07 dicembre 2022, ultimo aggiornamento alle 10:10
Insieme siamo imbattibili.

Ikea, il premio di partecipazione FY22 slitta a dicembre: accordo peggiorativo di Cgil Cisl Uil

Nazionale, 23/11/2022 15:59

L’11 novembre è stato sottoscritto da Ikea e dalle segreterie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, unitamente alle rappresentanze unitarie del coordinamento aziendale, un accordo in deroga al contratto integrativo aziendale del 2016 in riferimento al pagamento del premio di partecipazione previsto per i lavoratori e le lavoratrici alle dipendenze del colosso del mobile.

Senza preventiva comunicazione, valutazione o decisione sottoposta al vaglio dei lavoratori, le segreterie sindacali e le loro collegate RSU hanno sottoscritto un accordo in deroga al contratto aziendale che prevede l’erogazione del premio di partecipazione nella mensilità di dicembre 2022 in luogo della prevista mensilità di novembre.

I lavoratori e le lavoratrici di Ikea, pertanto, si sono visti slittare e unilateralmente modificare i termini di pagamento del premio con le conseguenti difficoltà per i tanti di loro che contavano in quella erogazione.

Il malcontento emerso e condiviso dalla generalità dei lavoratori ha fatto correre ai ripari le segreterie firmatarie di questo accordo che non hanno perso tempo nel pubblicare i loro comunicati nella speranza di fornire motivazioni vere o presunte alla sottoscritta deroga.

Il risultato è stato la diffusione di due comunicati, tra loro discordanti, che hanno visto prima la Filcams dichiarare che “per atto di responsabilità” hanno dovuto accettare tale scelta aziendale per far percepire ai lavoratori il bonus di euro 150,00 previsto dal decreto Aiuti-ter. Secondo le motivazioni di alcuni RSU Filcams, infatti, il premio di produzione avrebbe comportato per molti dipendenti la perdita del diritto al bonus. Motivazione che non corrisponde ai dettami in materia fiscale e previdenziale che dispongono una tassazione agevolata e separata per i premi di risultato e una decontribuzione totale per i contributi INPS a carico dei dipendenti con l’esclusione dall’imponibile previdenziale.

In seconda battuta anche la Fisascat Cisl ha provato a dire la sua in un comunicato del 16 novembre nel quale riconduceva la necessità di pagare il premio con un mese di ritardo ad una presunta improcedibilità dichiarata dalla società Ikea dovuta a “problematiche afferenti al software”. Il comunicato della Fisascat procede motivando ancora che “l’operazione dovrebbe essere effettuata manualmente e ciò potrebbe determinare elevati margini di errore nei conguagli di fine anno…”.

La Uiltucs, anch’essa parte attiva in questo accordo, non è pervenuta (almeno, non risulta traccia). Forse, ha preferito non esporsi evitando l’imbarazzo di dover giustificare una deroga che, al momento, non sembra avere un motivo preciso.

In conclusione, le ragioni per cui la società e le segreterie sindacali e le loro RSU abbiano concesso una dilazione di pagamento non sono del tutto chiare. Non sono nemmeno esplicitate nell’accordo sottoscritto l’11 novembre scorso a Carugate (MI) dove gli aderenti si sono limitati a disporre un nuovo termine di pagamento.

Appare ormai chiaro come sia invalsa la tendenza dei datori di lavoro e dei sindacati concertativi ad escludere sempre di più i lavoratori dalle decisioni aziendali, anche quando queste impattano in maniera incisiva sulle loro retribuzioni. Strumenti quali la consultazione, la votazione e i referendum sono stati accantonati e limitati per lasciare spazio a valutazioni di segreteria riservate a ristretti gruppi di privilegiati. 

Ciò che appare incomprensibile è come anche le RSU connesse a queste segreterie, lavoratori prim’ancora che delegati, possano avallare scelte che vanno contro il loro stesso interesse.

USB e le RSU elette non concordano con questa deroga, raggiunta in assenza di qualsivoglia plausibile motivazione e al solo scopo di concedere una dilazione di pagamento a danno delle lavoratrici e dei lavoratori che, in molti casi, contavano proprio sul premio di partecipazione (determinato in 1.560.00 euro per lavoratori a tempo pieno) per trovare un momentaneo ristoro alla situazione già grave che l’intera categoria dei lavoratori sta vivendo.

Per tale motivo, come USB abbiamo immediatamente richiesto alla società Ikea di fornire chiarimenti circa le valutazioni che hanno determinato la sottoscrizione di questo accordo peggiorativo.

I diritti della classe lavoratrice sono costantemente oggetto di attacchi incrociati volti ad intaccare le garanzie conquistate negli anni. 

USB resta saldamente al fianco di tutti i lavoratori per proseguire la lotta in ogni posto di lavoro.

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