Quando il vincolo di fedeltà sul posto di lavoro stride con la libertà di espressione di un lavoratore sancita dalla costituzione italiana?
Ci chiediamo questo a fronte di un episodio accaduto ad un nostro iscritto in forze presso del Comune di Forte dei marmi.
Il lavoratore si lamentava pubblicamente a mezzo facebook del problema abitativo che subiscono sulla propria pelle migliaia di lavoratori pubblici nel nostro Paese. Come si può oggi, vivere e pagare un affitto con gli stipendi che ci ritroviamo? I costi degli affitti aumentano sempre più mentre i nostri stipendi rimangono tristemente fermi al palo. Perdipiù in una città come Forte dei marmi, patria del lusso e dei villeggianti facoltosi, quale é il futuro di chi vive in città in affitto per lavoro ma subisce il mercato immobiliare schiacciato sulla stagione estiva? Un nostro iscritto ha esternato questo pensiero legittimo pubblicamente ed ha ricevuto in cambio una contestazione disciplinare.
Il vincolo di fedeltà che viene contestato al nostro iscritto prevede:
Il divieto di concorrenza, l' obbligo di riservatezza e i doveri di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.): la giurisprudenza estende l'obbligo anche a condotte extra-lavorative che possano incrinare il vincolo fiduciario con l'ente.
Ma qua il confine é davvero sottile.
Un lavoratore pubblico non può dunque più avere un opinione politica? O un opinione sindacale esternamente al proprio posto di lavoro? Un lavoratore della pubblica amministrazione non può criticare le scelte politiche intraprese dal proprio Comune e Sindaco? Si deve quindi spogliare del diritto di essere un soggetto sociale?
Il diritto di espressione non é quindi più garantito per chi lavora nel pubblico impiego? Il diritto fondamentale di ogni persona di esprimere liberamente le proprie opinioni, idee e convinzioni, e di cercare, ricevere e diffondere informazioni attraverso qualsiasi mezzo (parola, scritto, internet, arte), senza subire censure o ingerenze da parte dello Stato non vige nel Comune di Forte dei Marmi?
Consideriamo inoltre che questo "sfogo" si inserisce in un contesto lavorativo particolare, che a livello sindacale abbiamo iniziato ad indagare, un ambiente lavorativo in cui nonostante le numerose segnalazioni pregresse vengono scavalcati i diritti dei lavoratori, in cui abbiamo registrato problematiche nell' erogazione dei buoni pasto spettanti, problematiche nella timbratura degli orari di lavoro con annesse problematiche nel conteggio degli straordinari e delle ore ordinarie, che causano un danno economico ad un lavoratore che percepisce uno stipendio non in linea con il caro vita. Codeste problematiche sono da noi state sollevate a cui ancora non abbiamo ricevuto risposta relativa per esempio all inquadratura contrattuale dei dipendenti ecc.. ecc.. situazioni che inevitabilmente generano uno stress al lavoratore creando ripercussioni anche dal punto di vista personali che andrebbero a nostro avviso essere prese in considerazione cosa non mai avvenuta nonostante diverse segnalazioni inviate anche da parte di altre sigle sindacali.
Ci sembra dunque che questo vincolo di fedeltà sia un modo neanche tanto velato per mettere un bavaglio sulla possibilità dei lavoratori di esprimere opinioni politiche e sindacali anche esternamente al proprio posto di lavoro. Di mettere un bavaglio a chi decide di denunciare quanto accade nelle nostre vite, con la scusa del vincolo fiduciario all' ente, che a nostro avviso non viene affatto meno.
Per questo sosterremo il lavoratore colpito dal procedimento disciplinare dando battaglia in ogni sede in cui c'è ne sarà bisogno.
USB MASSA CARRARA
ASIA USB MASSA CARRARA