Ennesima e plateale umiliazione delle funzioni ispettive.
In esecuzione di una Deliberazione della Giunta della Regione Lombardia risalente ad aprile 2025, i servizi PSAL delle ATS lombarde pubblicano in questi giorni i bandi per l’acquisizione di personale nell’ambito del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. I profili professionali spaziano dal dirigente medico agli ingegneri, dagli statistici agli informatici fino agli infermieri. Questo personale, definito aggiuntivo, sarà impiegato in attività di ispezione sui luoghi di lavoro, indagini su infortuni, progettazione di specifiche aree di intervento per il contrasto a malattie professionali, controlli sulla sorveglianza sanitaria, consulenza per la valutazione dei rischi, verifica degli impianti e delle apparecchiature e altre attività collaterali.
Ma il nuovo personale ispettivo non sarà assunto attraverso un concorso pubblico bensì a partita IVA, per soli tre anni, come consulenti esterni della Pubblica Amministrazione.
In questo modo, un’attività fondamentale per la prevenzione di un fenomeno divenuto drammatico nel nostro Paese, con un ritmo di omicidi sul lavoro che anche nel 2025 ha superato quota mille e con più di 600mila denunce di infortuni, viene appaltata a liberi professionisti. Funzioni di ufficiali di polizia giudiziaria vengono affidate a soggetti esterni, superando i vincoli deontologici a cui sono sottoposti i funzionari adibiti a compiti di vigilanza e determinando un intreccio pericoloso tra controllore e controllato.
L’attività di ispezione sui luoghi di lavoro è sempre più penalizzata e le chiacchiere che il Governo ripropone ad ogni strage (purtroppo tragicamente ricorrente), cui fanno seguito sempre nuovi impegni e decreti, corrispondono invece al depotenziamento delle funzioni di vigilanza.
Ad aggravare la situazione sicurezza sul lavoro la strategia di questi ultimi anni perseguita all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in cui le direttive assegnate hanno privilegiato, in nome del raggiungimento degli obiettivi e quindi della meritocrazia, la quantità anziché la qualità delle ispezioni, oltre a modifiche normative che appesantiscono, favori ai consulenti e alle aziende (diffida amministrativa, Protocollo Asse.Co. etc…), personale amministrativo ridotto all'osso, mancanza di riconoscimento dei rischi dell’attività esterna ed enorme scarto tra il valore delle funzioni esercitate e salario riconosciuto.
Un vero e proprio smantellamento delle funzioni pubbliche con una precisa strategia: indebolire i controlli e “non disturbare chi produce ricchezza”.
Ora la Regione Lombardia compie un passo clamoroso verso la privatizzazione delle attività di controllo.
Per questo l’USB metterà in atto tutte le azioni politiche, sindacali ed anche legali affinché questa vergognosa operazione venga ritirata.