08 agosto 2020, ultimo aggiornamento alle 05:26
Insieme siamo imbattibili.

P.A.: RdB-CUB DISERTA INCONTRO CON MINISTRO BRUNETTA PER IL "PIANO INDUSTRIALE". Entro giugno una giornata di mobilitazione nazionale del Pubblico Impiego

Nazionale, 28/05/2008 17:06
In allegato il Piano Industriale del Ministro

La RdB-CUB Pubblico Impiego sceglie di non partecipare all’incontro indetto questo pomeriggio presso il Ministero della Funzione Pubblica.
 

“Convocare le organizzazioni sindacali per la consegna di un documento di riforma della Pubblica Amministrazione che viene definito Piano Industriale la dice lunga sulla visione del Ministro Brunetta, che equipara l’alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti”, spiega Paola Palmieri, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. “Del resto il progetto di una P.A. a servizio esclusivo delle imprese vede l’attuale Ministro in perfetta continuità con i suoi predecessori”.
 

“Inoltre entrare nel merito anche della composizione delle delegazioni trattanti, imponendo la presenza di un solo rappresentante per organizzazione, rende chiaro quale tipo di relazioni sindacali il Ministro intenda perseguire”, prosegue Palmieri. “Se poi sua intenzione era quella di convocare le organizzazioni sindacali esclusivamente per consegnare il documento relativo al piano di riforma, facciamo notare al Ministro che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta”.
 

“Visto che la P.A. è dunque per Brunetta solo una palla al piede, una prima risposta verrà data da RdB insieme ai lavoratori pubblici con una giornata di mobilitazione nazionale, che verrà indetta entro il mese di giugno, e con gli scioperi già proclamati nell’Università, la Ricerca, i Ministeri e le Agenzie Fiscali”, conclude la dirigente RdB.


Riportiamo la Lettera inviata al Ministro da RdB P.I.:

On.le Ministro,

    nel comunicarLe che la Confederazione RdB-CUB non risponderà positivamente alla Sua convocazione di oggi 28 Maggio 2008, spieghiamo brevemente la nostra decisione.
    La motivazione è semplice ma forte dal punto di vista politico:
non è per noi accettabile che la vita interna delle organizzazioni sindacali sia decisa da chi, politicamente e per funzioni, è controparte.
    E’ infatti prerogativa esclusiva delle Confederazioni decidere come comporre le proprie delegazioni sindacali nel rapporto con le controparti.
     Quanto Lei ha determinato con la convocazione di oggi non è certo un buon inizio.
    Le relazioni sindacali nel nostro Paese, settore privato o pubblico che sia, sono questione molto seria; d’altronde nel Pubblico Impiego la rappresentanza e rappresentatività delle OO.SS. sono un fatto concreto e legittimato dalla espressione diretta della volontà dei lavoratori.
    Anche sulla concezione di Pubblica Amministrazione da Lei espressa pubblicamente, abbiamo molto da dire.
    La definizione di una P.A.“ palla al piede”,  fa trasparire la palese intenzione di disfarsene, piuttosto che progettarne un rilancio a favore dei cittadini ma anche degli stessi lavoratori pubblici, la cui dignità e preziosissima professionalità sono state scientificamente mortificate da anni,  nonostante  consentano la fruizione di servizi essenziali per la collettività.
    Basti pensare che pubblico significa assicurare il diritto alla salute, all’istruzione, al sapere, alla pensione  e tanto altro ancora.
    Lo stesso rapporto Istat da Lei elogiato è frutto del lavoro dei dipendenti di un Ente Pubblico di Ricerca.
    Se invece, contrariamente alle sue dichiarazioni, la Sua determinazione verrà rivolta alla vera razionalizzazione della spesa pubblica, attraverso il taglio delle consulenze, ormai senza limiti,  delle esternalizzazzioni delle funzioni centrali dello Stato e degli appalti, in funzione di investimenti per migliorare i servizi ai cittadini, troverà in RdB-CUB un interlocutore disponibile.
    A conferma di questa nostra posizione arriva oggi il Suo documento sulla Riforma della P.A. che già dalla denominazione “ Piano Industriale” denota scarsa e superficiale conoscenza del funzionamento della Pubblica Amministrazione  nel nostro Paese.
    Formalizzeremo al più presto le nostre valutazioni sul documento da Lei preparato, e nel contempo riteniamo utile un incontro  per chiarirLe meglio le nostre posizioni e la nostra idea di Pubblica Amministrazione.


29 maggio 2008 - Liberazione

I metodi spicci di Brunetta
Statali, Cgil se ne va Rdb non va

«Se il buongiorno si vede dal mattino... tira aria di tempesta», Carlo Podda (Fp-Cgil) commenta così l'incontro convocato dal ministro Brunetta sul "piano di riforma industriale della pubblica amministrazione" e durato per la Cgil 15 minuti. «O si cambia o comincia il conto alla rovescia per la mobilitazione», rincara la dose il segretario generale Flc-Cgil, Enrico Panini. Le accuse: il ministro vuole decidere per il sindacato, «compresa la formazione delle delegazioni», «teorizza sulle sue proposte un confronto via e-mail tra le parti sociali» con obbligo di risposta entro 48 ore, e dulcis in fundo dice ai giornalisti (ma non al tavolo) che non ci sono risorse economiche per i contratti 2008-2009. Più dialogante la Cisl: «E' l'avvio di un confronto sul merito», commenta Gianni Baratta, segretario confederale. Ancora più positiva l'Ugl, a cui piacciono i metodi spicci di Brunetta: «Approccio assolutamente innovativo». Rdb-Cub, invece, non si è proprio presentata al tavolo: «Il ministro equipara l'alta funzione di produzione del welfare a una qualunque fabbrica di manufatti - spiega Paola Palmieri, della direzione nazionale - se poi voleva convocarci solo per la consegna di un documento gli facciamo notare che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta». Contento, invece, Brunetta: «Il 95% dell'Italia è con me», perché l'inefficienza della pubblica amministrazione «è la palla al piede del Paese».


29 maggio 2008 - Libero

«Via i fannulloni» E la Cgil sbatte la porta
di GIANLUCA ROSELLI

ROMA - Renato Brunetta illustra la sua cura per il pubblico impiego ai sindacati. Spiega come fare a risparmiare risorse, aumentare la produttività, sanzionare i fannulloni. Ma la Cgil non ci sta: dopo soli quindici minuti abbandona il tavolo, si alza e se ne va. Ufficialmente il problema, secondo il principale sindacato italiano, è di metodo. «Si è deciso di far partecipare un solo componente per ogni sigla sindacale, rinunciando a far partecipare coloro che devono poi gestire il piano industriale», afferma Michele Gentile, coordinatore dei settori pubblici della Cgil. «Questo», prosegue, «vuol dire far partire il dibattito nelle peggiori condizioni. Si decide unilateralmente chi deve partecipare». Se la Cgil ha abbandonato il tavolo, la Rappresentanza di base "RdbCub" ha deciso di non partecipare proprio, perché «non possiamo perdere tempo con un "piano industriale" che la dice lunga sulla visione del ministro che equipara la funzione di produzione del welfare a una qualunque fabbrica di manufatti», affermano, annunciando una giornata di mobilitazione nazionale a giugno. La trattativa con gli statali, dunque, si annuncia difficile. Dopo il parere positivo di Confindustria, infatti, alcuni sindacati sono sul piede di guerra. Anche se il ministro è convinto di avere dalla propria parte la maggioranza dei cittadini. «È con me il 95 per cento degli italiani», ha detto ieri mattina il ministro, che poi ha dichiarato che «la pubblica amministrazione è una palla al piede». Brunetta, comunque, è ottimista. E a chi gli chiede se prevede un confronto difficile, risponde: «Perché difficile? Si tratta di un bellissimo confronto con tutte le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Il mio piano punta a far convergere le pubbliche amministrazioni con il settore privato, che è più efficiente». Più pessimista il segretario generale del ministero, Carlo Podda: «Se il buongiorno si vede dal mattino, qui tira aria di tempesta». Nel piano di Brunetta illustrato ieri è previsto un accordo ponte per il rinnovo dei contratti nel 2009 a fronte della disponibilità a realizzare la riforma della pubblica amministrazione entro l'anno. Il piano prevede, inoltre, un recupero di 40 miliardi di euro in 3-5 anni grazie anche alla vendita delle quote residue di patrimonio immobiliare e di titoli. Niente aumenti salariali, però, perché gli stipendi sono allineati al settore. Quello che deve crescere, invece, è la produttività, anche grazie ai premi a chi lavora e le sanzioni nei confronti dei fannulloni. Anche andando a colpire quei medici che, rilasciando certificati fasulli, consentono si assentarsi dal posto di lavoro. Il ministro, che oggi sui contratti incontrerà il ministro Giulio Tremonti, ha chiesto risposte ai sindacati entro 48 ore. Se Cisl e Uil si mantengono prudenti, un plauso arriva dal sindacato di destra Ugl. «Un approccio innovativo rispetto alle consuetudini della vecchia amministrazione», commenta il segretario confederale, Fulvio Depolo. Critico, invece, il Pd. «I dipendenti pubblici non sono una palla al piede», attacca il senatore Paolo Nerozzi, ex segretario confederale Cgil, «e questo i cittadini lo sanno bene».


29 maggio 2008 - Corriere.it

«Metodo sbagliato». Diserta invece del tutto la Rdb-Cub: «Non abbiamo tempo da perdere»
La Cgil abbandona il tavolo con Brunetta
Il ministro aveva convocato i sindacati per presentare il piano industriale per il rinnovo della pubblica amministrazione

ROMA - La Cgil ha «abbandonato il tavolo» convocato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per presentare alle parti sociali il piano industriale di riforma della pubblica amministrazione. Lo ha detto Michele Gentile, coordinatore dei settori pubblici della Cgil, lasciando la sede del ministero. «Abbiamo rilasciato una dichiarazione al ministro come confederazione e categoria pubblica, denunciando un grave errore di metodo nella convocazione, perchè si è deciso di far partecipare un solo componente» per ogni sigla sindacale «rinunciando a far partecipare coloro che devono poi gestire il piano industriale». «Questo - ha proseguito - vuol dire far partire il dibattito nelle peggiori condizioni. Si decide unilateralmente chi deve partecipare». Secondo Gentile «un altro elemento che non va bene è il fatto che il ministro ci abbia chiesto una risposta entro 48 ore».
LA RDB-CUB DISERTA - Chi invece ha scelto di non partecipare del tutto al confronto è la Rappresentanza di base: «Convocare le organizzazioni sindacali - spiega Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb-Cub - per la consegna di un documento di riforma della pubblica amministrazione che viene definito 'piano industrialè la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti». «Se poi sua intenzione - continua - era quella di convocare le organizzazioni sindacali esclusivamente per consegnare il documento relativo al piano di riforma, facciamo notare al ministro che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta». Infine, alla luce delle dichiarazioni odierne di Brunetta sulle inefficienze della pubblica amministrazione, la sindacalista conclude annunciando una giornata di mobilitazione nazionale dei lavoratori pubblici entro il mese di giugno.
MINISTRO OTTIMISTA - Il ministro Brunetta aveva spiegato in mattinata che l'inefficienza della pubblica amministrazione «è la palla al piede del Paese. Se riuscissimo a cavare un 20-30% di produttività repressa dalla P.A., l'Italia eliminerebbe il gap con gli altri Paesi europei». Riguardo al «piano industriale» per la modernizzazione della pubblica amministrazione, Brunetta si è detto ottimista: «Il 95% dell'Italia è con me».


29 maggio 2008 - Il Sole 24 Ore.com

Statali, la Cgil abbandona il tavolo con Brunetta

La Cgil ha abbandonato dopo appena 15 minuti il tavolo di confronto sul pubblico impiego convocato dal ministro Renato Brunetta.
Il coordinatore dei settori pubblici Michele Gentile ha denunciato in apertura del tavolo «un grave errore di metodo perchè si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale». Insomma, ha detto Gentile, «si decide unilateralmente chi deve partecipare».
Bocciata poi, secondo quanto si apprende, anche la richiesta da parte del ministro Brunetta di avere una risposta sul piano industriale in quarantotto ore.
Gentile ha riferito che Brunetta ha cominciato il confronto «proiettando delle slide e chiedendo entro 48 ore un ragionamento di merito da parte nostra: anche questo non va bene». Sul testo del disegno di legge delega circolato ieri Gentile ha dichiarato che «se rappresentasse la volontà del Governo, sarebbe sbagliato. Oggi non è stato presentato quel testo ma un piano su cui discuteremo che poggia su un decreto legge, un disegno di legge e una delega».
La RdB-CUB Pubblico Impiego ha scelto di non partecipare all'incontro di questo pomeriggio presso il Ministero della Funzione Pubblica, annunciando invece una giornata di lotta contro il piano del Governo che si terrà entro giugno. «Se sua intenzione (del Ministro competente, ndr) era quella di convocare le organizzazioni sindacali esclusivamente per consegnare il documento relativo al piano di riforma - sottolinea Paola Palmieri, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I.) -
facciamo notare al Ministro che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta».
Solo poche ore prima il Ministro Brunetta si era mostrato ottimista e, a margine della presentazione del rapporto annuale di Istat aveva affermato: «è con me il 95% degli italiani». La pubblica amministrazione, ha sostenuto Brunetta, oggi «è una palla al piede».


29 maggio 2008 - L'Unità online

Statali, la Cgil lascia il tavolo «Sbagliato il metodo di Brunetta»

Parte male, anzi malissimo, il confronto sul pubblico impiego convocato dal ministro Renato Brunetta con sindacati. La Cgil ha abbandonato il tavolo dopo appena 15 minuti, la RdB-CUB sceglie addirittura di non partecipare. «C´è stato un grave errore di metodo – ha denunciato il coordinatore dei settori pubblici Michele Gentile - perché si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla, escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale». Gentile ha denunciato che «in questo modo si fa partire il dibattito nelle peggiori condizioni, decidendo unilateralmente chi deve partecipare e chi no». Gentile ha riferito che Brunetta ha cominciato il confronto «proiettando delle "slide" (pannelli, ndr) e chiedendo entro 48 ore un ragionamento di merito da parte nostra: anche questo non va bene». «Oggi non è stato presentato alcun testo - ha detto Gentile -, ma un piano su cui discuteremo che poggia su un decreto legge, un disegno di legge e una delega».
«Le organizzazioni complesse non si possono modificare in assenza di consenso e di condivisione degli obiettivi da parte dei dipendenti - interviene anche il segretario generale della Funzione Pubblica Cgil, Carlo Podda -. Figurarsi senza neanche un negoziato!». Il neo-ministro della Funzione Pubblica «dovrebbe saperlo bene», dice Podda, «Presentare un piano industriale per la riforma delle Pubbliche Amministrazioni, non solo decidendo come debbano essere composte le delegazioni delle Organizzazioni presenti al tavolo, ma soprattutto escludendo la possibilità di un negoziato vero e proprio, chiedendo che vengano inviate entro 48 ore osservazioni scritte, è un modo certo per rendere molto impervia la strada per arrivare all'obiettivo», prosegue il sindacalista. «L´esordio di Brunetta è un modo certo per rendere molto impervia la strada per arrivare all´obiettivo. Se a questo si sommano le dichiarazioni che avrebbe fatto il ministro sull´assenza di risorse per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro, la situazione diventa drammatica. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, pare a noi che tiri aria di tempesta».
«O si cambia o comincia il conto alla rovescia verso la mobilitazione», ribadisce il segretario generale federazione lavoratori della conoscenza Cgil, Enrico Panini. «Il ministro vuole decidere per il sindacato, compresa la formazione delle delegazioni sindacali», dice. Non solo: «teorizza sulle sue proposte un confronto via e-mail e comunica che non ci sono risorse economiche per i contratti 2008-2009», spiega ancora.


29 maggio 2008 - Il Mattino

Statali, la Cgil abbandona subito il tavolo
di ALESSIO FANUZZI

Un accordo ponte per il rinnovo del contratto degli statali nel 2009 in cambio della disponibilità a realizzare la riforma della pubblica amministrazione entro l’anno. È la proposta del ministro Renato Brunetta, lanciata ai sindacati all’apertura del tavolo di confronto con le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Non tutte le nove sigle dei lavoratori, però, hanno ascoltato l’offerta del ministro della Pubblica amministrazione. E se la Rdb-Cub non ha proprio risposto alla convocazione, annunciando anche una giornata di mobilitazione entro giugno, la Cgil ha scelto di abbandonare il tavolo dopo neanche quindici minuti. «Siamo davanti a un grave errore di metodo perché si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla escludendo quelli che devono gestire il piano industriale», ha detto il coordinatore dei settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, annunciando la sua ritirata. E il segretario della Fp Cgil, Carlo Podda, ha rincarato la dose: «Presentare un piano industriale decidendo come debbano essere composte le delegazioni ed escludendo la possibilità di un negoziato è un modo certo per rendere impervia la strada». Ancora più duro Enrico Panini, segretario della Flc Cgil: «O si cambia o comincia il conto alla rovescia verso la mobilitazione». Le altre sigle sindacali, invece, usano toni più concilianti e sembrano disponibili ad approvare le linee guida della riforma, Confindustria compresa. Lo stesso Brunetta, del resto, s’era detto fiducioso prima di varcare il cancello del dicastero: «Il 95% dell’Italia è con me. L’inefficienza della pubblica amministrazione è la palla al piede del paese: se riuscissimo a cavare un 20% di produttività repressa (recuperando 40 miliardi), eliminiremmo il gap con gli altri paesi europei». Parole forti, ribadite ai sindacati e alle associazioni dei consumatori con l’obiettivo di «risanare, ristrutturare e rilanciare» la macchina statale. Ha messo tutto nero su bianco, il ministro, dalla necessità di «un’organizzazione più flessibile e attenta alla collocazione produttiva dei dipendenti» all’opportunità di «riconoscere e premiare chi vale e si dà da fare e sanzionare chi non fa il proprio dovere». Lo dice e lo ribadisce, Brunetta: la priorità è la lotta ai fannulloni. Anche per questo punta a semplificare i procedimenti disciplinari e a introdurre la figura del «datore di lavoro» «a cui imputare l’eventuale responsabilità di un fallimento analogamente a quanto avviene per il fallimento civilistico nel settore privato». Non solo. Nella bozza di riforma si parla anche di «sistemi di selezione e gestione improntati al merito e alla trasparenza anziché all’anzianità» e dell’ipotesi di utilizzare i risparmi di gestione «per premiare dirigenti e impiegati». Ci crede, Brunetta; punta a una «valutazione del personale pubblica e trasparente mediante internet» e a una «effettiva differenziazione delle retribuzioni dei dirigenti sulla base esclusiva del merito». Adesso la palla passa ai sindacati, che entro 48 ore dovranno rispondere nel merito e dare o meno la propria disponibilità. Quasi scontata, anche perché Brunetta s’è impegnato a giocare da subito la carta più importante, quella del contratto. Già oggi, infatti, il ministro della Pubblica amministrazione vedrà Tremonti per discutere delle risorse necessarie per il rinnovo. Sul tavolo l’ipotesi dell’accordo ponte che spianerebbe la strada all’accordo con le sigle. «I contratti vanno rinnovati subito», chiosa il segretario della Uil Paolo Pirani prima di semplificare il punto di vista dei sindacati sulla lotta ai fannulloni: «La stragrande maggioranza dei pubblici dipendenti sono persone perbene che si danno da fare. E comunque le norme sui licenziamenti sono già nel contratto». D’accordo Linda Lanzillotta, ministro ombra del Pd per la Pubblica amministrazione: «Bisogna applicare le regole che ci sono già».


29 maggio 2008 - Italia Sera

Il piano industriale per la Pa non convince: grave errore di metodo
Statali, la Cgil chiude la porta
Brunetta resta determinato: l’Italia vuole la riforma

La Cgil ha "abbandonato il tavolo" convocato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per presentare alle parti sociali il piano industriale di riforma della pubblica amministrazione. Lo ha detto Michele Gentile, coordinatore dei settori pubblici della Cgil, lasciando la sede del ministero. "Abbiamo rilasciato una dichiarazione al ministro come confederazione e categoria pubblica, denunciando un grave errore di metodo nella convocazione, perchè si è deciso di far partecipare un solo componente" per ogni sigla sindacale "rinunciando a far partecipare coloro che devono poi gestire il piano industriale". "Questo - ha proseguito - vuol dire far partire il dibattito nelle peggiori condizioni. Si decide unilateralmente chi deve partecipare". Secondo Gentile "un altro elemento che non va bene è il fatto che il ministro ci abbia chiesto una risposta entro 48 ore". Chi invece ha scelto di non partecipare del tutto al confronto è la Rappresentanza di base: "Convocare le organizzazioni sindacali - spiega Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb-Cub - per la consegna di un documento di riforma della pubblica amministrazione che viene definito ‘piano industrialè la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l’alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti". "Se poi sua intenzione - continua - era quella di convocare le organizzazioni sindacali esclusivamente per consegnare il documento relativo al piano di riforma, facciamo notare al ministro che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta". Infine, alla luce delle dichiarazioni odierne di Brunetta sulle inefficienze della pubblica amministrazione, la sindacalista conclude annunciando una giornata di mobilitazione nazionale dei lavoratori pubblici entro il mese di giugno.
Brunetta. Il ministro Brunetta aveva spiegato in mattinata che l’inefficienza della pubblica amministrazione "è la palla al piede del Paese. Se riuscissimo a cavare un 20-30% di produttività repressa dalla P.A., l’Italia eliminerebbe il gap con gli altri Paesi europei". Riguardo al "piano industriale" per la modernizzazione della pubblica amministrazione, Brunetta si è detto ottimista: "Il 95% dell’Italia è con me".


29 maggio 2008 - Il Gazzettino

La confederazione di Epifani abbandona il tavolo per «ragioni di metodo».
Rdb-Cub non si presenta: welfare non è fare bulloni
di Claudia Giannini

Roma - L'inefficienza della pubblica amministrazione «è la palla al piede del Paese»: parola di Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica. Nei dati del Rapporto annuale Istat, il ministro vede confermata l'opportunità della sua crociata contro i fannulloni: «Se riuscissimo a cavare un 20-30 per cento di produttività repressa dalla Pubblica amministrazione, l'Italia eliminerebbe il gap con gli altri Paesi europei», assicura. E riguardo al suo Piano industriale per la modernizzazione della pubblica amministrazione, Brunetta si proclama ottimista: «Il 95 per cento dell'Italia è con me». Il sindacato dovrebbe far parte del rimanente 5 per cento. Il confronto tra il ministro e le parti sociali sul Piano industriale in questione parte, infatti, incagliandosi sul primo scoglio dopo soli 15 minuti: tanto occorre perché la Cgil, contestando il metodo con il quale il ministro ha convocato le parti, decidendo «unilateralmente chi deve partecipare», abbandoni il tavolo convocato da Brunetta. Il fatto è, spiega Michele Gentile, coordinatore settori pubblici della Cgil, che «si è deciso di far partecipare un solo componente» per ogni sigla sindacale «rinunciando a far partecipare coloro che devono poi gestire il piano industriale. Questo vuol dire far partire il dibattito nelle peggiori condizioni». La Rdb-Cub, invece, non si è proprio presentata, criticando l'approccio del ministro nei confronti della pubblica amministrazione: «Convocare le organizzazioni sindacali per la consegna di un documento di riforma della pubblica amministrazione che viene definito Piano industriale - spiega Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb-Cub - la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti». Ma Brunetta - che oggi incontra il ministro dell'Economia, Tremonti, per discutere sulle risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego - non si scompone. Nella pubblica amministrazione, sosterrebbe nel suo Piano industriale, che è composto da 41 pagine e che sarà diffuso ufficialmente oggi, c'è un «bacino di produttività latente» e, nell'arco di tre-cinque anni, si può stimare che esso sia attingibile nella misura del 20 per cento, generando un recupero di risorse economiche pari a circa 40 miliardi di euro. Tale recupero avverrebbe «senza lacerazioni sociali ed occupazionali, attraverso il blocco del turn-over e la copertura dei bisogni pubblici oggi non presidiati». Allo stesso tempo, secondo le linee indicate dal ministro Brunetta, è necessaria una «netta accelerazione dei livelli di efficienza della macchina pubblica». Riconoscere e premiare chi vale e si dà da fare e sanzionare chi non fa il proprio dovere: è intorno a questo principio ruota la bozza del Piano della Funzione pubblica, in cui efficienza e anti-fannullonismo, merito e trasparenza entrano come parole d'ordine. «Per rendere più efficienti gli uffici pubblici occorre anche combattere la scarsa produttività e l'assenteismo», si legge nel Piano, dove si sostiene che questo «si può ottenere attraverso un'organizzazione più flessibile e attenta alla collocazione produttiva dei dipendenti», ma anche «modificando la disciplina delle sanzioni e della responsabilità». In particolare, «bisognerà semplificare e accelerare le fasi dei procedimenti disciplinari, con particolare riferimento a quelli per le infrazioni di minore gravita». Tra le altre novità previste dal Piano, l'introduzione del dirigente-manager, che «deve diventare il cardine della manovra di miglioramento della produttivtià e della qualità dei servizi», trasformandosi «in un vero manager reso autonomo per quel che riguarda l'uso di risorse umane e finanziare». Una delle conseguenze di questa trasformazione «sarà l'effettiva differenziazione delle retribuzioni di risultato sulla base esclusiva del merito».


29 maggio 2008 - EPolis nazionale

La trattatita. La sigla fuori dopo 15 minuti
Piano degli Statali critiche a Brunetta la Cgil lascia il tavolo
Il coordinatore dei settori pubblici Cgil Michele Gentile: «Un grave errore di metodo»

Statali e burocrazia sotto il tiro del governo che ieri aveva convocato i sindacati per illustrare il suo "piano industriale" volto a rilanciare e rendere efficiente il pubblico impiego. Ma, a sorpresa, dopo soli 15 minuti la Cgil ha abbandonato il tavolo contestando un «grave errore di metodo perchè, come ha spiegato il coordinatore dei settori pubblici Cgil Michele Gentile, «si è deciso di far partecipare un solo componente per sigla rinunciando a far partecipare chi gestisce poi il piano industriale». All’appuntamento a Palazzo Vidoni sono state invitate, Cgil, Cisl e Uil (la Rdb-Cub ha scelto di non partecipare) a cui il ministro Renato Brunetta ha presentato la carrellata di misure, dalla legge delega anti-fannulloni, al licenziamento dei dipendenti inefficienti, in primis i medici che rilasciano i certificati falsi. «La pubblica amministrazione è una palla al piede», ha ribadito ieri il ministro della Funzione pubblica tornando a sottolineare le inefficienze dell’apparato statale. A chi gli chiedeva si va verso l'apertura un confronto difficile, Brunetta ha risposto: «Perchè difficile? È un bellissimo confronto con tutte le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Abbiamo illustrato il piano industriale, anche il nome è significativo, per far convergere le pubbliche amministrazioni con il settore privato che è più efficiente». Quanto alla possibilità che il piano sia condiviso da tutte le parti sociali, il ministro ha preferito glissare: «È con me il 95% degli italiani». Sul tavolo anche misure mirate a rendere più tecnologica la pubblica amministrazione, dalla digitalizzazione degli uffici, all’eliminazione degli enti inutili. L’operazione trasparenza non risparmierà la privacy degli statali con stipendi online dei dirigenti. Le proteste sono già in agguato e si sommano a quelle per l’esclusione degli Statali dalle misure del governo sulla detassazione degli straordinari. Su questo punto ieri mattina era arrivato l’attacco del leader dell’opposizione, Veltroni: «Ho l’impressione che un intervento legislativo discriminatorio nei confronti dei pubblici dipendenti porti un forte elemento di incostituzionalità».


29 maggio 2008 - L'Eco di Bergamo

Tavolo statali, la Cgil si sfila

ROMA - La Cgil ha «abbandonato il tavolo» convocato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per presentare alle parti sociali il piano industriale di riforma della pubblica amministrazione. Lo ha detto Michele Gentile, coordinatore dei settori pubblici della Cgil, lasciando la sede del ministero dove ieri il ministro Brunetta si è confrontato con le parti sociali.
«Denunciando un grave errore di metodo nella convocazione, perché si è deciso di far partecipare un solo componente» per ogni sigla sindacale «rinunciando a far partecipare coloro che devono poi gestire il piano industriale». «Questo – spiegano alla Cgil – vuol dire far partire il dibattito nelle peggiori condizioni. Si decide unilateralmente chi deve partecipare».
Chi invece ha scelto di non partecipare del tutto al confronto è la Rappresentanza di base: «Già parlare di "piano industriale" per la pubblica amministrazione la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti».
Da parte sua il ministro Brunetta aveva spiegato in mattinata che l'inefficienza della pubblica amministrazione «è la palla al piede del Paese. Se riuscissimo a cavare un 20-30% di produttività repressa, dalla pubblica amministrazione, l'Italia eliminerebbe il gap con gli altri Paesi europei». Riguardo al «piano industriale» per la modernizzazione della pubblica amministrazione, Brunetta si è detto ottimista: «Il 95% dell'Italia è con me».
Non c'è più via di scampo per gli statali fannulloni. Il piano Brunetta prevede una guerra senza tregua alla scarsa produttività e all'assenteismo degli statali attraverso una semplificazione e accelerazione delle sanzioni.
«Per rendere più efficienti gli uffici pubblici – si legge nel piano – occorre anche combattere la scarsa produttività e l'assenteismo». Introdurre poi, anche nel lavoro pubblico, la figura del datore di lavoro. Al datore di lavoro pubblico si potrà «imputare l'eventuale responsabilità di un "fallimento" dell'Amministrazione, analogamente a quanto avviene per il fallimento civilistico nel settore privato».
In questo modo «si potrà stabilire una piena analogia con l'impresa privata e si potranno introdurre criteri non occasionali per la selezione, nella classe politica, di buoni amministratori. Criteri che fino a questo momento sono mancati al Paese», conclude il piano.


29 maggio 2008 - Il Piccolo

CONFRONTO SOCIALE
Statali, la Cgil lascia il tavolo: «Un grave errore di metodo»
Il sottosegretario Brunetta: «La pubblica amministrazione rimane una palla al piede» Il leader del Pd denuncia: «È anticostituzionale escludere i dipendenti pubblici dalla detassazione degli straordinari»

ROMA - Dopo soli quindici minuti, la Cgil ha abbandonato il tavolo di confronto sul pubblico impiego convocato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Il coordinatore dei settori pubblici Michele Gentile ha denunciato in apertura dell'incontro «un grave errore di metodo, perché si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla, escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale».
Quanto al testo presentato ieri, il rappresentate della Cgil ha riferito come il confronto si sia limitato alla presentazione di slide. Mentre un'altra sigla, la Rdb-Cub pubblico impiego, ha scelto di non partecipare all'incontro, annunciando invece che entro giugno si terrà una giornata di lotta contro il piano del governo. Tutti i sindacati avranno comunque 48 ore di tempo per valutare le proposte del ministro.
Da parte sua Brunetta, prima dell'incontro, ha ribadito che a suo giudizio «la pubblica amministrazione è una palla al piede». A chi gli ha chiesto se il confronto che si è appena aperto sarà difficile, ha risposto: «Perché difficile? È un bellissimo confronto con tutte le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Oggi viene illustrato il piano industriale, anche il nome è significativo, per far convergere le pubbliche amministrazioni con il settore privato che è più efficiente».
Quanto alla possibilità che il piano sia condiviso da tutte le parti sociali, il ministro glissa: «È con me il 95% degli italiani». Ma, come dimostra la clamorosa decisione della Cgil di abbandonare il tavolo, il negoziato si preannuncia insidioso. Le proteste già ci sono, e si sommano a quelle per l'esclusione degli statali dalle misure del governo sulla detassazione degli straordinari, e per la pubblicazione online di redditi e presenze dei dipendenti. Escludere dalla detassazione degli straordinari i pubblici dipendenti potrebbe essere incostituzionale, ha accusato Walter Veltroni, segretario del Pd, in una conferenza stampa in cui ha sollevato dubbi anche sull’opportunità di allungare il periodo dei mutui, rinegoziandoli in rate più basse. Secondo Veltroni «c’è una ragione di merito: per quale motivo non bisogna riconoscere gli stessi diritti ad infermieri, insegnanti, e forze dell’ordine e di polizia, equiparandoli a quelli dei lavoratori del settore privato?»".
La soluzione migliore sarebbe stata «incidere sulla contrattazione di secondo livello, senza escludere quindi donne, precari e dipendenti pubblici». Insomma, aggiunge Veltroni, «noi vogliamo una forte correzione del provvedimento perchè è giusto che vengano introdotte misure che riconoscono i diritti delle persone che garantiscono la sicurezza, come le forze dell’ordine, o che, come gli infermieri, si occupano di servizi sociali fondamentali per il nostro paese». Il governo «è poco attento al rischio di impoverimento della società italiana", "mentre è necessario e prioritario che si fronteggi questo problema».
Prende la palla al balzo il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il quale constata che «Veltroni e Pd accettano la detassazione dei premi e degli straordinari e questo mi fa piacere». Essi, sostiene il ministro, «condividono la detassazione che avevano criticato e addirittura chiedono che il provvedimento venga esteso, percorso che noi stessi abbiamo indicato». Il Pd, critica il ministro, avrebbe proposto di detassare l’assunzione delle donne «il che sarebbe ancor più incostituzionale perchè discriminerebbe tra maschi e femmine sul mercato del lavoro».


28 maggio 2008 - Ansa

P.A.: RDB-CUB DISERTA INCONTRO BRUNETTA, NO A PERDITA TEMPO

(ANSA) - ROMA, 28 MAG - La Rdb-Cub ha scelto di non partecipare all'incontro di oggi pomeriggio col Ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta. E' quanto si apprende da una nota del sindacato, che critica l'approccio del ministro nei confronti della pubblica amministrazione. "Convocare le organizzazioni sindacali - spiega Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb-Cub - per la consegna di un documento di riforma della pubblica amministrazione che viene definito 'piano industriale' la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti". "Se poi sua intenzione - continua - era quella di convocare le organizzazioni sindacali esclusivamente per consegnare il documento relativo al piano di riforma, facciamo notare al ministro che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta". Infine, alla luce delle dichiarazioni odierne di Brunetta sulle inefficienze della pubblica amministrazione, la sindacalista conclude annunciando una giornata di mobilitazione nazionale dei lavoratori pubblici entro il mese di giugno.


28 maggio 2008 - Agi

STATALI: RDB-CUB DISERTA INCONTRO CON BRUNETTA

(AGI) - Roma, 28 mag. - La RdB-CUB Pubblico Impiego sceglie di non partecipare all'incontro indetto questo pomeriggio presso il Ministero della Funzione Pubblica, annunciando invece una giornata di lotta contro il piano del Governo che si terra' entro giugno. Lo rende noto una nota della RdB-Cub. "Convocare le organizzazioni sindacali per la consegna di un documento di riforma della Pubblica Amministrazione che viene definito Piano Industriale la dice lunga sulla visione del Ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti - spiega Paola Palmieri, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. -. Del resto il progetto di una P.A. a servizio esclusivo delle imprese vede l'attuale Ministro in perfetta continuita' con i suoi predecessori. Inoltre entrare nel merito anche della composizione delle delegazioni trattanti, imponendo la presenza di un solo rappresentante per organizzazione, rende chiaro quale tipo di relazioni sindacali il Ministro intenda perseguire", prosegue Palmieri. "Se poi sua intenzione era quella di convocare le organizzazioni sindacali esclusivamente per consegnare il documento relativo al piano di riforma - conclude Palmieri - facciamo notare al Ministro che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta".


28 maggio 2008 - Repubblica.it

Il sindacato lascia il confronto sul pubblico impiego dopo appena 15 minuti "Illegittimo far partecipare un solo rappresentante per sigla". E monta la protesta
Statali, la Cgil lascia il tavolo "Un grave errore di metodo"
E adesso i rappresentanti dei lavoratori hanno 48 ore di tempo per valutare le proposte presentate dal ministro Brunetta

ROMA - Dopo soli quindici minuti, la Cgil ha abbandonato il tavolo di confronto sul pubblico impiego convocato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Il coordinatore dei settori pubblici Michele Gentile ha denunciato in apertura dell'incontro "un grave errore di metodo, perché si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla, escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale".
Quanto al testo presentato oggi, il rappresentate della Cgil ha riferito come il confronto si sia limitato alla presentazione di slide. Mentre un'altra sigla, la Rdb-Cub pubblico impiego, ha scelto di non partecipare all'incontro, annunciando invece che entro giugno si terrà una giornata di lotta contro il piano del governo. Tutti i sindacati avranno comunque 48 ore di tempo per valutare le proposte del ministro.
Da parte sua Brunetta, prima dell'incontro, ha ribadito che a suo giudizio "la pubblica amministrazione è una palla al piede". A chi gli ha chiesto se il confronto che si è appena aperto sarà difficile, ha risposto: "Perché difficile? E' un bellissimo confronto con tutte le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Oggi viene illustrato il piano industriale, anche il nome è significativo, per far convergere le pubbliche amministrazioni con il settore privato che è più efficiente".
Quanto alla possibilità che il piano sia condiviso da tutte le parti sociali, il ministro glissa: "E' con me il 95% degli italiani". Ma, come dimostra la clamorosa decisione della Cgil di abbandonare il tavolo, il negoziato si preannuncia insidioso. Le proteste già ci sono, e si sommano a quelle per l'esclusione degli statali dalle misure del governo sulla detassazione degli straordinari (criticata oggi anche dal leader del Pd Walter Veltroni), e per la pubblicazione online di redditi e presenze dei dipendenti.


28 maggio 2008 - AMI agenzia multimediale italiana

Statali, la Cgil abbandona il tavolo di confronto
Il sindacato: un grave errore di metodo.
Incontro oggi pomeriggio tra governo e parti sociali per la presentazione di un piano industriale per il rinnovo della pubblica amministrazione. A presiedere il tavolo il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. La Cgil abbandona la stanza del ministro
di francesca clementoni

Roma - Al termine della presentazione del rapporto annuale Istat, il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, aveva detto, parlando con la stampa che: «Le esportazioni sono aumentate di più di quanto non sia aumentata la valorizzazione dell'euro sulle altre monete, quindi vuol dire che il sistema delle imprese funziona. Immaginiamoci cosa sarebbe successo se ci fossero state le infrastrutture, se ci fosse stata una pubblica amministrazione efficiente». Brunetta poi aveva anche aggiunto: «E' con me il 95% degli italiani», riferendosi al piano industriale di rinnovo della P.A. in discussione oggi tra governo e parti sociali.
Le condizioni dell'incontro: la presenza di un solo rappresentante per ciascuna delle 9 sigle (tra sindacati, parti sociali e consumatori) all'incontro.
Ma, malgrado le intenzioni del ministro, la riunione non sembra essere partita bene. La Cgil ha abbandonato il tavolo di confronto. Si tratta della seconda defezione dopo quella di un altro sindacato, la Rdb-Cub. La decisione di far partecipare un solo rappresentante per sigla significa «far partire il dibattito nelle peggiori condizioni». È il coordinatore dei dipendenti pubblici della Cgil, Michele Gentile a spiegare così la decisione del sindacato di abbandonare il tavolo di confronto. «Si decide unilateralmente chi deve partecipare e quindi abbandoniamo il tavolo», aggiunge. Quanto al testo presentato oggi il rappresentate della Cgil ha riferito come il confronto si sia limitato alla presentazione di "diapositive", Gentile ha riferito che Brunetta ha cominciato il confronto «proiettando delle slide e chiedendo entro 48 ore un ragionamento di merito da parte nostra: anche questo non va bene». Sul testo del disegno di legge delega circolato ieri Gentile ha dichiarato che:«se rappresentasse la volontà del Governo, sarebbe sbagliato. Oggi non è stato presentato quel testo ma un piano su cui discuteremo che poggia su un decreto legge, un disegno di legge e una delega».


28 maggio 2008 - Pupia Italia

Statali, la Cgil abbandona il tavolo di confronto con Brunetta
di Antonio Taglialatela

ROMA. L’"operazione trasparenza" del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, trova subito l’opposizione dei sindacati. Oggi era in programma il confronto sul pubblico impiego che ha visto la Cgil, nel giro di soli quindici minuti, abbandonare il tavolo. "Si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla, escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale", ha così motivato la decisione il coordinatore dei settori pubblici della Cgil Michele Gentile. Un’altra sigla, la Rdb-Cub pubblico impiego, ha scelto proprio di non partecipare, annunciando invece una giornata di sciopero entro il mese di giugno. I rappresentanti degli statali protestano anche contro la decisione del governo di escludere dalla detassazione degli straordinari tale categoria. Da parte sua, il ministro Brunetta è deciso ad andare avanti: "Il 95% degli italiani è con me. La pubblica amministrazione è ‘una palla al piede’ e bisogna intervenire". A chi parlava della trattativa che si preannuncia difficile, ha risposto: "Perché difficile? E’ un bellissimo confronto con tutte le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Oggi viene illustrato il piano industriale, anche il nome è significativo, per far convergere le pubbliche amministrazioni con il settore privato che è più efficiente". Il piano Brunetta prevede la pubblicazione on line di tutti i dati del ministero della Funzione pubblica, a partire da curricula, telefoni ed e-mail, fino alle assenze dei dipendenti e agli stipendi dei dirigenti. Piano che punta ad espandersi sull’intera pubblica amministrazione già con il disegno di legge delega, cosiddetto "anti-fannulloni", che prevede premi legati alla produttività, nuovi criteri di valutazione basati sulla meritocrazia, licenziamento per i dipendenti inefficienti, in primis i medici che rilasciano falsi certificati, revisione della durata dei contratti pubblici. Secondo Brunetta, l’operazione porterà ad "un incremento dell’efficienza del sistema pari al 30-40%, sia per quanto riguarda i servizi che la crescita del Pil, accompagnata allo stesso tempo da una riduzione, negli stessi termini, dei costi e della burocrazia".


28 maggio 2008 - La Tecnica della Scuola

Cgil incontra Brunetta: ed è subito scontro

(R.P.) Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta convoca i sindacati per presentare il "Piano industriale per il settore pubblico" e Cgil abbandona quasi subito la riunione. Panini (Cgil-Flc) chiede soldi per nuovi contratti. Sempre più improbabile una soluzione rapida del problema del precariato. Inizia male, anzi malissimo il confronto fra sindacati e Governo sulla questione del pubblico impiego. L’incontro in programma per il 28 maggio fra il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta e i vertici delle confederazioni si è concluso con l’abbandono del tavolo da parte di Cgil, mentre la RdB-Cub non ha neppure partecipato. Il Ministro aveva convocato la riunione con lo scopo di presentare ai sindacati un "Piano industriale per il settore pubblico": scontata, a quel punto, l’assenza del sindacato di base della CUB che ha polemizzato proprio sulla terminologia utilizzata da Brunetta ("l’espressione - ha dichiarato Paola Palmieri della direzione nazionale - la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti"). Cgil si è presentata all’incontro ma se n’è andata poco dopo lasciando fra le mani del Ministro un duro comunicato con cui si contesta in particolar modo la decisione di Renato Brunetta di accettare al tavolo un solo rappresentante per ogni sigla sindacale. Altrettanto pesante è il commento di Enrico Panini, segretario nazionale di Cgil-Flc, che rivendica un serrato confronto sindacale prima che il piano di Brunetta venga sottoposto all’esame del Parlamento per essere trasformato in legge. Ma Panini coglie anche l’occasione per chiedere che il Governo provveda subito ad inviare all’Aran gli atti di indirizzo per i contratti del biennio 2006 -2007 non ancora aperti. E poi ci sono anche diverse contrattazioni in corso (accademie e conservatori, ricerca, università) relative sempre al biennio 2006/2007 che procedono troppo lentamente. Per non parlare delle risorse per il biennio contrattuale 2008-2009 che neppure sono previste dalla attuale legge finanziaria. Nonostante la bufera, il ministro Brunetta non si scompone troppo e sottolinea che l'inefficienza della pubblica amministrazione "è la palla al piede del Paese" e aggiunge che sul piano di modernizzazione della pubblica amministrazione la stragrande maggioranza degli italiani ("il 95%" puntualizza il Ministro) la pensa proprio come lui. Intanto decine di migliaia di precari continuano ad essere in attesa di notizie sul loro futuro. Ed è di queste ore la notizia secondo cui il ministro dell’Economia Tremonti starebbe pensando ad anticipare in gran parte la legge finanziaria del 2009 con un provvedimento straordinario da approvarsi prima della pausa estiva: si parla di nuovi sacrifici per la scuola e in particolare di una ulteriore stretta sulle nomine dei supplenti. In questo quadro diventa sempre più difficile pensare ad una consistente immissione in ruolo di precari. Le 20-25mila assunzioni "offerte" da Padoa Schioppa a fine marzo potrebbero essere oggi un vero e proprio miraggio. E forse i sindacati si stanno chiedendo se non sarebbe stato meglio due mesi fa accettare la proposta di Padoa Schioppa; ma questi sono ragionamenti fatti con il senno di poi: se a fine marzo i sindacati si fossero "accontentati" di 20-25 mila posti le proteste dei precari si sarebbero fatte sentire.


28 maggio 2008 - Il Sole 24 Ore

Pubblico impiego. Bocciata l'operazione trasparenza sugli stipendi e l'esclusione dalla detassazione degli straordinari
Statali contro il piano Brunetta
Parte il confronto con i sindacati sulla delega anti-fannulloni e sul rinnovo
di Marco Rogari

ROMA - Comincia la partita sulla doppia riforma del pubblico impiego e della macchina burocratica. A dare il fischio d'inizio è il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che oggi pomeriggio incontrerà le parti sociali, a cominciare da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per avviare il confronto sul suo «piano industriale ». Alcuni interventi sono già in rampa di lancio, come il disegno di legge delega anti-fannulloni, che prevede: premi legati alla produttività, nuovi criteri di valutazione basati sulla meritocrazia, licenziamento per i dipendenti inefficienti, in primis i medici che rilasciano falsi certificati; revisione della durata dei contratti pubblici; restyling (o completa soppressione) dell'Aran (si veda «Il Sole 24 Ore» del 25 e 25 maggio).
Ma sul tavolo ci saranno anche le misure allo studio di palazzo Vidoni in chiave innovazione, partendo dalla digitalizzazione degli uffici come l'eliminazione degli enti inutili e le esternalizzazioni di servizi fin qui gestiti da strutture pubbliche (e conseguente mobilità del personale). E, soprattutto, ci sarà la patata bollente dei rinnovi contrattuali.
Proprio i contratti sono il primo obiettivo dei sindacati, che comunque apprezzano la decisione di convocare subito il tavolo, come peraltro chiesto a gran voce nei giorni scorsi da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. «Io penso che Brunetta voglia andare verso la direzione giusta, ma gli consiglierei due cose: di partire con il confronto, meno con le interviste», ribadisce Guglielmo Epifani in un'intervista televisiva a proposito della questione- fannulloni.
La situazione, tuttavia, non appare del tutto tranquilla. Soprattutto per le ricadute dell'operazione-trasparenza messa in moto da Brunetta con la pubblicazione degli stipendi dei dirigenti di palazzo Vidoni sul sito del dicastero e per l'esclusione degli "statali" dalla detassazione degli straordinari introdotta dal decreto del Governo varato a Napoli. Stando a quanto riferiscono alcune sezioni dei sindacati locali e delle Rdb, in diversi ufficiali serpeggerebbe il malumore per la disparità di retribuzione anche tra le stesse qualifiche (emersa pure attraverso l'elenco dei redditi pubblicato on-line dalla Finanze prima dello stop del Garante per la privacy).
Intanto i lavoratori degli uffici giudiziari danno vita ad un sitin a Roma, promosso dalle Rdb Pi-Cub, al grido «i fannulloni non siamo noi ma chi ci governa ». Una lettera firmata da 300 lavoratori dell'Istat è poi destinata a Brunetta per chiedere chiarimenti sulla condizione contrattuale. Dalla regione Toscana arriva anche la richiesta di detassare gli straordinari pure per il settore del pubblico impiego, sanità compresa. Quanto all'intenzione di Brunetta di operare una stretta sulle "certificazioni facili" dei medici, secondo l'ex sottosegretario alla Salute, Serafino Zucchelli,«l'unica strada è aumentare i medici fiscali ». Sulle questioni legate alla riforma della Pa interviene anche il presidente del Cnel, Antonio Marzano: «La verifica della soddisfazione degli utenti nel rapporto con la Pubblica amministrazione è cruciale per la qualità della vita dei cittadini e per la stessa democrazia». Un punto, quello del customer satisfaction, che è cruciale anche per Brunetta. Tanto è vero che al tavolo saranno presento anche le associazioni dei consumatori.


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