14 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 19:31
Insieme siamo imbattibili.

Acts, Filippo Agazzi è il nuovo direttore

Savona, 10/08/2007 08:42
9 agosto 2007 - Il Secolo XIX Accordo sindacale sulla ristrutturazione dell'azienda, in quattro lasceranno l'incarico. Contrari i Cub

Savona - SARÀ FILIPPO AGAZZI, già direttore operativo dell'Amsa di Milano, il nuovo direttore generale del gruppo Acts. Sostituirà il direttore Franco Delfino. È questo il tassello più significativo nel piano di ristrutturazione dell'azienda: lunedì scorso è stato firmato l'accordo con le organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil e la Rsu aziendale. Si tratta di una ristrutturazione che prevede, tra l'altro, l'assorbimento da parte del nuovo dg anche di alcune funzioni delegate sino ad oggi a tre capi-area. Il percorso è stato concordato con le sigle sindacali e con la Rsu ed ha come obiettivo il risanamento dell'azienda (che negli anni scorsi ha accumulato pesanti deficit ed è stata recentemente affidata alla guida di Paolo Marson). Fuori dal coro i Cub, che hanno un rappresentante su 12 nella Rsu. I Cub, pur dichiarando di condividere la necessità di una profonda ristrutturazione, hanno respinto la riorganizzazione delle funzioni definendola come «un licenziamento mascherato» di quattro persone.

«Sono particolarmente soddisfatto - ha detto il presidente Paolo Marson - del risultato che - con la collaborazione delle parti sociali e dei rappresentati dei dipendenti dell'azienda -è stato possibile conseguire sulla via del risanamento del Gruppo. Si comincia a guardare e progettare il futuro e questo è l'aspetto importante. Sono felice di constatare che ciò avviene nel quadro di un leale ed utile (anche se talora duro) confronto con le organizzazioni che rappresentano i dipendenti della società». Ha aggiunto Marson: «Mi auguro che gli apporti di tutti i soggetti che saranno protagonisti di questo percorso siano connotati da analoga visione prospettica e dall'intendimento di dare nuovo impulso e sviluppo all'azienda e alle sue risorse, senza cadere nella tentazione di valutazioni retrospettive. Desidero, in ultimo, evidenziare due aspetti di rilievo: Il sacrificio che dovrà essere sopportato dalle figure apicali che hanno lasciato (o lasceranno) la societàè esclusiva conseguenza dell'esigenza organizzativa di restituire efficienza e prontezza all'impresa e dell'attuale situazione di crisi. E' nostro dovere fare il possibile per rendere meno gravosa la loro situazione, ma, soprattutto, conseguire l'obiettivo che ci siamo prefissi - e che perseguiremo con il piano d'impresa - di evitare qualsiasi ulteriore ricaduta occupazionale».

 

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