03 luglio 2020, ultimo aggiornamento alle 00:52
Insieme siamo imbattibili.

Appello: salvare la democrazia dal contagio, revocare la delibera 572, difendiamo il diritto di sciopero

Nazionale, 14/04/2020 11:32

La nostra democrazia vive in questi giorni un passaggio cruciale.

L’emergenza sanitaria in corso, oltre a seminare lutto e dolore nel Paese, pone all’ordine del giorno il tema della tenuta delle garanzie democratiche che abbiamo conosciute dall’approvazione della Costituzione Repubblicana.

Certo, l’emergenza impone a tutti di confrontarsi con una situazione temporanea che costringe a rinunce, sacrifici, deroghe e ad una inevitabile compressione degli spazi di azione. Ma il punto non è questo.

Il nodo da affrontare è se l’emergenza sanitaria giustifichi la “sospensione” di diritti costituzionali, anche quando il loro esercizio non è incompatibile con la situazione sanitaria, con la tutela della salute, con la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini; quando, anzi tale esercizio costituisce il miglior contributo proprio per la tutela del loro diritto alla salute.

È questa la partita che si sta giocando in questi giorni tra USB e Commissione di Garanzia.

USB, dopo numerose diffide e denunce - rimaste tutte senza risposta - di situazioni in cui le più elementari norme di prevenzione e tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori venivano calpestate, ha proclamato ed effettuato per il 25 marzo uno sciopero generale con senso di responsabilità che si conviene in tempo di crisi sanitaria: lo sciopero è durato simbolicamente un minuto in tutti i settori (igiene urbana, sanità, trasporti, assistenza e cura delle persone) in cui avrebbe potuto interferire con la salvaguardia della salute dei cittadini.

 Lo sciopero è stato indetto secondo le deroghe agli obblighi di preavviso previste dall’art. 2 comma 7 l. 146/1990, poiché indetto in caso di “protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori”.

La reazione della Commissione di garanzia è stata senza precedenti, in quanto essa ha avviato una procedura sanzionatoria nella quale si accusa, addirittura, USB di aver “contribuito a generare un diffuso senso di insicurezza e a produrre incalcolabili danni alla collettività, determinando un non accettabile danno alle istituzioni e/o aziende coinvolte nelle attività di prevenzione e diffusione della pandemia”, rischiando di “vanificare la azioni di contenimento della stessa”.

La delibera della Commissione calpesta la verità, perché l’insicurezza, l’incalcolabile danno in termini di perdita di vite umane e la vanificazione delle azioni di contenimento, che vanno valutate, sono quelle derivanti dalla sistematica violazione delle più elementari norme di sicurezza e prevenzione da parte numerose imprese, e dettata dal solo motivo di non sopportarne i costi; una sistematica violazione che ha costretto USB, dopo ripetuti e vani tentativi, ad agire per la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

L’esercizio del diritto di sciopero ha costituito dunque l’esatto contrario di quanto affermato dalla Commissione, perché è stato l’unica vera azione di contenimento dell’epidemia possibile in un contesto in cui la controparte era sorda al rispetto delle normative: la tutela del bene fondamentale della salute e della vita a fronte della pretesa di subordinarlo ad interessi economico-produttivi e di mero profitto.

È dunque necessario prendere la parola contro la procedura avviata dalla Commissione.

È tempo di fermare una pericolosa deriva che stigmatizza il diritto costituzionale di sciopero come un intoppo alla vita del Paese.

Uno sciopero generale a tutela della salute di quei lavoratori che vivono condizioni di pericolo non può essere definito come “un danno alle istituzioni”, ma costituisce il modo più alto per assolvere agli “inderogabili doveri di solidarietà politica economica e sociale” richiesti e imposti dalla Costituzione Repubblicana.

Salviamo la democrazia dal contagio delle derive autoritarie.

Chiediamo alla Commissione di garanzia di revocare la Delibera 572/20 del 26 marzo 2020.

Difendiamo il diritto di sciopero.

 

Primi firmatari

Claudio De Fiores, Docente Diritto Costituzionale 2° Università  di Napoli

Antonello Di Stasi, Docente Diritto del Lavoro  Università Politecnica delle Marche

Giovanni Orlandini, Docente Diritto del lavoro Università di Siena

Francesco Pallante, Docente Diritto Costituzionale Università di Torino

Bartolo Anglani, Docente di letteratura italiana 'Università di Bari

Luigi Ferrajoli , Professore Emerito Filosofia del Diritto

Tomaso Montanari, Storico dell'arte, Docente Università di Siena

Ernesto Screpanti, Docente Economia Politica Università di Siena

Luciano Vasapollo, Docente Politica Economica Università “ La Sapienza” Roma

Francesco Della Croce, Docente Diritto della UE Università “ La Sapienza” Roma

Michela Becchis, Docente Università Teramo

Avv. Carlo Guglielmi Presidente Forum Diritti Lavoro
Avv. Arturo Salerni  Rete Nazionale Legali Usb
Avv. Danilo Conte    Rete Nazionale Legali Usb
Franco Russo         Forum Diritti Lavoro  

Avv. Pier Luigi Panici, Roma  

Avv. Alessandro Brunetti, Roma

Avv. Bartolo Mancuso, Roma

Avv. Cesare Antetomaso, Roma

Avv. Chiara Colasurdo, Roma

Avv. Alberto Medina, Milano

Avv. Elena Poli, Torino

Avv. Marco Petrocelli, Roma

Avv. Silvia Ventura – Firenze

Avv. Simone Busacca, Torino

Avv. Andrea Ranfagni, Firenze

Emilie Deleuze, sceneggiatrice

Vauro Senesi, vignettista e scrittore

 

Avv. Donatella Nonis, Venezia

Avv. Luigi Luigi Ficarra Padova

Avv. Maria Spano, Torino

Avv.  Ahnes K. Giuliani, Roma

Avv. Gabriele Cingolo, Roma

Avv. Antonello Ciervo

Avv. Chiara Pernechele

Avv. Donatella Nonis, Direttivo Associazione “Giuristi Democratici “Venezia

Dott.ssa Giliola Corradi        

Avv. Paolo Solimeno, Firenze

Avv. Danilo Ferrante, Firenze

Avv. Roberto Passini, Firenze

Avv. Michele Passione, Firenze

Avv. Michela Arricale

Avv. Graziella Rumer Mori, Firenze

Fabio Marcelli, Roma

Salvatore Corizzo, Roma

Stefania Iaccarino, Roma

Sara Khayam, Roma 

Pietro Bartoleschi, Formello (RM)

Xavier Rigaut, Roma

Antonella Cosimo, Roma

Patrizia Vennarucci, Roma

Andrea Mascolino, Roma

Fabio Rizzari, Roma

Caterina De Benedictis, Marano di Napoli (NA) 

Giorgia Federico, Napoli 

Massimo Bravi, Napoli

Giovanna Pasi, Roma

Chiara Torricelli, Roma

Silvio Lambiase, Roma

Giuliano Micheletti – Roma

Bianca Bardi Pasi, Roma

Lino Pasi, Roma

Cecilia Pasi, Roma

Luca Pasi, Roma

Lucia Pasi, Roma

Marco Pasi, Roma

Alessandra Sasso, Roma

Ercole Boni, Roma

Alessandra Scuracchio, Roma

Augusto Lombardi – Roma

Erminia Costa, Roma

Valtere Lorenzi, Pisa

Fabio Spaziani, Roma

Rita Venturi, Roma

Francesco Calicchia, Roma

Valeria Ceppellini, Roma

Massimo Formica, Roma

Luca Alfonso De Crescenzo, Roma

Niccolò Ricciotti, Roma

Cesar Prieto, Tuscania (VT)

Silvia Gobbini, Roma

Federica Sangiorgi, Roma

Alessandra Sangiorgi, Roma

Marco Sangiorgi, Roma

Claudio Sangiorgi, Roma

Elena Novelli, Roma

Tommaso Fattori, consigliere Regionale SI Toscana a Sinistra

Antonella Bundu, consigliere Comunale Firenze Sinistra Progetto Comune

Dimitrj Palagi, consigliere Comunale Firenze Sinistra Progetto Comune

Giulia Rodano, ex consigliere regionale 

Silvana Pisa, ex parlamentare

Alfonso Gianni, ex parlamentare

Marina Boscaino, docente

Marco Bersani, ATTAC Italia

Luciano Colletta, fisico

Pietro Soldini, sindacalista 

Fabio Marcelli, ricercatore

Loretta Mussi, ex dirigente ASL

Carlo Corsetti, ex docente

Debora Picchi, Firenze

Mario Eustachio De Bellis, ex docente

Giancarlo Candela

Marta Pirozzi

Daniela Lucatelli

 Angelina De Laurenzi, Ministero Beni Culturali

Fabrizio Cattaruzza

Luisa Petrucci, Firenze

Massimo Torelli, Firenze

Moreno Biagioni, Firenze

Daniela Chironi, Firenze

Barbara Anglani, Firenze

Massimo Carlini

Giannetto Fabio

Franco Argada

 

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