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Economia e Finanze: Tesoro Ministero Pubblico Impiego

USB rinnovo Funzioni Centrali: riprendiamoci il nostro potere d’acquisto!

Roma,

In questi giorni, le notizie che circolano sulla stampa raccontano una realtà dorata: il rinnovo del Contratto delle Funzioni Centrali viene dipinto come la soluzione a tutti i problemi economicamente patiti dai lavoratori. La realtà, purtroppo, dice ben altro.

Mentre i titoli dei giornali celebrano gli accordi raggiunti, i numeri veri dipingono un quadro di progressivo impoverimento. Tra il 2019 e il 2026 l'inflazione cumulativa ha toccato un spaventoso 21,2%, a fronte di incrementi retributivi lordi che si fermano a un risicato 16-17%. Se a questo divario aggiungiamo il peso della pressione fiscale e il cosiddetto “drenaggio fiscale” o come dicono quelli bravi il bracket creep, l'effetto reale sulla busta paga è impietoso: i presunti aumenti vengono letteralmente divorati dal carovita, colpendo indiscriminatamente ogni livello e area professionale.

Guardando le cifre reali e rapportandole alla perdita del potere d'acquisto, la perdita reale è evidente per tutti:

  • per l'Area dei Funzionari, l’aumento di € 161,80 lordi al mese si traduce in un calo reale del potere d'acquisto del -4,2%.
  • per l'Area degli Assistenti, a fronte di € 133,20 lordi al mese, si registra una perdita netta del -4,7%.
  • per l'Area degli Operatori, l’incremento di € 126,60 lordi al mese equivale a un impoverimento del -5,2%.

Ricordiamo che parliamo sempre di importi lordi, sui quali le aliquote Irpef e le detrazioni personali vanno ad incidere ulteriormente al ribasso.

È il momento di dirlo con chiarezza: un aumento nominale non equivale mai a un aumento reale. Se i prezzi di beni di prima necessità, bollette e affitti corrono più veloci degli stipendi, il salario perde valore ogni singolo mese. Accettare accordi che non tengono conto dell'inflazione reale significa avallare una svalutazione sistematica del nostro lavoro.

Come USB Pubblico Impiego da anni diciamo un no fermo e deciso ai rinnovi contrattuali pensati solo “sulla carta”. Non possiamo più permetterci intese al ribasso. Per restituire dignità al lavoro pubblico chiediamo con forza:

  1. il recupero integrale dell’inflazione, con un meccanismo di adeguamento automatico dei salari.
  2. la detassazione degli aumenti contrattuali, per fermare la speculazione fiscale sulle nostre buste paga.
  3. aumenti netti dignitosi e un adeguato stanziamento per i fondi accessori.

La dignità del lavoro pubblico non si svende né si baratta con qualche annuncio a mezzo stampa: si difende con la trasparenza e con il conflitto.

Invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici a non rimanere a guardare, a fare sentire la propria voce votando in pochi minuti la consultazione aperta su https://www.votofc.it/ e partecipando attivamente alle prossime assemblee e mobilitazioni.

Unisciti alla lotta. Riprendiamoci il nostro potere d'acquisto!

USB Pubblico Impiego MEF