazioni dei diritti umani.
Nella memoria depositata dall’Avvocatura dello Stato si parla di un’Italia coinvolta in una “guerra mondiale, a pezzi ed ibrida” e della “rilevanza militare” del porto di Ravenna. USB lo afferma con chiarezza: Ravenna è e deve restare un porto civile e commerciale. La legge 185/1990 vieta l’esportazione e il transito di armamenti verso paesi in guerra o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani; senza trasparenza sui dati, nessuno può verificare che questa legge venga rispettata.
Un porto piegato alla logica della guerra è anche un porto dove si lavora peggio: aumentano ritmi, rischi, carichi pericolosi e pressioni sulla sicurezza. Per questo USB continua a rivendicare il riconoscimento del lavoro portuale come lavoro usurante, perché chi tiene in piedi i porti non può pagare con la salute le scelte di chi vuole trasformarli in infrastrutture militari.
L’8 ottobre rappresenta una tappa verso il 30 ottobre, giornata internazionale di sciopero e mobilitazione dei porti contro guerra, economia di guerra e militarizzazione. La categoria del Privato di USB ha già dichiarato lo stato di agitazione, con l’obiettivo di costruire iniziative di lotta contro guerra, economia di guerra e carovita.
USB invita lavoratrici, lavoratori e cittadinanza a partecipare al presidio e a costruire insieme lo sciopero internazionale: i portuali non lavorano per la guerra.
USB Emilia‑Romagna