Ieri si è svolto il presidio davanti all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Lecco con i lavoratori di Econord S.p.A. impegnati nella raccolta rifiuti nel Comune di Lecco. Una mobilitazione necessaria dopo oltre due anni di segnalazioni, denunce e richieste rimaste senza risposte concrete.
I lavoratori hanno raccontato una situazione ormai insostenibile: aggressioni verbali e fisiche durante il servizio, intimidazioni e comportamenti antisindacali, pressioni continue nei cantieri e lettere di contestazione rivolte a chi ha avuto il coraggio di denunciare. A tutto questo si aggiungono le gravi carenze nella manutenzione dei mezzi aziendali: freni inefficaci, pneumatici lisci, revisioni non effettuate e veicoli in condizioni che mettono a rischio la sicurezza di chi lavora e dell’intera cittadinanza. Non si tratta di episodi isolati, ma di problemi strutturali segnalati da tempo e mai realmente risolti.
Durante il presidio, la delegazione sindacale è stata ricevuta dall’Ispettorato del Lavoro di Lecco, dove abbiamo formalmente denunciato le vessazioni subite dai lavoratori e la situazione dei mezzi. Abbiamo chiesto con forza l’avvio immediato di controlli e misure concrete per garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose. La sicurezza sul lavoro non è una concessione, ma un diritto.
Un primo risultato è già arrivato: grazie alle denunce e alla mobilitazione, è stato effettuato un controllo in azienda da parte di AST. Un segnale importante che dimostra che quando i lavoratori si organizzano e non si piegano al silenzio, qualcosa si muove davvero.
Questo presidio è stato anche un momento di solidarietà e partecipazione, con la presenza di lavoratori, cittadini e delegati che hanno ribadito un messaggio chiaro: nessuno deve essere lasciato solo quando denuncia condizioni di lavoro pericolose. Il silenzio e l’indifferenza non possono essere la risposta di fronte a chi rischia ogni giorno per garantire un servizio pubblico essenziale come la raccolta dei rifiuti.
La mobilitazione non si ferma qui. USB Bergamo continuerà a vigilare passo dopo passo, fino a quando non arriveranno risultati concreti: mezzi sicuri, stop alle intimidazioni, rispetto dei diritti sindacali e condizioni di lavoro dignitose per tutti i lavoratori di Econord. La lotta paga quando è collettiva, determinata e senza paura.
USB Bergamo